9 aprile 2026: 81° anniversario del martirio di Dietrich Bonhoeffer. La responsabilità del Cristiano nella storia
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 09.04.2026 – Vik van Brantegem] – Il 9 aprile di 81 anni fa veniva giustiziato Dietrich Bonhoeffer, teologo luterano, tra i più importanti del XX secolo, membro della resistenza tedesca contro il Terzo Reich.
È stato un uomo eccezionale. In lui si univano un’intelligenza straordinaria (basta leggere qualcuna delle sue opere teologiche), una carità eroica, una Fede limpida. Il suo coraggio e la sua testimonianza fino alla morte ne fanno un eroe. Pochi uomini hanno messo in crisi l’agnosticismo come Bonhoeffer.
Era nato nel 1906 in una famiglia borghese e visse in prima persona nella tensione tra Cristianesimo radicale e borghesia prussiana.
Era fermamente convinto che fosse compito della Chiesa intervenire laddove lo Stato violava i diritti degli esseri umani e il suo pensiero sulla Fede e l’azione, la religione e la partecipazione politica e sociale ha rappresentato un capitolo importante per le riflessioni sul credere Cristiano e sulle sue conseguenze.
Sin da subito criticò apertamente i provvedimenti del regime nazista contro gli Ebrei, a partire dal «paragrafo ariano» del 1933. Lo stesso anno, assieme ad altri teologi berlinesi, fondò la Chiesa Confessante, che voleva opporsi all’allineamento della Chiesa Protestante tedesca al nazionalsocialismo. In disaccordo con questa si trasferì prima a Londra e poi negli Stati Uniti ma allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale rientrò in Germania e cominciò a collaborare con i gruppi di resistenza militare attiva contro Hitler della Abwehr.
Fu arrestato il 5 aprile 1943. Ed era ancora nella prigione di Berlino-Tegel quando il 20 luglio 1944 fallì l’attentato contro Hitler e la Gestapo riuscì a trovare documenti incriminanti la sua partecipazione alla resistenza. A febbraio dell’anno seguente fu trasferito nel campo di concentramento di Flossenbürg e qui venne impiccato il 9 aprile 1945.
Il suo corpo fu bruciato e non esiste la tomba di colui che il Vescovo Wolfgang Huber, ex Presidente del Consiglio della Chiesa Evangelica in Germania, definì “santo evangelico”, ma all’interno del campo lo ricorda una targa commemorativa.
Le sfide che i Cristiani in Germania dovettero affrontare tra le due guerre mondiali hanno una relazione molto più stretta con le sfide che i Cristiani in Occidente affrontano oggi di quanto siamo disposti ad ammettere. Questo non significa che affrontiamo le stesse sfide; la storia non si ripete. Ma ciò che abbiamo in comune con i Cristiani in Germania all’inizio del XX secolo è una forma di Fede profondamente plasmata dalla cultura sradicata dal Vangelo in cui viviamo. Il nostro contesto di Fede, come il loro, è in modo allarmante privo di risorse adeguate di resistenza alla potente ondata crescente di apostasia, egocentrica e ossessionata dall’immanenza, che sta ormai inondando quasi tutte le espressioni della nostra Fede.
La spiritualità di Bonhoeffer è profondamente cristologica, fatta di contemplazione, analisi intelligente e informata, compassione per chi soffre e azioni impegnative.
I tempi sono indubbiamente difficili, ma la speranza verso cui Dietrich Bonhoeffer ci indica è un invito all’azione. È un invito ad affrontare le difficoltà del nostro tempo con i cuori e la Fede verso Gesù, cercando di vivere il Vangelo nel mondo.


























