Papa Leone XIV invita di unirsi alla preghiera per la pace sabato 11 aprile nella Basilica di San Pietro

Mani in preghiera
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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 07.04.2026 – Vik van Brantegem] – In un tempo storico segnato da conflitti diffusi, tensioni internazionali e crescenti forme di indifferenza verso la sofferenza umana, risuona con rinnovata urgenza l’appello alla pace rivolto da Papa Leone XIV nel suo Messaggio Urbi et Orbi della Domenica di Pasqua 2026. Le sue parole, pronunciate dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro, si inseriscono nella tradizione della Chiesa quale voce profetica che richiama l’umanità alla responsabilità morale, alla conversione del cuore e alla riscoperta della fraternità universale. Non si tratta soltanto di un invito spirituale, ma di un’esortazione concreta e pressante affinché ogni uomo e ogni donna, indipendentemente dalla propria condizione o appartenenza, si faccia artefice di pace nella quotidianità.

La pace, come ha ricordato il Santo Padre, non può essere ridotta a una mera assenza di conflitto, né può essere imposta attraverso la forza: essa nasce piuttosto da un cambiamento interiore, da una scelta libera e consapevole di rinunciare alla violenza, all’odio e alla sopraffazione. In questo orizzonte, la preghiera diventa un atto di responsabilità collettiva, un segno visibile di comunione e un mezzo con cui rivolgersi al Principe della Pace, portatore di riconciliazione tra Dio e l’umanità, che non offre solo tranquillità interiore, ma una pace attiva, dono pasquale che trasforma i cuori e supera le divisioni, invitando i credenti a essere operatori di pace nel quotidiano.

È in tale spirito che il Papa ha invitato tutti i fedeli a unirsi a lui nella Veglia di preghiera per la pace, che si terrà alle ore 18.00 di sabato 11 aprile 2026 nella Basilica vaticana, quale gesto corale di fede e speranza di fronte alle ferite del mondo contemporaneo.

«Chi ha in mano armi le deponga! Chi ha il potere di scatenare guerre, scelga la pace! Non una pace perseguita con la forza, ma con il dialogo! Non con la volontà di dominare l’altro, ma di incontrarlo!». È un appello netto, con cui Papa Leone XIV richiama le coscienze e invita a un cambiamento reale: che tacciano le armi e cambino i cuori.

Subito dopo aver presieduto la Santa Messa del giorno nella Pasqua di Risurrezione in Piazza San Pietro, alle ore 12.00 il Pontefice ha pronunciato il tradizionale Messaggio alla città e al mondo, implorando Dio «che doni la sua pace al mondo funestato dalle guerre e segnato dall’odio e dall’indifferenza». Ha quindi esortato a una autentica “conversione” alla pace, mettendo in guardia dal rischio dell’assuefazione alla violenza e dall’indifferenza dinanzi alla morte di migliaia di persone.

Le parole del Papa, pronunciate con fermezza e sobrietà, si impongono come un monito severo per quanti alimentano logiche di guerra, promuovono l’odio o restano indifferenti alla sofferenza altrui. Esse richiamano ciascuno alla responsabilità personale davanti a Dio e alla storia.

A distanza di un anno dal suo primo affaccio dalla Loggia delle Benedizioni, quando invocò una «pace disarmata e disarmante», Papa Leone XIV rinnova con forza il suo appello, indicando una pace che nasce dal cuore e si traduce in relazioni autentiche e solidali.

«La pace che Gesù ci consegna non è quella che si limita a fare tacere delle armi, ma quella che tocca e cambia il cuore di ciascuno di noi! Convertiamoci alla pace di Cristo! Facciamo udire il grido di pace che sgorga dal cuore!».

Unirsi al momento di preghiera l’11 aprile rappresenta non solo un atto di devozione, ma anche un impegno concreto a non cedere alla «globalizzazione dell’indifferenza», più volte denunciata dalla Chiesa. È un richiamo a restare vigili, a non abituarsi alla violenza e a non rassegnarsi al male.

Nel giorno della Pasqua di Risurrezione del Signore, il Papa ha indicato chiaramente la via: Cristo, vincitore della morte, luce che vince le tenebre, amore che supera l’odio. Una vittoria conseguita attraverso l’abbandono fiducioso alla volontà del Padre, modello autentico di quella forza che genera la vera pace.

Essa è simile al chicco di grano che, morendo nella terra, porta frutto, ed è paragonabile al cuore umano che, ferito, rinuncia alla vendetta e sceglie la misericordia. È questa la forza che costruisce relazioni giuste tra persone, famiglie, popoli e nazioni, orientate al bene comune.

La Risurrezione di Cristo, ha ricordato il Pontefice, inaugura un’umanità nuova e interpella profondamente la libertà di ciascuno, chiamato a scegliere tra speranza e paura, tra verità e negazione.

«La croce di Cristo ci ricorda sempre la sofferenza e il dolore che circondano la morte… Non possiamo continuare ad essere indifferenti! E non possiamo rassegnarci al male!».

In questo giorno di festa, il Santo Padre ha esortato ad abbandonare ogni volontà di dominio e di contesa, per implorare il dono della pace per un mondo ferito dalla guerra, dall’odio e dall’indifferenza, nei tempi attuali attraversati da turbolenze e grandi cambiamenti che si stanno manifestando sempre di più.

Le Chiese in Italia aderiscono all’invito del Papa

«Nel giorno di Pasqua, Papa Leone XIV ha chiesto di far “udire il grido di pace che sgorga dal cuore”, invitando “tutti a unirsi a me nella veglia di preghiera per la pace che celebreremo qui nella Basilica di san Pietro il prossimo sabato, 11 aprile”. Le Chiese in Italia aderiscono al pressante appello del Pontefice a implorare dal Cristo Risorto il dono della riconciliazione. “Noi Cristiani sappiamo che è possibile sperare contro ogni speranza, nonostante la morte che vediamo presente – come ci ha ricordato il Papa – nella violenza, nelle ferite del mondo, nel grido di dolore che si leva da ogni parte per i soprusi che schiacciano i più deboli, per l’idolatria del profitto che saccheggia le risorse della terra, per la violenza della guerra che uccide e distrugge”. Per questo, invitiamo i sacerdoti, i religiosi, le religiose e tutto il popolo dei credenti a partecipare alla veglia presieduta dal Papa o a raccogliersi in preghiera nelle comunità locali: fermiamo il vortice del dolore, della sofferenza e della devastazione, diciamo il nostro “no” alla guerra, non abituiamoci all’orrore» (Cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo metropolita di Bologna, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana).

Nel corso dell’Udienza Generale di mercoledì 8 aprile 2026, il Santo Padre Leone XIV ha rinnovato a
tutti i fedeli l’invito a unirsi a Lui in un momento di preghiera per la Pace, che si terrà nella Basilica
di San Pietro sabato 11 aprile 2026, alle ore 18.00. La Veglia sarà presieduta dal Santo Padre e sarà aperta alla partecipazione di tutti i fedeli.

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