Papa Leone XIV: il cammino di santificazione si realizza in un cammino sinodale
“Sono felice di questo incontro, che ci permette anche di riflettere insieme sul valore del carisma benedettino nella vostra vita, nella vita della Chiesa e nel mondo”: giornata intensa per papa Leone XIV, che ad inizio settimana ha ricevuto tre comunità di monache benedettine insieme ad un gruppo di monaci di Subiaco, di Cesena e di Bari, ricordando che la vita monastica non è ‘chiusura verso il mondo esterno’, ma modello di amore, condivisione e aiuto.
Riprendendo la regola di san Benedetto il papa ha sottolineato il valore della preghiera: “Voi, monache benedettine contemplative e monaci benedettini, ben sapete quanto la preghiera e la lettura orante della Parola di Dio, specialmente nella Lectio divina, aiutino in tale custodia, permettendo a chi le pratica di comprendere la verità su di sé, nel riconoscimento delle proprie debolezze e dei propri peccati e nella celebrazione delle grazie e delle benedizioni del Signore. E’ così che si rinvigorisce in noi il desiderio di appartenere a Lui e si conferma il voto della nostra consacrazione”.
Inoltre la vita consacrata è un cammino comunitario: “Il cammino di santificazione di un consacrato, di una monaca, però, per quanto ricco di fervore e di ispirazione, non può ridursi a un semplice percorso personale. Esso ha una necessaria dimensione comunitaria, in cui l’annuncio della liberazione pasquale si concretizza nel servizio fraterno, riflesso dell’amore universale di Cristo per la Chiesa e per l’umanità”.
Tale cammino consiste nel reciproco ascolto ed in un discernimento comunitario: “La vita monastica non si può intendere come semplice chiusura verso il mondo esterno. Essa è uno strumento perché nel cuore dei discepoli cresca un amore simile a quello del Maestro, pronto alla condivisione e all’aiuto, anche tra monasteri. La vita monastica sarà così sempre più, in un mondo spesso segnato dal ripiegamento su di sé e dall’individualismo, un modello per tutto il popolo di Dio, ricordando che essere missionari, prima che di fare cose, richiede un modo di essere e di vivere le relazioni”.
Quindi è necessaria una formazione permanente: “Profezia e discernimento rimandano ad un ultimo tema di cui vorrei parlarvi: la formazione permanente, particolarmente necessaria in un’epoca come la nostra. Essa consiste prima di tutto nel ‘conoscere l’amore di Cristo che supera ogni conoscenza’ ed è fondamentale perché la vita consacrata ‘possa svolgere in maniera sempre più adeguata il suo servizio al monastero, alla Chiesa e al mondo’. L’intera comunità ne è il soggetto attivo, attraverso la preghiera, la Parola, i momenti celebrativi e decisionali, di confronto e di aggiornamento, vissuti e condivisi nel primato della carità”.
In precedenza aveva incontrato i membri della fondazione Ausilia, che si occupa di sostegno ai ragazzi e di sviluppo sociale, sollecitandoli ad aiutare i giovani: “Vi ringrazio per il vostro generoso impegno, volto ad aiutare i giovani nella loro formazione e nell’inserimento in campo lavorativo. Investire non su oggetti, ma sulla persona, sulle sue abilità e competenze rappresenta un punto di forza della vostra opera. In tal modo, difatti, sono proprio i giovani a diventare protagonisti del loro futuro, senza venir considerati strumenti funzionali all’organizzazione di un’azienda o ingranaggi utili al successo commerciale”.
La giornata del papa si è conclusa con un incontro ai membri dell’Illinois Municipal League, organizzazione statale che rappresenta circa 1.300 comuni dello Stato negli Usa: “Attraverso il Mistero Pasquale, il Signore ci mostra che persino le circostanze più difficili e impegnative possono essere trasformate dall’interno dalla forza dell’amore.
Forse la sofferenza non può sempre essere evitata o eliminata, ma si può trovare un significato redentivo che non solo restituisce la dignità perduta, ma apre anche la porta a una nuova vita. In effetti, la risurrezione di Gesù è la fonte ultima di speranza per tutti coloro che credono in Cristo e attendono la promessa della vita eterna”.
Quindi ha sottolineato l’importanza della Settimana Santa: “Il suo servizio e la sua obbedienza alla volontà del Padre hanno condotto a una speranza certa e a una pace duratura per tutta l’umanità. In tal modo, la vittoria nata dal dono di sé di Cristo si erge come un faro e una sfida per tutti noi oggi. Come uomini e donne investiti del ruolo di governo, anche voi siete chiamati a scoprire e incarnare il dono del servizio. In modo particolare, siete chiamati a essere attenti ai bisogni dei più deboli e dei più vulnerabili, al fine di aiutarli a raggiungere uno sviluppo umano integrale”.
A questo punto il richiamo a Giorgio La Pira è stato un passaggio obbligato per una tutela dei cittadini fragili: “Per fare questo, dovete anzitutto impegnarvi a conoscere le aspirazioni delle persone come pure le loro difficoltà. La dignità di ogni individuo deve essere riconosciuta e tutelata, perché i vostri comuni non sono luoghi anonimi, ma hanno volti e storie da custodire come tesori preziosi.
Sebbene ogni giorno siano molti i compiti che richiedono la vostra attenzione, vi incoraggio a continuare ad ascoltare i poveri, gli immigrati e tutti gli ultimi tra voi, cercando di accompagnarli nel vostro lavoro per promuovere il bene comune a beneficio di tutti. In tal modo, ognuno dei vostri comuni potrà essere un luogo di autentico incontro tra tutti i cittadini, offrendo a ogni individuo l’opportunità di realizzarsi”.
(Foto: Santa Sede)



























