Cinque anni e mezzo: Fede, giustizia e verità nel “caso Becciu”
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 24.03.2026 – Ivo Pincara] – A cinque anni e mezzo dall’inizio di una vicenda che ha segnato profondamente il dibattito ecclesiale e mediatico, riproponiamo una riflessione di Andrea Paganini che interpella coscienze e responsabilità. Il tempo trascorso non ha attenuato interrogativi e tensioni, ma ha piuttosto reso più evidente la necessità di distinguere tra verità e narrazione, tra giustizia e apparenza.
In questo contesto, la testimonianza personale si intreccia con una più ampia riflessione sulla Fede, sulla perseveranza e sulla ricerca della verità, anche quando questa appare offuscata o distorta. Il caso del Cardinale Giovanni Angelo Becciu continua a suscitare interrogativi profondi, non solo sul piano giudiziario, ma anche su quello umano e spirituale.
Abbiamo fondato Korazym.org quando eravamo ragazzi, sull’onda di un entusiasmo che solo una Fede giovane sa donare. Ventiquattro anni dopo quel 2002, continuiamo a scegliere Korazym.org come luogo di presenza e testimonianza, attraverso il nostro punto di osservazione e la nostra particolare lente: quella di chi è stato giovane ed è cresciuto, diventando adulto.
In questo lungo percorso, la nostra Fede è stata spesso messa alla prova dal grande ingannatore, che non solo tenta di far credere al mondo di non esistere, ma cerca anche di confondere, mascherando il bene come male e il male come bene. Non perdere la Fede nei momenti più difficili è stata la nostra conquista più grande. Saper riconoscere ciò che è giusto da ciò che non lo è, è stata una conseguenza di questa Fede, che è per noi un faro capace di illuminare le tenebre e indicare la strada da seguire.
Abbiamo scelto di esserci ventiquattro anni fa; abbiamo scelto una strada inequivocabile, incorruttibile, inavvicinabile dal grande ingannatore. Dal 26 novembre 2019 seguiamo il “caso 60SA”, divenuto poi, il 24 settembre 2020, il “caso Becciu”. In quell’occasione abbiamo preso posizione nei confronti del Cardinale Giovanni Angelo Becciu, poiché abbiamo compreso fin da subito la gravità dell’attacco che, attraverso di lui, veniva sferrato contro il Papa, contro il papato e contro la Chiesa Cattolica Romana.
Settanta volte sette prenderemo la medesima posizione a difesa dei valori che ci contraddistinguono. Settanta volte sette testimonieremo la nostra Fede e la nostra sete di giustizia. Settanta volte sette saremo pronti a difendere un innocente vittima di qualsiasi abuso perpetrato. Settanta volte sette saremo presenti per testimoniare che la verità, quando è ricercata, trovata e divulgata, non ha prezzo.
Staff del Blog dell’Editore
24 settembre 2020-24 marzo 2026
di Andrea Paganini
Facebook, 24 marzo 2026
CINQUE ANNI E MEZZO.
Sessantasei mesi.
Sessantasei volte trenta giorni, e qualcosa di più.
Sessantasei volte trenta giorni di ventiquattro ore, e qualcosa di più.
Cosa sono cinque anni e mezzo nella vita di una persona? Chi sa cosa significano 2007 giorni?
Da cinque anni e mezzo – dal 24 settembre 2020 – il Card. Becciu è messo alla gogna. Mondialmente. E sempre più chiaramente si capisce che è messo alla gogna da perfetto innocente, anzi perché ha dato la sua vita seguendo il Vangelo, per la Chiesa e – con fedeltà impressionante – per il Papa.
Un’ingiustizia inaudita! Orbene, se c’è qualcosa che io non sopporto, è l’ingiustizia.
Io constato che il Card. Becciu, nonostante il dolore immenso, non ha fatto nulla per sottrarsi al giudizio del tribunale e, anzi, vuole che sia fatta luce fino in fondo e che la verità sia resa manifesta. Qualcosa vorrà dire, no?
Io sono sempre più convinto che il card. Becciu sia la vittima innocente di una colossale montatura tramata ad arte da menti malvagie, per far male alla Chiesa e per far cadere il Papa in una trappola: una diabolica polpetta avvelenata.
Chi più di Becciu assomiglia a Gesù crocifisso e abbandonato, vittima innocente di malvagie calunnie? Eppure lui percorre la sua via crucis fino in fondo, senza ribellarsi, accettando la volontà di Dio con dignità e fiduciosa serenità. E pregando per il Papa.
Voglio andare fino in fondo anch’io, a questa via. Voglio accompagnarlo, per quel poco che posso, come un minuscolo cireneo. Quattro anni e mezzo. Ma quant’è lunga, ancora, la via crucis? Che finisca presto!
Io tengo aggiornata la rassegna stampa, certo che la verità ci farà liberi. Tutti.
(Ripropongo questo vecchio post, modificando solo la quantità del tempo trascorso).
Il capolavoro dell’ingiustizia è di sembrare giusta senza esserlo (Platone).
E intanto è sempre più evidente – l’ha riconosciuto perfino la Corte d’appello di quello stesso Stato – che la giustizia vaticana (che ha condannato un innocente proprio a CINQUE ANNI E MEZZO di carcere) non ha rispettato i requisiti minimi per realizzare un giusto processo. Avanti!




























