A Torino la Giornata della Memoria per le vittime innocenti delle mafie
In occasione della XXXI Giornata nazionale della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, Torino accoglie la manifestazione organizzata da Libera-Gruppo Abele. Il 21 marzo sarà così, ancora una volta, un abbraccio sincero ai familiari delle vittime innocenti delle mafie, senza dimenticare chi ha perso la vita nelle stragi, nel terrorismo e nel dovere. L’intero territorio piemontese si prepara ad accompagnare il cammino verso questo appuntamento, che coinciderà con la chiusura del trentennale di Libera.
Il programma della giornata di sabato 21 marzo, invece, prevede la partenza del corteo da Piazza Solferino alle 9 per arrivare in piazza Vittorio alle 11, dove inizierà la lettura dei 1117 nomi delle vittime innocenti delle mafie. Semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie. A mezzogiorno ci sarà l’intervento conclusivo di don Luigi Ciotti.
E’ stato proprio don Ciotti a lanciare un appello: “La trentunesima giornata riprende una parola di allora: fame di verità e di giustizia. La parola da sottolineare con forza è fame, questo bisogno oggi più che mai di verità e di giustizia, è il diritto alla verità, perché l’ottanta per cento dei familiari delle vittime, che cammineranno e apriranno il corteo e giungono da ogni parte d’Italia, non conosce la verità. Eppure le verità passeggiano per le vie del nostro Paese, l’omertà uccide la verità e la speranza, ma soprattutto senza verità non si può costruire giustizia”.
Erano circa 300 i nomi delle vittime innocenti letti in piazza del Campidoglio il 21 marzo 1996, durante la I Giornata della Memoria e dell’impegno. Dopo trentuno anni, l’elenco che sarà letto dal palco di Torino conta 1117 nomi. I nomi inseriti quest’anno in elenco sono 16, di cui 5 minori. Un lungo elenco, ogni anno arricchito di nuovi nomi, di nuove storie, ha aggiunto don Ciotti: “Vorrei ricordare Mauro Rostagno e voglio ripetere le sue parole quando disse, lui che è stato ucciso: ‘Spesso è accaduto che anche persone che ci vogliono bene ci hanno consigliato di parlare il meno possibile di mafia, perché dicono che in questo modo ci facciamo cattiva pubblicità e di questo non abbiamo bisogno. Il miglior modo per farci pubblicità non è quello di dire o di non dire se qua c’è la mafia o meno, ma riuscire a batterla, ad eliminarla. Questa è la migliore pubblicità che potremmo fare a noi stessi, a tutto il Paese, a tutti quelli che ci vogliono bene’. E’ questo il senso di continuare a camminare insieme anche per le vie di Torino”.
Ed ha spiegato la scenta della città: “A Torino, come in tutta Italia, le situazioni di vulnerabilità sociale aprono varchi che le mafie e le economie criminali possono sfruttare per consolidare consenso e potere. Per questo il contrasto passa anche dalla capacità di riconoscere i bisogni sociali, di costruire comunità inclusive e di fare in modo che nessuno resti escluso, perché sono i diritti il vero argine contro le mafie. In questa prospettiva, Libera accompagna percorsi di studio, monitoraggio civico, denuncia e impegno sociale, promuovendo un’alleanza tra cittadini, istituzioni e territori. La Giornata del 2026 a Torino e in Piemonte vuole essere dunque un’occasione per riportare al centro queste storie, rileggere le trasformazioni del territorio e rilanciare insieme un impegno collettivo capace di generare futuro”.
La Giornata nazionale della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie nasce nel 1996 in Campidoglio, quando viene letto per la prima volta l’elenco delle vittime innocenti, curato da Saveria Antiochia, madre di Roberto Antiochia. Da allora è divenuta un appuntamento annuale di partecipazione civile, memoria viva e responsabilità condivisa, che coinvolge scuole, associazioni e comunità di tutta Italia.
Negli anni, attorno a questo impegno, sono nate esperienze concrete: uso sociale dei beni confiscati, percorsi educativi e formativi, reti internazionali, progetti di giustizia rigenerativa e sostegno a chi ha scelto di rompere con i circuiti mafiosi. Nel 2023 è nato a Roma ExtraLibera, spazio multimediale dedicato alle nuove generazioni per raccontare in modo innovativo la memoria e il fenomeno mafioso.


























