Papa Leone XIV ha espresso dolore per i bambini innocenti e tutte le vittime in Medio Oriente

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La Sala Stampa della Santa Sede, tramite il suo canale Telegram, ha fatto sapere che papa Leone XIV prega perché cessi ogni ostilità nelle regioni mediorientali per i ‘tanti innocenti, tra cui molti bambini’ rimasti uccisi nei bombardamenti e ‘per chi prestava loro soccorso’, come p. Pierre El-Rahi, il sacerdote maronita morto a causa di un attacco in Libano

E’ un sacerdote maronita ucciso a Qlaya durante un attacco che aveva colpito una casa nella zona della sua parrocchia, in montagna, ferendo uno dei parrocchiani. Come ha raccontato il francescano p. Toufic Bou Merhi ai media vaticani, p. El-Rahi è andato di corsa con altre decine di giovani a soccorrere il parrocchiano. In quel momento c’è stato un altro bombardamento sulla stessa casa e il sacerdote è rimasto ferito, morendo poco dopo:

“In nome del diritto di difesa, e con la scusa dei cosiddetti ‘danni collaterali’, abbiamo perso un parroco, padre Pierre El Raii. La sua unica colpa era voler restare accanto ai suoi parrocchiani. Il suo errore è stato rispondere a una richiesta di aiuto. Ha cercato di soccorrere una persona che lo aveva chiamato, e questo gesto gli è costato la vita. Padre Pierre era la generosità e la disponibilità incarnate in un parroco. Tentavo di frenarlo per fargli prendere fiato, ma non ci sono mai riuscito”.

Ed ha raccontato la vita degli sfollati: “Persone costrette a lasciare la propria casa, le proprie strade, la propria memoria. Dove si rifugia la dignità quando si perde la propria casa? Come si custodisce la speranza quando si vive con una valigia sempre pronta? E nel cuore di molti cresce anche un’altra ferita: la paura dell’altro, di chi è diverso, di chi sta dall’altra parte. Ma come si può costruire la pace se prima non si guarisce questa paura? Le case distrutte, prima o poi, si possono ricostruire. Ma l’uomo ferito dalla violenza, dalla paura e dalla tristezza, chi lo ricostruirà? Dove si può ritrovare la dignità perduta?”

Ad esprimere dolore e parole di cordoglio anche la Caritas Libano che in un comunicato ha scritto: “Con il cuore ferito e profondo dolore abbiamo ricevuto la notizia del martirio del cappellano regionale di Qlayaa-Marjeyoun di Caritas Libano, padre Pierre Al-Rahi, che ha perso la vita a seguito del bombardamento che ha colpito l’area, mentre rimaneva saldo nella sua terra e accanto alla gente della sua città”.

Mentre il presidente della Cei, card. Matteo Zuppi, ha inviato un messaggio a Sua Beatitudine il card. Béchara Boutros Raï, patriarca di Antiochia dei Maroniti, per esprimere vicinanza della Chiesa italiana: “Ancora una volta il dramma della guerra ha colpito la vostra popolazione e ancora una volta ci troviamo a piangere vittime innocenti, di ogni fede. Preghiamo per il caro padre Pierre che non ha voluto abbandonare la sua terra, restando accanto alla sua gente e testimoniando fino all’ultimo l’amore per chi gli era stato affidato, per tutti i cristiani che sono rimasti nel Paese”.

Per questo ha parlato di martirio: “Il suo esempio, il suo martirio, è seme di amore e riconciliazione in un tempo di odio e divisione, segno di fraternità lì dove prevale la logica del più forte. Per questo, rinnoviamo il nostro impegno a rafforzare i vincoli di solidarietà e prossimità che già uniscono le nostre Chiese”.

E  con le parole di papa Leone XIV ha detto che la guerra non è la soluzione: “Mentre affidiamo alle braccia misericordiose del Padre il nostro fratello, non ci stanchiamo di chiedere al Principe della Pace che si fermino le violenze in Medio Oriente e in tutti gli angoli della terra deturpati dalla devastazione e dalla morte. La guerra non è la risposta e non è mai la soluzione, è una sconfitta per tutti: per questo, uniamo la nostra voce a quella di Papa Leone XIV che ha chiesto che cessi il fragore delle bombe, tacciano le armi, e si apra uno spazio di dialogo, nel quale si possa sentire la voce dei popoli”.

Infine l’invito  a tutti gli italiani a pregare e digiunare per la pace: “La sofferenza delle persone che stanno vivendo sulla propria pelle il dramma del conflitto è un grido che non può e non deve lasciarci indifferenti. Venerdì 13 marzo, in occasione della Giornata di preghiera e digiuno promossa dalla CEI, ricorderemo padre Pierre e tutte le comunità cristiane perché, nello scenario buio dell’odio e della violenza, continuino a essere luce di unione, amore e fraternità”.

(Foto: Media Vaticani)

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