Equilibrio di potere/i
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 09.03.2026 – Andrea Gagliarducci] – Tutti stanno aspettando che Papa Leone XIV riorganizzi la Curia Romana. Cinque capi dicastero hanno già più di 75 anni e saranno sei entro la fine dell’anno. Gli osservatori vaticani tengono d’occhio anche l’Arcivescovo Edgar Peña Parra, il Sostituto della Segreteria di Stato per gli Affari generali – ovvero il “capo di gabinetto papale” – che ha avuto una storia controversa nel suo attuale ufficio e si vocifera che stia per andarsene, destinato al ruolo di Nunzio Apostolico in Italia.
In altre parole, sono in arrivo grandi cambiamenti. L’unica domanda è: “Quando?”. La risposta è in gran parte una questione di tempistica. Detto questo, sono successe molte cose sotto la superficie – forse dovrei dire sotto il radar – comprese alcune nomine davvero cruciali, che dimostrano come Leone XIV stia lavorando per riequilibrare il potere all’interno della Curia Romana.
Un altro esempio di queste nomine meno visibili è la recente nomina di Anton Kappler come secondo Aiutante di camera (il maggiordomo papale). Sebbene possa sembrare di poco conto, questa mossa avrà probabilmente un impatto profondo. Kappler ha prestato servizio nel Corpo della Guardia Svizzera per 25 anni, raggiungendo il grado di tenente, e parla correntemente italiano, francese e tedesco. È relativamente giovane e ampiamente considerato una figura affidabile. È probabile che si stesse preparando a tornare in Svizzera dopo il suo quarto di secolo di servizio nella Guardia.
Il contesto del nuovo ruolo di Kappler diventa più chiaro se si considera la decisione del Papa di affiancarlo a Piergiorgio Zanetti, il fidato Aiutante di camera di Papa Francesco. La presenza di un ex Guardia Svizzera nell’entourage papale ha un profondo significato. Significa anche un riequilibrio dei poteri che regolano le relazioni interne al Vaticano. Zanetti era arrivato a palazzo dal Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano – il corpo di polizia del Vaticano – un’organizzazione che aveva acquisito un potere significativo durante gli anni di Francesco.
La Guardia Svizzera ha il compito specifico di difendere il Papa e sorveglia il Palazzo Apostolico Vaticano. Nel corso degli anni di Francesco, tuttavia, l’entourage papale e la Guardia Svizzera sembravano sempre più distanti, se non altro a causa dell'”allergia” del defunto pontefice ai contesti o alle strutture istituzionali.
Leone XIV non solo colma il divario tra le istituzioni, ma incorpora anche un ex Guardia nella sua Casa Pontificia, affiancandolo a un maggiordomo già di notevole esperienza, e ne fa un ufficio chiamato non solo a essere particolarmente efficiente, ma anche a lavorare per il bene dell’istituzione. La cooperazione reciproca sembra essere un tema centrale per Leone XIV.
Questo è evidente in un altro dettaglio. Il nuovo Prefetto della Casa Pontificia dovrebbe essere l’Arcivescovo Petar Rajič, attualmente Nunzio Apostolico in Italia e in precedenza in Angola e nei Paesi Baltici. Rajič, Croato-Canadese, vanta una vasta esperienza diplomatica. Nella Prefettura della Casa Pontificia fungerà da collegamento tra la Segreteria di Stato e l’Appartamento Pontificio, agendo come diplomatico all’interno delle fila della Famiglia del Papa. Se la scelta di Rajić come Prefetto della Casa Pontificia fosse confermata, sarebbe un’ulteriore dimostrazione della preferenza di Leone XIV per figure che potessero fungere da ponte piuttosto che da elemento di distanza, in funzione del suo desiderio di vedere le istituzioni della Santa Sede collaborare tra loro.
A ulteriore dimostrazione di questa enfasi sulla collaborazione, alcune decisioni governative riflettono la stessa strategia. Ad esempio, la decisione di ribaltare il mandato di Papa Francesco secondo cui tutti gli investimenti vaticani devono passare attraverso lo IOR (Istituto per le Opere di Religione, la cosiddetta “banca vaticana”) con un chirografo che richiama, appunto, il principio di “reciproca collaborazione” tra i dicasteri.
La corsa contro il tempo di Leone XIV per ristabilire l’equilibrio all’interno della Santa Sede ha portato le varie istituzioni a collaborare. In questo riequilibrio, si ricordi l’udienza del Papa del 1° febbraio con i Gentiluomini di Sua Santità, gli Addetti di anticamera e i Sediari. E anche il suo promemoria del 24 maggio 2025 al personale della Curia Romana e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano: “I Papi passano, la Curia resta”.
La nomina di un Aiutante di camera della Guardia Svizzera è solo l’ultimo di una serie di piccoli passi compiuti da Leone XIV verso l’armonizzazione dei ministeri. Non si tratta di misure burocratiche. Piuttosto, costruiscono una vita comunitaria in cui la diffidenza tra i membri del corpo viene superata attraverso la comprensione personale e il lavoro comunitario.
In definitiva, il Papa rimane un frate e crede profondamente nella vita comunitaria. Tanto che spesso cena nella Prima Loggia con gli Agostiniani che curano la Sacrestia di San Pietro, mantenendo questo legame forte ma discreto con la sua comunità, che funge anche da collegamento diretto con la realtà.
I prossimi viaggi internazionali del Papa ci diranno di più. Papa Francesco non ha mai portato con sé Segretari, ma solo un Aiutante di camera, che fungeva essenzialmente da “portaborse”. Leone XIV potrebbe, e dovrebbe, portare con sé uno dei suoi Segretari, in particolare Mons. Edgard Rimaycuna, il primo Segretario Particolare, ristabilendo così una sorta di normalità. Il Segretario fungerà da filtro per il Papa, supportandolo negli incontri e accompagnandolo in ogni momento. Non più un Papa al comando assoluto, Leone XIV ora fa affidamento sulle persone con cui lavora.
Ha mantenuto un profilo chiaro nelle sue nomine. Le nomine visibili e importanti seguono un criterio: cerca persone discrete, competenti nel loro lavoro e leali all’istituzione. Non devono essere considerate amici del Papa; devono solo essere competenti. Ad esempio, l’Arcivescovo Filippo Iannone, Prefetto del Dicastero per i Vescovi, rientra in questo profilo. Un altro esempio potrebbe essere Rajić, se confermato Prefetto della Casa Pontificia o addirittura, come si vocifera, Sostituto. A livello internazionale, una scelta simile è stata quella di Mons. Ronald Hicks come Arcivescovo metropolita di New York.
Leone XIV, tuttavia, ha anche chiamato persone di cui sapeva di potersi fidare pienamente. Una di queste è Mons. Edgard Rimaycuna, che non aveva esperienza in Curia. Un altro è Don Marco Billeri, il suo secondo Segretario Particolare, raccomandato da Mons. Giovanni Paccosi, Vescovo di San Miniato. Leone XIV è stato missionario in Perù con Paccosi. C’è anche un intero mondo di persone simili attorno al Papa, dal suo cuoco peruviano agli Agostiniani della Sacrestia.
È così che Papa Leone XIV lavora per ristabilire l’equilibrio e creare una nuova comunione, come ha delineato fin dall’inizio del suo pontificato. Dopo il pontificato dirompente di Papa Francesco, che ha ampliato la divisione e si è concentrato sulla figura del Papa, ora è il momento di trovare una nuova comunione. È probabile che tutti i dicasteri si conformeranno a questa scelta.
Potrebbero esserci ulteriori piccoli aggiustamenti alla riforma della Curia per far avanzare questo piano, prima che arrivino i “grandi cambiamenti”, ma – visti nella giusta luce – i piccoli cambiamenti sono già piuttosto grandi.
Questo articolo nella nostra traduzione italiana è stato pubblicato dall’autore in inglese sul suo blog Monday Vatican.





























