Papa Leone XIV all’ordinariato militare: difendere i deboli
“Inter Arma Caritas: ‘per portare Cristo nelle vene dell’umanità, rinnovando e condividendo la missione apostolica, guardando al domani con serenità, compiendo scelte coraggiose’. Queste sono le parole che stanno orientando il cammino del Centenario dell’Ordinariato Militare per l’Italia, un evento che custodisce memoria, attualità e profezia”: riprendendo le sue parole ai vescovi italiani dello scorso giugno papa Leone XIV ha incontrato i cappellani e gli officiali dell’Ordinariato Militare per l’Italia in occasione del Centenario di fondazione, ricordando che il loro servizio ‘è un atto d’amore, verso il Paese, verso i territori, soprattutto verso le persone’.
Nel discorso il papa ha sottolineato il valore della memoria, che è legata alla ‘coscienza’: “Viviamo in una società che rischia di smarrire il senso della memoria. La nostra epoca possiede una capacità straordinaria di trasmettere informazioni, ma una sempre più debole capacità di interiorizzarle. La memoria è spesso ‘esternalizzata’ e disponibile, ma non sempre fatta propria e attivata.
Per la Chiesa, invece, essa è coscienza viva: non accumulo di dati, ma costante appello alla responsabilità; non nostalgia, ma radice che genera profezia. Per i cristiani la memoria ha un carattere unico: è celebrazione di Dio che entra nella storia, perché la fede cristiana si fonda su un fatto storico e la salvezza non è un’idea, ma la persona vivente del Signore Gesù Cristo”.
Perciò in questo centenario è necessario non dimenticare l’insegnamento di papa san Paolo VI: “In tale orizzonte, risuona attuale l’insegnamento del Papa San Paolo VI, il quale affermava che la storia non è una realtà da subire, ma un luogo di grazia in cui costruire la civiltà dell’amore. I
l Centenario che celebrate desidera far riecheggiare proprio questo messaggio, alla luce del comandamento del Signore:’Che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi’. Il vostro servizio è un atto d’amore (verso il Paese, verso i territori, soprattutto verso le persone), che si traduce in prossimità concreta, specialmente nei luoghi e nelle circostanze in cui maggiori sono le fragilità”.
Richiamando il pensiero di sant’Agostino a vivere il ministero come un servizio di amore il papa ha evidenziato l’azione del cappellano militare: “L’azione del Cappellano Militare si svolge spesso nel silenzio, nei luoghi di pace e in quelli di conflitto, nei sedimi militari e nei contesti operativi, nelle cappelle e nelle tende da campo.
E’ lì che la cura del gregge del Signore si manifesta attraverso la testimonianza della vita, l’annuncio del Vangelo, la celebrazione dell’Eucaristia e dei Sacramenti, l’ascolto paziente e l’accompagnamento spirituale. In tal senso, un particolare rilievo assumono i contesti formativi, le Accademie, le Scuole, gli Istituti di formazione, i luoghi in cui si plasmano le coscienze.
In una società segnata dalla mobilità umana e dalla pluralità culturale, il Cappellano si pone anche al servizio del dialogo tra i popoli, le culture e le religioni, testimoniando una Chiesa che si fa strumento di unità. La sua azione spirituale contribuisce così alla promozione del bene comune e della pace sociale, frutto (come ricordava papa Francesco) di un paziente lavoro artigianale, che richiede formazione, giustizia e carità”.
La missione del militare cristiano si può collocare nella definizione della costituzione pastorale ‘Gaudium et Spes’: “In questo orizzonte si colloca la missione del militare cristiano. Difendere i deboli, tutelare la convivenza pacifica, intervenire nelle calamità, operare nelle missioni internazionali per custodire la pace e ristabilire l’ordine. Tutto questo non può ridursi a mera professione: è una vocazione, risposta a una chiamata che interpella la coscienza.
L’identità del militare è forgiata da generosità, spirito di servizio, alte aspirazioni e profondi sentimenti. Ma tali valori esigono un fondamento, un dono di Grazia capace di alimentare la carità fino alla dedizione totale di sé. Occorre, pertanto, ispirare con la linfa del Vangelo i codici, le norme e le missioni della vita militare perché, nel servizio alla sicurezza e alla pace, il bene comune dei popoli sia sempre al primo posto”.
Per queste motivazioni l’Ordinariato militare rientra nell’annuncio della pace della Chiesa: “La Chiesa, nel solco del magistero del Concilio Vaticano II, e delle Esortazioni apostoliche Evangelii nuntiandi ed Evangelii gaudium, proclama il Vangelo della pace, pronta a collaborare con tutti per custodire questo bene universale. In essa, l’Ordinariato Militare per l’Italia, attraverso la cura spirituale, vuol essere un laboratorio efficace dell’agire di Dio in favore dell’uomo, uno spazio di formazione per il passaggio dall’amor sui all’amor Dei, fondamento di quella Civitas Dei in cui la legge fondamentale è la carità e dove la pace non è soltanto assenza di conflitto, ma pienezza di giustizia, di verità e di amore”.
(Foto: Santa Sede)





























