Cinque ferite e una speranza
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 25.02.2026 – Vik van Brantegem] – In un’intervista con Dott. Robert Moynihan di Inside the Vatican, dal titolo Affrontare la crisi: il Vescovo Schneider su unità, tradizione e futuro della Chiesa, pubblicato sul canale YouTube di Urbi et Orbi Communications il 16 febbraio 2026, Mons. Athanasius Schneider, O.R.C., Vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Maria Santissima ad Astana in Kazakistan, aveva reso noto dei dettagli dell’Udienza privata che Papa Leone XIV gli ha concesso il 18 dicembre 2025. In chiusura a questo articolo, riportiamo la registrazione della diretta dell’intervista.
Ieri, 24 febbraio 2026, Mons. Schneider ha rivolto un appello a Papa Leone XIV in seguito all’annuncio della Fraternità Sacerdotale San Pio di procedere con le consacrazioni episcopali, nonostante gli avvertimenti della Santa Sede che ciò «costituirebbe una rottura decisiva della comunione ecclesiale (scisma)». Nel documento intitolato Appello fraterno a Papa Leone XIV per costruire un ponte con la Fraternità Sacerdotale San Pio X, pubblicato in esclusiva sul Substack di Diane Montagna: «Il Vescovo Schneider fa appello a Papa Leone XIV affinché costruisca un ponte tra Roma e la FSSPX. “Sarebbe una tragedia se la FSSPX fosse completamente isolata, e la responsabilità ricadrebbe principalmente sulla Santa Sede». Mons. Schneider invita alla generosità pastorale e all’unità ecclesiale in un momento che egli descrive come decisivo per il futuro delle relazioni tra la Santa Sede e la FSSPX.
Il Vescovo Schneider ha già ricoperto il ruolo di visitatore della Santa Sede nei seminari della FSSPX, che gli ha permesso di conoscere in prima persona le strutture, la leadership e i fedeli della Fraternità. Il suo appello giunge in un momento di intenso dibattito nel mondo Cattolico, con reazioni che vanno da una cauta speranza di riconciliazione a rinnovate richieste di provvedimenti disciplinari. Nel suo appello, Mons. Schneider chiede a Papa Leone XIV di non lasciare che questo “momento davvero provvidenziale” passi inosservato. Avverte che rinunciare all’opportunità di conferire il mandato papale alle ordinazioni episcopali, rischierebbe di cementare quella che definisce una divisione “davvero inutile e dolorosa” con la FSSPX, una rottura che la storia non ignorerebbe facilmente. In un momento in cui la Chiesa parla con insistenza di sinodalità, ampiezza pastorale e inclusività ecclesiale, Mons. Schneider sostiene che l’autentica unità deve estendersi anche ai fedeli legati alla FSSPX. La scelta che il Papa si trova di fronte, suggerisce, è se questo capitolo della storia della Chiesa sarà ricordato come un momento di generosità che costruisce ponti o di una separazione evitabile.
Nell’intervista con Dott. Mohynihan, Mons. Schneider ha approfondito la sua diagnosi sulla situazione attuale della Chiesa Cattolica Romana, che ha esposto al Santo Padre durante l’Udienza, riprendendo alcuni punti che aveva già segnalato a gennaio 2025, quando ha esposta la necessità di una Costituzione Apostolica per garantire la pace liturgica.
Il sito InfoVaticana il 20 febbraio 2026 ha pubblicato un riassunto dell’intervista.
Nell’intervista con Dott. Monynihan, Mons. Schneider ha spiegato, che il dialogo con il Pontefice si è svolto in un clima “aperto e cordiale”, e in esso ha sottolineato, tra gli altri argomenti, sia le ferite che percepisce nella Chiesa sia l’impatto spirituale che la forma straordinaria del rito romano ha avuto in numerosi fedeli, specialmente tra i giovani.
Cinque ferite che indeboliscono la Chiesa
Durante l’Udienza, Mons. Schneider ha presentato al Papa un elenco di ciò che ha definito come le cinque principali ferite che colpiscono oggi la Chiesa e che, a suo giudizio, richiedono attenzione urgente:
- Confusione dottrinale, che erode la chiarezza del messaggio della fede e che potrebbe essere rimediata mediante una professione solenne di fede vincolante.
- Anarchia liturgica e confronto intorno alla Messa del rito romano, che ha generato divisioni all’interno della comunità ecclesiale.
- Nomine episcopali discutibili, con vescovi e cardinali che, a suo avviso, agirebbero in sintonia con agende secolari più che con l’insegnamento tradizionale della Chiesa.
- Formazione sacerdotale carente, specialmente in dottrina, morale e liturgia, che avrebbe indebolito la preparazione delle future generazioni di sacerdoti.
- Difficoltà che colpiscono la vita contemplativa, inclusi riferimenti a problemi sorti intorno all’applicazione alla vita delle monache contemplative. dell’Istruzione applicativa della Costituzione Apostolica Vultum dei quaerere sulla vita contemplativa femminile della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica del 1° aprile 2018, Cor orans.
L’impatto della Messa tradizionale sui giovani
Uno dei passaggi più significativi dell’Udienza, secondo il racconto di Mons. Schneider, è stato quando il Papa ha condiviso di aver ascoltato da giovani – direttamente da loro – che la loro conversione a Dio era avvenuta attraverso la Messa tradizionale in latino. Schneider ha raccontato che il Pontefice ha menzionato questa testimonianza con un sorriso, esprimendo sorpresa per la forza spirituale che questa forma liturgica esercita sulle nuove generazioni.
La Fraternità Sacerdotale San Pio X
Nel corso dell’Udienza, Mons. Schneider ha affrontato anche la situazione della Fraternità Sacerdotale San Pio X, segnalando che la FSSPX ha ragione ad avvertire che certi passaggi del Concilio Vaticano II sono stati estratti da un concilio pastorale verso un nuovo paradigma ecclesiale che, a suo giudizio, richiede correzione.
Ha coinciso anche nel fatto che la Chiesa deve esaminare onestamente le ambiguità presenti in alcune espressioni del Concilio, specialmente in questioni come la libertà religiosa o la collegialità, sottolineando che si tratta di formulazioni pastorali e non di insegnamenti definitivi del magistero.
Mons. Schneider ha avvertito che sarebbe una tragedia se la FSSPX rimanesse completamente separata dalla Chiesa, paragonando la situazione alla rottura degli Antichi Credenti Russi, e ha affermato che, se si perde questo “braccio”, la Chiesa rimarrebbe danneggiata e sfigurata. Per questo ha fatto un appello al Papa Leone XIV affinché agisca con generosità storica, permettendo almeno un’integrazione parziale della FSSPX nella vita della Chiesa senza che la questione dottrinale diventi il primo e principale ostacolo.
In questo punto, Mons. Schneider è stato particolarmente chiaro nel riferirsi a la posizione attuale attribuita al Cardinale Víctor Manuel Fernández, che esige di risolvere previamente il dialogo dottrinale prima di qualsiasi regolarizzazione canonica. Mons. Schneider ha qualificato questo approccio come irrealistico, eccessivamente duro e poco pastorale, considerando che blocca qualsiasi avanzamento pratico e prolunga inutilmente una situazione di tensione.
A giudizio di Mons. Schneider, l’esperienza storica dimostra che i processi di riconciliazione e integrazione non sempre iniziano con la piena risoluzione dottrinale, ma possono avanzare in modo graduale, favorendo prima la comunione visibile e lasciando spazio per un dialogo teologico successivo più sereno e fruttuoso.





























