Uomo del presente, costruttore di futuro: l’Azione Cattolica Italiana ricorda Vittorio Bachelet a 100 anni dalla nascita

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A 100 anni dalla nascita di Vittorio Bachelet, la Sapienza Università di Roma, l’Azione cattolica italiana e l’Istituto per lo studio dei problemi sociali e politici ‘Vittorio Bachelet’ promuovono il XLVI Convegno Bachelet, in programma a Roma venerdì 20 e sabato 21 febbraio, per riflettere sull’eredità scientifica, civile e spirituale di una delle figure più alte del cattolicesimo democratico italiano, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

‘Per costruire ci vuole la speranza’: in questa espressione è racchiusa la cifra della sua testimonianza. Giurista rigoroso, servitore dello Stato, protagonista dell’attuazione del Concilio Vaticano II e della Costituzione repubblicana, Vittorio Bachelet ha attraversato una stagione segnata da profonde trasformazioni ecclesiali e istituzionali, offrendo una lezione di riformismo mite, dialogante e profondamente radicato nella centralità della persona.

Il convegno mette a fuoco l’attualità del suo pensiero in un tempo attraversato da nuove tensioni democratiche e da rigurgiti autocratici. Per Vittorio Bachelet, la democrazia era una ‘conquista e vittoria quotidiana contro la sopraffazione’, non la via più lunga ma ‘l’unica via’ per una società più giusta. La sua opera scientifica, volta a legare indissolubilmente l’amministrazione alla Costituzione, e il suo servizio come vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura testimoniano una fedeltà esigente alle istituzioni, un profondo senso dello Stato e una straordinaria capacità di mediazione e dialogo.

Accanto all’impegno civile, il ruolo svolto nell’Azione Cattolica (di cui Vittorio Bachelet è stato presidente dal 1964 al 1973) resta decisivo per comprendere la stagione post-conciliare della Chiesa italiana. La ‘scelta religiosa’, da lui promossa, non fu fuga dalla storia ma rinnovata immersione in essa: un modo di sottrarre la fede a ogni strumentalizzazione ideologica e di restituirla alla centralità dell’annuncio cristiano. Una santità laica vissuta nella responsabilità quotidiana e nella fedeltà alla coscienza, sino al giorno del suo martirio, avvenuto per mano delle Brigate rosse il 12 febbraio del 1980.

Il convegno sarà così articolato: venerdì 20 febbraio, alle ore 15.30, presso l’Aula magna del Rettorato della Sapienza Università di Roma, i saluti istituzionali della rettrice, prof.ssa Antonella Polimeni, del presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, prof. Giuseppe Notarstefano, e del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Fabio Pinelli.

La sessione di apertura dei lavori approfondirà il profilo accademico, politico ed ecclesiale di Vittorio Bachelet con le relazioni del prof. Stefano Ceccanti, docente di Diritto pubblico comparato presso la Sapienza Università di Roma; di Rosy Bindi, già ministra della Repubblica; della prof.ssa Marta Margotti, docente di Storia contemporanea presso l’Università degli studi di Torino, coordinati dal prof. Matteo Truffelli, presidente del consiglio scientifico dell’Istituto ‘Vittorio Bachelet’.

Dopo la cerimonia di Primo annullo filatelico del francobollo ordinario dedicato a Vittorio Bachelet nel centenario della sua nascita, seguirà una tavola rotonda dedicata al rapporto tra Vittorio Bachelet e le giovani generazioni, nel solco dell’invito a ‘costruire nel presente l’avvenire’, con Emanuela Gitto, vicepresidente nazionale dell’Azione cattolica italiana per il Settore giovani, Alessio Dimo, presidente nazionale della Fuci, e Giovanni Bachelet, già docente di Fisica presso la Sapienza Università di Roma.

La giornata si concluderà alle ore 19.00, presso la Cappella universitaria della Sapienza, con la Santa Messa in memoria di Vittorio Bachelet nel centenario dalla sua nascita, presieduta dal cardinale Baldassare Reina, vicario generale di papa Leone XIV per la diocesi di Roma, concelebrata da mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico dell’Azione Cattolica Italiana e don Gabriele Vecchione, cappellano della Sapienza.

Sabato 21 febbraio, dalle ore 9.00, presso la Domus Mariae, la tavola rotonda ‘Amare Dio e amare gli uomini: Bachelet e i molti volti di un unico impegno sempre attuale’ con gli interventi del prof. Gian Candido De Martin, docente emerito di Istituzioni di diritto pubblico presso la LUISS, del prof. Renato Balduzzi, docente di Diritto costituzionale e di Diritto pubblico comparato presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Maria Grazia Vergari, già vicepresidente nazionale dell’Azione cattolica italiana per il Settore adulti, ed Ilaria Vellani, già direttore dell’Istituto ‘Vittorio Bachelet’, coordinati da Agatino Lanzafame, direttore dell’Istituto ‘Vittorio Bachelet’.

La relazione conclusiva sarà affidata al presidente nazionale Giuseppe Notarstefano, che approfondirà il significato ecclesiale e civile del centenario dedicato a Vittorio Bachelet, tra memoria, attualità e sfide, a cui seguirà la consegna del Premio ‘Vittorio Bachelet’ per tesi di laurea, edizione 2025.

Nella ‘Nostra scelta fondamentale’ nel 1970 Vittorio Bachelet scriveva: “La realtà umana in cui siamo chiamati a vivere e ad operare è una realtà straordinariamente ricca; ma, come in tutte le fasi di passaggio, si presenta come radicalmente ambigua, aperta ad ogni speranza ed insieme ad ogni timore. Noi sentiamo oscuramente di essere impari al compito che è nostro in questa svolta della storia umana che conclude una fase della sua civiltà aprendone una nuova, ancora neppure abbozzata, ma del cui parto l’umanità già soffre il travaglio.

Eppure a noi, a queste nostre generazioni, è affidato il compito di trasformare le possibilità in realtà, di allontanare i pericoli, di trasformare l’incerto destino in destino di speranza. Sappiamo ormai che lo sviluppo tecnico e quello economico, culturale, sociale non bastano a garantire questa speranza: essi sono necessari per gli uomini, e via via che si realizzano rendono più evidenti le ingiustizie, più assurde le guerre, più incomprensibili le ragioni di pura forza, più urgenti le profonde trasformazioni che consentano a tutti gli uomini di tutte le razze, di tutte le condizioni, di tutte le classi, di tutti i continenti, di vivere una vita umana e di essere corresponsabili del proprio destino”.  

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