Da Terni un invito a riscoprire l’esperienza di vita di san Valentino
“Carissimi fratelli e sorelle, la liturgia della Parola di questa domenica, nella quale la nostra Chiesa diocesana celebra la festa del s. Patrono Valentino, focalizza l’attenzione sui comandamenti di Dio. Il sostantivo ‘comandamento’, a primo impatto sembra stridere con il desiderio di libertà a cui tutte le persone aspirano e aspiriamo”: in una cattedrale gremita di fedeli è stata celebrata, domenica scorsa, la festa diocesana di san Valentino con il solenne pontificale presieduto dal vescovo Francesco Antonio Soddu, concelebrato da mons. Salvatore Ferdinandi, vicario generale della Diocesi, da p. Josline Peediakkel parroco di san Valentino, dai i vicari foranei ed episcopali, il clero diocesano.
La festa del patrono della città di Terni è per la comunità cittadina un’occasione per riflettere sull’identità della città alla luce della testimonianza di san Valentino che ha plasmato cristianamente la città di Terni durante il suo lungo ministero episcopale, come maestro, padre dei poveri e dei giovani innamorati, di custode dell’amore: “San Valentino si presenta a noi come esempio fulgido da seguire sulla via della umanità e della santità. Egli emerge per quella sapienza del cuore che coincide con l’amore di Dio. La sua norma di vita è stata aderire al Vangelo.
Intelligenza, legge e cuore in Valentino sono pienamente in sintonia e connesse per formare l’ossatura robusta della persona e del santo. Egli ha vissuto una vita buona perché ha nutrito la sua esistenza con il vangelo che è il bene sommo, il cibo sano per la vita sana. Tra le tante opportunità di una esistenza nociva e a buon mercato ha saputo scegliere e coltivare questo bene e non lo ha barattato con nient’altro”.
Nell’omelia il vescovo di Terni ha sottolineato che il santo ternano sia esempio per i giovani: “In un periodo, quello di Valentino, in cui l’odio per la fede portava al disprezzo stesso per la vita fino a inculcare il male in tutte le sue dimensioni facendolo passare per ottima cosa e utile per la crescita degli individui, egli si oppose risolutamente, testimoniando una ovvietà che anche oggi necessita d’esser presa in seria considerazione: se a una persona o a qualsiasi essere vivente viene somministrato del veleno, questi si ammala e inesorabilmente è destinato a perire.
Soprattutto per i ragazzi e giovani Valentino porge la sua esperienza di vita affinché ogni suo tratto possa esser utilizzato come fondamento nella composizione intelligente dei vari tasselli e opportunità di crescita sulla via del bene. Di questo c’è tanto bisogno nella società di oggi! Valentino sia accolto perciò nella vita di ciascuno, nelle famiglie, nei gruppi, nelle scuole, nei posti di lavoro o di svago come il lievito buono e fecondo per la crescita integrale della persona”.
Facendo riferimento alla liturgia della Parola che focalizza l’attenzione sui comandamenti, il vescovo ha sottolineato la pedagogia dell’insegnamento di Gesù: “Oppure ancora quando a causa del suo insegnamento ben mirato ed esigente molti non lo seguirono più, ai suoi discepoli disse se volete andarvene anche voi siete liberi di farlo.
Cari fratelli e sorelle tutto questo il Signore Gesù lo fa non per umiliare o opprimere nessuno quanto piuttosto per sciogliere i vincoli di qualsiasi contenimento del bene posto da un limite umano e così proiettare la persona verso la libertà assoluta che proviene da Dio”.
Quindi la Parola di Dio insegna che per poter aderire in pienezza a tutto questo è necessaria una particolare sapienza: “Il nostro san Valentino fa parte di questa schiera eletta. Egli però non è un numero anonimo fra tanti. Egli emerge per quella sapienza del cuore che coincide con l’amore di Dio. La sua norma di vita è stata aderire al Vangelo con quell’intelligenza di cui abbiamo sentito e pregato con il Salmo responsoriale: Dammi intelligenza perché io custodisca la tua legge e la osservi con tutto il cuore”.
E’ stato un invito a valorizzare l’esperienza di san Valentino: “Soprattutto per i ragazzi e giovani Valentino porge la sua esperienza di vita affinché ogni suo tratto possa esser utilizzato come fondamento nella composizione intelligente dei vari tasselli e opportunità di crescita sulla via del bene. Di questo c’è tanto bisogno nella società di oggi! Valentino sia accolto perciò nella vita di ciascuno, nelle famiglie, nei gruppi, nelle scuole, nei posti di lavoro o di svago come il lievito buono e fecondo per la crescita integrale della persona”.
Mentre nella festa della solennità di san Valentino mons. Domenico Cancian vescovo emerito di Città di Castello, ha sottolineato la vocazione del Santo: “San Valentino fa parte dell’identità del popolo di questa chiesa e della città nella forma più bella. Tutti siamo affascinati da questa persona che non è un eroe, un personaggio o un influencer, noi celebriamo un santo, testimone di Cristo e del Vangelo e di una umanità migliore.
Valentino ha risposto alla sua vocazione sia come vescovo, che come uomo, come cultore della verità e dell’amore. San Valentino è attuale e vuole dirci che la santità cristiana è opera di Dio, è grazia del Signore che trasforma la vita”.
Quindi è un santo ‘attuale’: “Un santo che è estremamente attuale che ha dato la testimonianza più alta come vescovo e come uomo, ad immagine del buon pastore Gesù, che ha dato la vita per noi. Chi segue Gesù non è un mercenario, il buon pastore invita a non approfittare invece che farsi servitore, a non servirsi invece che servire, non strumentalizzare a proprio favore. Piuttosto insegna ad accogliere l’umanità dispersa, smarrita, sbandata che non ha speranza”.
(Foto: Diocesi di Terni)





























