Dall’arcidiocesi di Milano un invito ad investire nella formazione sportiva
“Lo sport è una ricchezza inaspettata riguardo al coinvolgimento delle persone: giocatori, società, volontari, famiglie, con una diffusione capillare nei nostri oratori. L’ampiezza e l’attrattività dell’attività sportiva non possono non interessare la missione della Chiesa… Siamo convinti che al centro dell’attività sportiva ci debba essere la persona, riconosciuta nella sua dignità unica ed inviolabile, da accompagnare nella sua crescita umana e spirituale, rispetto alla quale l’attività sportiva, pur in tutta la sua attività di aspetti, è mezzo e non fine”: è un passaggio del documento ‘Sport, vita cristiana e missione’ dell’arcidiocesi ambrosiana che domenica 15 febbraio, ‘For Each Other’ (dal nome del progetto ideato dalla Diocesi per il periodo di Olimpiadi e Paralimpiadi invernali), è stato diffuso in tutte le Comunità pastorali e le parrocchie della Chiesa ambrosiana.
Il documento è il frutto della riflessione sul valore dello sport per tutte le comunità, che il Consiglio pastorale diocesano, insieme all’arcivescovo, ha condotto nella sessione degli scorsi 22-23 novembre 2025, richiamando la responsabilità di custodire nello sport la dignità della persona, lo stile delle relazioni e il bene della comunità.
Il documento, articolato in nove punti, è frutto di lavoro di confronto svolto nell’ultima sessione del Consiglio Pastorale Diocesano, organismo consultivo a servizio dell’arcivescovo e della Chiesa ambrosiana, composto da 143 membri, in gran parte laici e laiche.
Nel testo si sottolinea l’importanza di ‘investire nella formazione a tutto campo’, coinvolgendo allenatori, dirigenti, volontari e tutti i soggetti della comunità cristiana in percorsi che promuovano gli aspetti educativi. Particolare attenzione è rivolta alle famiglie: “Occorre indirizzare ai genitori, spesso molto influenti sulle scelte di impegno sportivo dei figli, una cura educativa circa un modo di intendere l’attività sportiva attento alla centralità della persona”.
Il documento evidenzia il ruolo centrale dei soggetti formativi: “La responsabilità di una formazione pastorale va definita dalla Diocesi tramite i suoi organismi (Fom, Fondazione oratori milanesi, e altri) ed attuata dal CSI (Comitato Sportivo Italiano) e da altri enti di promozione sportiva di ispirazione cristiana, che abbiano ampia esperienza e competenza in questo ambito e una diffusione capillare”.
Allo stesso tempo il documento invita a ‘rafforzare e/o riannodare la comunicazione tra società sportive e comunità cristiana’, favorendo incontri, momenti di confronto e strumenti condivisi che rendano chiara l’identità educativa della proposta sportiva.
Il documento ha intenzione di rilanciare il patto educativo: “Si propone la ripresa della stesura o definizione del patto educativo, quale strumento semplice ed attuabile, condiviso dai consigli pastorali e dai consigli dell’oratorio, laddove esistessero. Tale patto deve essere conosciuto da tutta la Comunità ed essere verificato nel tempo e fatto oggetto di confronto con i progetti educativi delle società sportive presenti a vario titolo negli spazi della comunità cristiana”.
Un’altra dimensione è quella della cultura dello sport, vista come un linguaggio che ‘educa corpo, mente e spirito’, invitando a promuovere ‘la cultura della cura’, il rispetto delle regole e del limite, contrastando modelli competitivi esasperati e pratiche come il doping, perché il risultato sia sempre subordinato ‘al bene delle persone, delle relazioni e della comunità’.
Per questo è necessario mettere in campo una comunicazione tra comunità cristiana e società sportive: “Buone pratiche sportive nascono quando oratorio e società sportiva condividono visioni, linguaggi ed obiettivi. Si propone di favorire momenti di incontro e verifica tra responsabili dell’oratorio e responsabili sportivi, anche con l’ausilio della sezione Sport della FOM e del Servizio per l’Oratorio e lo Sport.
Si propone anche di valorizzare la presenza comune nei momenti significativi della vita comunitaria e di promuovere strumenti condivisi che rendano più chiara l’identità educativa della proposta sportiva”.





























