Il cammino del Servo di Dio Francesco II di Borbone verso la gloria degli altari

Francesco II di Borbone
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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 15.02.2026 – Vik van Brantegem] – Ieri abbiamo ricordato la partenza in esilio dell’ultimo Re delle Due Sicilie (22 maggio 1859-13 febbraio 1861), avvenuto il 14 febbraio 1861, a seguito della caduta della piazzaforte di Gaeta il giorno precedente (14 febbraio 1861-2026). S.M. Francesco II di Borbone (Napoli, 16 gennaio 1836–Arco, 27 dicembre 1894) è divenuto Servo di Dio il 16 dicembre 2020, con l’apertura della fase iniziale del processo canonico per la sua causa di beatificazione, il primo gradino verso la gloria degli altari. Le tappe successive sono la proclamazione a Venerabile, dopo il riconoscimento da parte della Congregazione delle Cause dei Santi del carattere eroico delle sue virtù Cristiane, e la proclamazione a beato, fino alla canonizzazione. Questo iter canonico prosegue, invocando lo Spirito di sapienza, consiglio, fortezza, scienza, pietà, intelletto e timore di Dio sulla sua Santa Chiesa, sui Pastori e per la Pace.

L’annuncio dell’apertura del processo canonico è stato dato dall’Arcivescovo metropolita di Napoli, S.Em.R. il Signore Cardinale Crescenzio Sepe nella Cappella del palazzo arcivescovile Napoli, nel corso dell’omelia della Messa per l’apertura della prima sessione del Tribunale Regionale Campano per le Cause dei Santi, giovedì 10 dicembre 2020. Il Cardinal Sepe ha sottolineato quale ricchezza rappresenti per Napoli una fede che ha fatto sbocciare in ogni epoca modelli di santità, come S.M. Francesco II di Borbone. In piena emergenza COVID 19, il Cardinal Sepe ha detto: «Alla prossima riunione dei Vescovi della Campania si presenteranno altri due candidati alla santità, anche un re, Re Francesco II. Ecco, è una predilezione di Dio nei nostri riguardi. Sì, abbiamo tante miserie, tante difficoltà, tanti limiti. Diamo in una situazione per vedere come Dio interviene nella storia della nostra città, della nostra regione; come Dio interviene nell’anima di tanti buoni che sanno immolarsi, che sanno raccogliere questa volontà e tradurla in opere di amore e di carità».

La Postulazione per la Beatificazione e Canonizzazione di Francesco II di Borbone ha reso noto, che tutto il materiale inerente alla devozione privata e alla diffusione della spiritualità di Francesco II è solo quello autorizzato dalla competente Autorità Ecclesiastica e dalla Postulazione.

Chiunque ricevesse grazie dal Servo di Dio Francesco II di Borbone è pregato di comunicarlo alle Autorità competenti quali l’Ufficio Cause dei Santi dell’Arcidiocesi di Napoli oppure alla Postulazione per la Beatificazione e Canonizzazione di Francesco II di Borbone.

La preghiera approvata dall’Ufficio Diocesano per il Re della Postulazione:

Signore, accogliete nella patria Celeste il vostro servo Francesco di Borbone. Egli fu buono, modesto e pio, adempi la Vostra santa legge e ritrovò nella scuola della Croce forza e rassegnazione per sopportare i dolori che travagliarono la sua vita. Voi che siete, Signore, giusto e misericordioso, concedetegli la mercede che meritano le sue virtù, ammettendolo alla visione che letifica i beati ed esaudite le preghiere che Egli vi rivolge per la felicità di questo popolo, che tanto amò tra gli splendori del trono come tra le angustie dell’esilio.

Fin dal primo momento, però, questo percorso canonico è stato contrastato da nemici influenti e bene inseriti nel circuito culturale e mediatico. Il 26 gennaio 2021, un Comitato contro la beatificazione di Francesco II di Borbone ha inviato alla Santa Sede un dossier di 16 pagine Memoria storica contro l’eroicità delle virtù di Francesco II di Borbone con le firme di una trentina di studiosi, ricercatori, cultori di storia, editori e operatori dell’informazioni di tutta Italia. Tre questi, Anna Poerio Riverso, Presidente dell’Associazione culturale Carlo Poerio; Renata De Lorenzo, docente di Storia contemporanea dell’Università Federico II di Napoli e Presidente della Società napoletana di Storia patria; lo storico e giornalista Marco Vigna, tra l’altro autore di una monografia sul brigantaggio; Giancristiano Desiderio, autore di un libello sui fatti di Pontelandolfo; Antonella Orefice, Direttore de Il Nuovo Monitore Napoletano, studiosa della Rivoluzione del 1799 (la repubblica napoletana, sull’onda della rivoluzione francese) e biografa di Eleonora Pimentel Fonseca (politica, giornalista e poetessa, una delle figure più rilevanti della breve esperienza della repubblica napoletana del 1799); oltre che rappresentanti di tre Comitati dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano.

Le accuse del Comitato contro la beatificazione di Francesco II sono costruite con le categorie ideologiche del pensiero unico dominante, che orientano gran parte dei media, definendo l’ultimo Re delle Due Sicilie “razzista”, “antisemita”, “omofobo”. Prosegue poi, animata non solo dal settarismo ma anche da semplice ignoranza, la denigrazione della figura storica di S.M. Francesco II di Borbone, presentato dalla divulgazione giornalistica come debole e incapace.

Il 28 gennaio 2025, in un Convegno nella Sala Maria Cristina del Complesso Monumentale di Santa Chiara a Napoli, il Presidente della Fondazione Francesco II delle Due Sicilie, Don Luciano Rotolo, Arciprete e Parroco di Maria Santissima Assunta a Turi in Puglia, ha reso noto che diversi vescovi dell’Italia Meridionale, ai quali era stato inviato l’opuscolo Francesco II l’uomo della carità, il re dell’attenzione agli ultimi, edito dalla stessa Fondazione, hanno risposto alla richiesta di sostenere la causa di beatificazione, riconoscendo i meriti del Servo di Dio, ma hanno espresso dubbi sulla opportunità politica e storica della sua proclamazione a Venerabile. Ragioni che non c’entrano nulla con il processo canonico, che riguarda invece le virtù cristiane praticate eroicamente dal candidato alla santità, sub specie aeternitatis, non secondo criteri contingenti.

A 130 anni dopo la morte, avvenuta il 27 dicembre 1894 in esilio, ad Arco di Trento, in territorio asburgico, “Francesco II di Borbone fa ancora paura?” ha chiesto Don Luciano Rotolo. Evidentemente sì. Contro di lui restano coalizzati massoni, liberali, anticlericali, vestali della vulgata risorgimentale.

Nonostante le pressioni contrarie esercitate sulla Chiesa di Napoli, che dovrà pronunciarsi sull’invio alla Congregazione per le Cause dei Santi della documentazione sull’ultimo Re delle Due Sicilie, le iniziative di preghiera e di studio in favore del Servo di Dio Francesco II di Borbone si moltiplicano e testimoniano la partecipazione spirituale e l’interesse culturale per il figlio della Beata Maria Cristina di Savoia, che è stata ricordata da Don Rotolo nell’omelia della Messa celebrata il 28 gennaio 2025 nella Real Basilica di Santa Chiara.

Un gruppo di preghiera recita alle ore 20.00 del 27 di ogni mese un Rosario in diretta sul canale Telegram Rosario per Francesco II di Borbone per l’avanzamento della causa di beatificazione.

Messe in suffragio del Servo di Dio Francesco II di Borbone vengono celebrate ogni anno in occasione della ricorrenza del 27 dicembre.

Il percorso verso la gloria degli altari del Servo di Dio Francesco II Borbone si muove su un piano soprannaturale, che è affidato al giudizio di Dio e alle preghiere degli uomini. Sul piano naturale, la sua proclamazione a Venerabile costituirebbe un grande risarcimento storico per la memoria del Regno delle Due Sicilie e una pietra miliare per il futuro. I suoi nemici lo sanno, e per questo cercano di fermare il processo canonico.

Fonte: Lettera Napoletana N. 184, luglio-agosto 2025.

Per approfondire:

Foto di copertina: Camillo Guerra (cerchio), Ritratto di Francesco II di Borbone, 1859, olio su tela, 78×64 cm, Museo Reggia di Caserta.

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