Papa Leone XIV ha incontrato le Misericordie d’Italia: “Siate sempre messaggeri di speranza, di carità e di pace”
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 14.02.2026 – Vik van Brantegem] – Sabato 14 febbraio 2026 alle ore 12.00, la Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia è stata ricevuta in Udienza dal Santo Padre Leone XIV nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico. All’incontro hanno preso parte oltre 200 rappresentanti, fratelli e sorelle provenienti da tutta Italia, insieme alle delegazioni internazionali delle Misericordie di Ivano-Frankivs’k in Ucraina, di Elbasan in Albania, di Varsavia in Polonia e di Betlemme in Palestina. Una presenza che testimonia la dimensione sempre più ampia e universale del movimento, radicato nella tradizione italiana ma stabilmente impegnato anche oltre i confini nazionali. Un movimento nato a Firenze nel 1244 e che oggi coinvolge oltre 670.000 soci e 100.000 volontari attivi nelle quasi 700 sedi disseminate in tutto il Paese.
I partecipanti erano guidati dal Presidente della Confederazione, Dott. Domenico Giani, accompagnato dal Correttore S.E.R. Mons. Franco Agostinelli, da S.E.R. Mons. Volodymyr Viytyshyn, Arcieparca metropolita di Ivano-Frankivs’k, e da S.E.R. Mons. Arjan Dodaj, Arcivescovo metropolita di Tirana-Durazzo. Insieme a loro erano presenti i Correttori e i Custodi delle Misericordie, segno della dimensione spirituale che continua ad accompagnare e orientare il servizio del Movimento.
Tra i partecipanti vi erano anche rappresentanti dell’Area Emergenze della Confederazione, struttura che coordina e sviluppa la capacità operativa del Movimento nella prevenzione, pianificazione e risposta ai grandi eventi calamitosi e alle situazioni di crisi. Erano inoltre presenti le G.eMMe – i giovani delle Misericordie – espressione del dinamismo delle nuove generazioni che, all’interno del Movimento, partecipano attivamente alla vita associativa, alla formazione e ai servizi, portando entusiasmo, responsabilità e visione futura. Accanto a loro anche i bambini della “Piccola Misericordia” segno di una fraternità che si trasmette nel tempo e che coinvolge intere famiglie, e che trova nelle Misericordie non solo un luogo di volontariato ma una vera esperienza educativa e comunitaria.
Tra i partecipanti anche la giovane volontaria e Alfiere della Repubblica Ginevra Minetti, le famiglie dei volontari Gianni e Giulia, tragicamente scomparsi lo scorso agosto mentre erano in servizio in ambulanza sull’autostrada A1, i familiari di Monica, volontaria della Misericordia di Pontedera deceduta durante un servizio, e il giovane confratello Alessio della Misericordia di Fiumicino, tornato recentemente operativo dopo un grave incidente.
Erano presenti rappresentanti istituzionali, tra cui il Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, On. Maria Cristina Bellucci, i rappresentanti di Fratres e confratelli e consorelle provenienti dalle diverse regioni italiane che in questi anni hanno affiancato la Confederazione.
L’incontro è stata anche occasione per testimoniare il servizio quotidiano alla popolazione che le Misericordie garantiscono su tutto il territorio nazionale: dall’emergenza sanitaria ai trasporti sociali, dall’assistenza domiciliare ai servizi di prossimità, fino alle attività formative e di prevenzione, in una presenza capillare che rappresenta un presidio stabile di solidarietà nelle comunità locali.
“Le Misericordie hanno una storia secolare, che affonda le sue radici nell’età medievale e che incarna tre dimensioni importanti della vita laicale cristiana: la spiritualità, la carità e l’attenzione ai bisogni di oggi”, ha detto Papa Leone XIV.
“Prima di tutto – ha osservato il Papa – consideriamo la spiritualità. Fin dai suoi primordi, la vostra realtà associativa ha attinto forza e ispirazione primariamente dalla vita di fede e dalla pratica sacramentale dei suoi membri. Il seme da cui è germogliato e cresciuto il grande albero di cui fate parte è dunque di natura sacramentale – si fonda sul Battesimo – e quindi morale e ascetica. Questo implica per voi il compito, affinché la pianta continui a crescere, di coltivare prima di tutto con grande impegno la formazione cristiana degli associati, attraverso la preghiera, la catechesi, la fedeltà ai Sacramenti – specialmente alla Messa domenicale, alla Confessione –, la coerenza morale delle scelte e degli stili di vita, secondo i valori del Vangelo e della tradizione associativa testimoniata dai vostri Statuti”.
Circa la carità, il Papa ha sottolineato come la storia delle Misericordie “testimonia che un’autentica vita di fede non può ridursi a uno spiritualismo disincarnato, ma sfocia necessariamente nella sensibilità ai bisogni degli altri e nel servizio generoso, senza risparmio. Penso a tanti vostri confratelli e consorelle, che hanno pagato di persona, anche a caro prezzo, la fedeltà al compito loro assegnato: ad essi vanno il nostro grande grazie e la nostra preghiera. Dove c’è bisogno, le Misericordie sono presenti, nelle situazioni straordinarie di emergenza, nei territori di guerra, come nei mille servizi nascosti di solidarietà quotidiana. Non vi limitate a “fare per”, ma vi impegnate a “camminare con”, riconoscendo negli altri dei fratelli e delle sorelle, ciascuno con la sua dignità e la sua storia, da incontrare nella gratitudine per il dono reciproco e con cui andare insieme sulla via della santità”.
Infine, l’attenzione ai bisogni dell’oggi: “Ne sono segno le tante e diversificate attività da voi abbracciate in centinaia di anni, a seconda dei bisogni del prossimo; come pure la presenza, in questa sala, oltre ai confratelli e alle consorelle, anche dei fratres, nati in tempi recenti per promuovere la cultura del dono attraverso la donazione del sangue, degli organi e dei tessuti; e anche della ‘Piccola misericordia’, in cui si impara a vivere la carità subito, da bambini”.
Concludendo, il Papa ha incoraggiato le Misericordie a proseguire nel loro impegno “come comunità nella quale si vive intensamente la fede e si pratica la carità. Mirate a crescere nello spirito e a servire con gioia e semplicità, estranei ad ogni logica di potere, votati alla lode di Dio e al bene di quanti il Signore pone sul vostro cammino. Siate sempre messaggeri di speranza, di carità e di pace”.
Al termine dell’Udienza, presso l’Arco delle Campane sono stati benedetti due mezzi – un’ambulanza e un ambulatorio mobile – che saranno inviati rispettivamente in Ucraina a Ivano-Frankivs’k e in Terra Santa a Betlemme e nella Striscia di Gaza, quale segno concreto di prossimità e sostegno sanitario in territori segnati da profonde difficoltà e tensioni.
Le Misericordie, otto secoli di carità operosa
Nate a Firenze nel 1244, le Misericordie rappresentano una delle più antiche esperienze di volontariato organizzato in Europa. Fin dalle origini i confratelli si sono dedicati all’ assistenza dei malati, al soccorso dei feriti, al sostegno dei poveri e alla sepoltura dei defunti, traducendo nella vita quotidiana le sette opere di Misericordia corporali: dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i pellegrini, visitare gli infermi, visitare i carcerati, seppellire i morti.
Oggi, come allora, il servizio delle Misericordie continua nelle forme della sanità di emergenza, del sostegno sociale, della protezione civile e della prossimità alle persone più fragili, mantenendo intatto il legame tra carità, comunità e testimonianza evangelica.
Il discorso del Santo Padre
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
La pace sia con voi!
Buongiorno a tutti e benvenuti!
Sono contento di incontrare tutti voi, così numerosi, provenienti da varie parti d’Italia. Saluto Sua Eccellenza Mons. Franco Agostinelli, Correttore generale, gli altri Vescovi presenti, il Dottor Domenico Giani, Presidente nazionale della Confederazione, i Correttori e i rappresentanti delle varie sedi in Italia e all’estero.
Le Misericordie hanno una storia secolare, che affonda le sue radici nell’età medievale e che incarna tre dimensioni importanti della vita laicale cristiana: la spiritualità, la carità e l’attenzione ai bisogni di oggi.
Prima di tutto consideriamo la spiritualità. Fin dai suoi primordi, la vostra realtà associativa ha attinto forza e ispirazione primariamente dalla vita di fede e dalla pratica sacramentale dei suoi membri. Così è stato quando, nella Firenze del XIII secolo, in un clima di guerre e di lotte intestine alle stesse comunità civili ed ecclesiali, grazie all’opera di figure luminose come San Pietro Martire e Piero di Luca Borsi, alcuni fedeli laici decisero di intraprendere un cammino diverso, di devozione e di servizio. Il loro esempio, forse proprio per la sua genuina semplicità, rapidamente contagiò molti, nella Penisola prima e poi anche in altri Paesi, fino a giungere in Portogallo e di là nelle Americhe.
Il seme da cui è germogliato e cresciuto il grande albero di cui fate parte è dunque di natura sacramentale – si fonda sul Battesimo – e quindi morale e ascetica. Questo implica per voi il compito, affinché la pianta continui a crescere, di coltivare prima di tutto con grande impegno la formazione cristiana degli associati, attraverso la preghiera, la catechesi, la fedeltà ai Sacramenti – specialmente alla Messa domenicale, alla Confessione –, la coerenza morale delle scelte e degli stili di vita, secondo i valori del Vangelo e della tradizione associativa testimoniata dai vostri Statuti. Lo ricordava San Giovanni Paolo II ai membri della vostra Confederazione dicendo: «Con l’assidua frequenza ai Sacramenti diventerete testimoni gioiosi di autentica esistenza cristiana e sarete sostenuti nei passi che seguono il Signore della vita, il quale attraverso di voi vuole rivelare al mondo di oggi, agli uomini di questo tempo, stupefacente ed inquieto, il vero volto di Dio, “ricco di misericordia” (Ef 2,4)» (Discorso ai membri della Confederazione delle Misericordie d’Italia, 14 giugno 1986).
In quest’ottica è significativa l’introduzione tra voi della figura dei Custodi di Misericordia, laici che animano i laici; come pure il nome di “correttori”, con cui designate gli Assistenti spirituali, visti non come guide esterne alla comunità, ma come “con-rettori”, aiutanti, facilitatori e compagni di viaggio, il cui ministero è esercitato e accolto in un clima di corresponsabilità, di appartenenza affettiva, di comunione, nel quale tutti sono protagonisti di un comune sforzo di crescita nella perfezione cristiana.
E veniamo alla seconda dimensione: la carità. La vostra storia testimonia che un’autentica vita di fede non può ridursi a uno spiritualismo disincarnato, ma sfocia necessariamente nella sensibilità ai bisogni degli altri e nel servizio generoso, senza risparmio. Penso a tanti vostri confratelli e consorelle, che hanno pagato di persona, anche a caro prezzo, la fedeltà al compito loro assegnato: ad essi vanno il nostro grande grazie e la nostra preghiera.
Dove c’è bisogno, le Misericordie sono presenti, nelle situazioni straordinarie di emergenza, nei territori di guerra, come nei mille servizi nascosti di solidarietà quotidiana, «a testimoniare – lo disse Papa Francesco – il Vangelo della carità tra i malati, gli anziani, i disabili, i minori, gli immigrati e i poveri» (Discorso ai Gruppi delle Misericordie e Fratres d’Italia, 14 giugno 2014). Attraverso le Case del Noi, gli Empori solidali, i Banchi alimentari, l’assistenza domiciliare, i servizi di ascolto e accompagnamento, voi stabilite con le persone relazioni di fiducia e percorsi di reintegrazione sociale, che si collocano ben oltre la semplice erogazione di servizi, pur qualificati. Non vi limitate a “fare per”, ma vi impegnate a “camminare con”, riconoscendo negli altri dei fratelli e delle sorelle, ciascuno con la sua dignità e la sua storia, da incontrare nella gratitudine per il dono reciproco e con cui andare insieme sulla via della santità.
E c’è un ultimo aspetto su cui soffermarci: l’attenzione ai bisogni dell’oggi, che pure vi caratterizza. Infatti, grazie a una solida base spirituale e comunitaria e allo zelo per il bene del prossimo, le Misericordie sono da secoli testimoni di capacità di adattamento e di aggiornamento, mostrando che fare “insieme” e fare “per amore” aiuta anche ad agire in modo libero e creativo (cfr Francesco, Discorso ai membri della Caritas Italiana nel 50° di fondazione, 26 giugno 2021). Ne sono segno le tante e diversificate attività da voi abbracciate in centinaia di anni, a seconda dei bisogni del prossimo; come pure la presenza, in questa sala, oltre ai confratelli e alle consorelle, anche dei fratres, nati in tempi recenti per promuovere la cultura del dono attraverso la donazione del sangue, degli organi e dei tessuti; e anche della “Piccola misericordia”, in cui si impara a vivere la carità subito, da bambini.
Carissimi, carissime, vi incoraggio a continuare nel vostro impegno, come comunità nella quale si vive intensamente la fede e si pratica la carità. Mirate a crescere nello spirito e a servire con gioia e semplicità, estranei ad ogni logica di potere, votati alla lode di Dio e al bene di quanti il Signore pone sul vostro cammino. Siate sempre messaggeri di speranza, di carità e di pace, come simboleggia l’Icona Giubilare che, con un lungo cammino, ha visitato tante comunità e che ora è consegnata ai fratelli e alle sorelle dell’Ucraina.
Vi ringrazio per ciò che fate, vi ricordo nella preghiera e di cuore imparto a voi e alle vostre famiglie la benedizione apostolica. Grazie!





























