Gala di beneficenza “La Corona che si fa Carità” a Santa Chiara in Napoli. La Storia che si fa Presenza: ritorna, respira e interpella

Corona di Re Carlo di Borbone
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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 14.02.2026 – Vik van Brantegem] – Sabato 27 marzo 2026, il Real Circolo Francesco II di Borbone terrà un Gala di beneficenza intitolato La Corona che si fa Carità presso il Complesso Monumentale di Santa Chiara, luogo di straordinaria spiritualità e profonda tradizione storica nel cuore di Napoli. Per finalità così alte, che fanno spazio alla generosità e all’apertura verso il prossimo, in questo luogo storico la Corona di Re Carlo di Borbone tornerà a mostrarsi nella Città che fu culla e coscienza del Regno delle Due Sicilie. Non si tratta di un’esposizione di fasto. Non vuol essere un omaggio alla nostalgia. È un atto.

La Corona – emblema di sovranità, continuità e responsabilità – verrà esposta, per la prima volta, quale strumento di beneficenza concreta, destinata a sostenere gli ospedali pediatrici della Campania, al “regalo sospeso” di UNICEF Italia e dei programmi educativi nel mondo. È un atto che non ha precedenti, segna un unicum. Un gesto che eleva il simbolo alla sua più alta funzione. Vi sono simboli che appartengono alla Storia. E vi sono momenti nei quali la Storia torna a farsi Presenza, respira e interpella.

S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, Duca di Calabria, Conte di Caserta, Capo della Real Casa delle Due Sicilie, Presidente Onorario del Real Circolo Francesco II di Borbone e Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, ha manifestato la ferma volontà di essere presente a Napoli venerdì 27 marzo 2026. Da sempre sensibile alle istanze di solidarietà e alla tutela dei più fragili, ha ritenuto l’alto valore civile della serata e la missione di UNICEF Italia così meritevoli da voler presenziare personalmente per offrire il proprio sostegno. La Sua partecipazione sottolinea il legame indissolubile tra la Real Casa delle Due Sicilie e il territorio, riaffermando una visione della nobiltà intesa come costante servizio verso il bene comune.

La Corona, che un tempo sanciva il dovere del Sovrano verso il suo popolo, il prossimo 27 marzo torna a Napoli per proteggere i suoi figli più fragili. Con questo spirito è nato il Gala di beneficenza del Real Circolo Francesco II di Borbone, animato dalla costante esortazione del suo Presidente Onorario, per riaffermare come la Tradizione non sia eredità immobile, ma responsabilità viva che attraversa i secoli.

Questa iniziativa trova la sua ispirazione più profonda nella figura dell’ultimo Re delle Due Sicilie, il Servo di Dio Francesco II di Borbone, Sovrano nella sventura e Cristiano nella prova, che mai cessò di considerare il trono non come privilegio, ma come servizio. Si potrebbe quasi udire, tra le pieghe della memoria, un suo pensiero: «La Corona pesa meno sul capo di chi la porta, che sul cuore di chi dimentica il dovere verso i più deboli».

Quindi, il Gala di beneficenza La Corona che si fa Carità non è celebrazione del passato, bensì fedeltà a un principio, memoria che si fa azione. Napoli, che fu capitale di civiltà giuridica, culturale e spirituale, torna così a offrire al mondo un segno. La grandezza non risiede nella potenza, ma nella capacità di proteggere. La vera nobiltà non consiste nel possesso di un simbolo, ma nella capacità di trasformarlo in speranza.

In questa luce, con questa iniziativa il Real Circolo Francesco II di Borbone intende tradurre la regalità in gesto concreto, unendo:

  • l’autorevolezza e la trasparenza di UNICEF Italia;
  • il sapere tecnico-scientifico del Prof. Ciro Paolillo, docente di Gemmologia dell’Università La Sapienza di Roma;
  • l’eccellenza del grande Centro orafo campano Il Tarì, che raggruppa 400 aziende, custode della grande arte orafa partenopea;
  • l’impegno etico-finanziario di Candriam, asset manager pioniere e leader negli investimenti sostenibili, con un forte impegno attivo nel sostegno alla ricerca oncologica e nella lotta contro il cancro;
  • il patrocinio della Delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, di cui S.A.R. il Duca di Calabria è il Gran Maestro.

Il Complesso Monumentale di Santa Chiara, fondato nel Trecento per volontà di Re Roberto d’Angiò e di sua moglie Sancia di Maiorca come cittadella francescana per le Clarisse e i Frati Minori, è da secoli un simbolo tangibile di fede, contemplazione e memoria collettiva.

All’interno di questa maestosa cornice gotica si trovano i sepolcri dei Sovrani della dinastia dei Borbone, inclusi Ferdinando I e Francesco II, custoditi con rispetto nella Cappella Reale, rendendo la Real Basilica di Santa Chiara un luogo di commemorazione profonda per una dinastia che seppe coniugare potere e responsabilità morale.

La sacralità del Complesso Monumentale di Santa Chiara, custode delle spoglie reali e avvolto dal silenzio dei chiostri, invita alla riflessione sui valori che animano ogni iniziativa rivolta al bene comune. Questo spazio di preghiera e di contemplazione trasforma l’iniziativa benefica del Real Circolo Francesco II di Borbone in un’opportunità unica: non solo sede di prestigio, ma casa spirituale dove il senso dell’incontro umano e sociale trova un fondamento più profondo.

La presenza della Corona di Re Carlo di Borbone, collocata con reverenza in questo luogo dove storia, fede e memoria si intrecciano, acquista qui un valore simbolico insostituibile: non semplice testimonianza storica, ma emblema di una nobiltà intesa come servizio spirituale e civile piuttosto che privilegio terreno.

Così l’evento benefico assume una valenza ancora più alta: diventa un momento di unione tra la memoria dei secoli e l’impegno contemporaneo per il bene comune, celebrando la continuità dei valori spirituali e la testimonianza di una dinastia i cui membri riposano nella pace di Santa Chiara.

Postscriptum

È doveroso evidenziare, che annunciamo questa iniziativa di beneficenza nel segno della Corona della dinastia dei Borbone, il giorno dell’anniversario della partenza in esilio del Re Francesco II di Borbone. Il 14 febbraio 1861 segnò non soltanto il tramonto di una dinastia, ma l’eclissi di un’epoca di dignità sovrana. Il giorno precedente segnò la fine del Regno delle Due Sicilie con la resa della fortezza di Gaeta, dopo un assedio di tre mesi senza una formale dichiarazione di guerra prima delle operazioni militari decisive contro uno Stato sovrano riconosciuto dalle potenze europee, con proprie istituzioni, moneta, diplomazia e una tradizione profondamente intrecciata con la fede Cattolica.

14 febbraio 1861-2026

Per approfondire

Per chi intende partecipare

Coloro che desiderano partecipare a questa iniziativa di beneficenza possono rivolgersi alla Segreteria del Real Circolo Francesco II di Borbone: segreteria@francescodiborbone.org. La quota minima di partecipazione è di 100,00 Euro, interamente devoluta alla finalità benefica.

Ciro Paolillo, imprenditore e gemmologo: «Io detective alla ricerca delle gemme perdute»
Ciro Paolillo racconta la sua attività nel settore dei gioielli, impresa di famiglia da generazioni
di Enrico Vanzina
Il Messaggero, 19 febbraio 2026

(…) Ciro Paolillo, uomo simpaticissimo ed elegantissimo, nato a Roma (…), punto di riferimento assoluto in materia, ci porta proprio nel mondo incantato dei gioielli. (…)

Incredibile, Ciro è uno Sherlock Holmes delle pietre. E mi racconta una delle sue famose investigazioni. «Nel 1735, scomparve la Corona di Carlo Terzo, Re delle Due Sicilie. Scomparve e non fu mai ritrovata. Così, mi sono messo in caccia negli archivi e ho ritrovato l’immagine della corona. Partendo da lì, l’ho ricreata. L’ho fatta tornare a vivere. Tremila ore di lavoro. Ho realizzato una corona identica all’originale con pietre sintetiche. Penso che in futuro la darò alla collezione del Tesoro di San Gennaro».

Il brevetto – E qui si apre un altro capitolo pazzesco. Forte della sua fama (è stato partner, firmando un accordo storico in Campidoglio, con la De Beers la più famosa produttrice di diamanti al mondo, ha collaborato con il Poligrafico di Stato e con Poste Italiane brevettando l’oro malleabile sull’unico francobollo d’oro viaggiante al mondo) a Ciro Paolillo viene affidata la custodia del famoso Tesoro di San Gennaro che lui, insieme ad una formidabile équipe di consulenti e tecnici, ha catalogato e riportato alla luce: «Ventunomila pezzi – mi spiega – di valore inestimabile, composto da regali reali, il più grande tesoro del mondo. Adesso sono esposti nel Museo di via Toledo, accanto al Duomo. Prima il, tesoro era conservato nelle cassette di sicurezza del Banco di Napoli. Oggi vive alla luce e viaggia per essere ammirato da tutto il mondo». (…) Si ferma, sorride e aggiunge: «Io, da studioso, ma soprattutto da essere umano, subisco moltissimo il fascino delle pietre e di cosa una pietra può raccontare. Per questo adoro il diamante. Lo sai che il diamante più giovane sulla terra ha almeno ottocentomila anni? Fantastico, no? Insomma, significa che una pietra racconta l’evoluzione e la storia dell’universo». Decido di passare ai suoi gusti personali. E lui mi risponde con estrema chiarezza: «Le collane sono il gioiello che preferisco perché vestono al massimo una donna… (sorride). Donne e gioielli vanno a braccetto… Sai, i gioielli continueranno sempre ad esistere finché ci saranno le donne. E non solo quelle ricche. Perché, credimi, la bellezza di un gioiello non dipende dal suo prezzo. I gioielli più belli non sono quelli più costosi, sono quelli che uniscono il miracolo geologico della natura con la creatività dell’uomo». (…)

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