XXI Giorno del Ricordo. La memoria fondamento di verità e di un’autentica cultura della pace

Giorno del ricordo
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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 10.02.2026 – Vik van Brantegem] – La Repubblica italiana riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del Ricordo”, istituito con Legge n.92 del 30 marzo 2004, “al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.

In quelle zone, dopo l’oppressione fascista e l’occupazione nazista, si instaurò la dittatura comunista di Tito, che inaugurò una spietata stagione di violenza nei confronti di uomini, donne, anziani e bambini italiani.

Il “Giorno del Ricordo” ha come scopo la tutela della memoria di questa pagina dolorosa della nostra storia, vittima per decenni di un’imperdonabile congiura del silenzio, dell’oblio e dell’indifferenza.

La ricorrenza del 10 febbraio è dedicata al ricordo delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle complesse dinamiche storiche, politiche e sociali che hanno interessato quelle terre. Un passaggio della storia europea che richiede uno sguardo attento, fondato sul riconoscimento delle sofferenze, sul rispetto delle vittime e sulla responsabilità di una memoria che non semplifica, ma aiuta a comprendere.

Ricordare significa assumere una responsabilità civile: custodire il passato per rafforzare i valori della convivenza democratica, del rispetto dei diritti umani, del dialogo tra i popoli e del rifiuto di ogni forma di violenza e sopraffazione. In questo senso, il Giorno del Ricordo rappresenta un’occasione di approfondimento e di riflessione collettiva consapevole sulle vicende del confine orientale nel secondo dopoguerra.

Comunicato dell’Unione degli Istriani
Oggi commemoriamo il Giorno del Ricordo:
foibe, esodo, campi profughi e vergognoso oblio

«Oggi si commemora per la ventunesima volta il Giorno del Ricordo, istituito dal Parlamento italiano che approvò dopo anni di vani tentativi e di continui baratti e compromessi, la proposta di legge presentata dal nostro Roberto Menia, che è a tutti gli effetti il Padre di questa ricorrenza nazionale ed è giusto ed onesto che così sia per sempre ricordato.

La legge istitutiva 30 marzo 2004 n. 92 così recita all’articolo 2: “nella giornata […] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all’estero”.

Sotto il profilo morale – dopo gli anni, lunghissimi, dei silenzi di Stato sulle Foibe, sull’Esodo e sui Campi profughi – è stata fatta tardivamente giustizia, mentre rispetto a quello materiale, nonostante gli accordi italo-jugoslavi, recepiti dagli eredi della defunta Repubblica Federativa di Tito, ovvero Slovenia e Croazia, garantissero il risarcimento delle proprietà illegalmente sequestrate e nazionalizzate, non si è, invece, fatto nulla.

La responsabilità di tutto ciò va ascritta principalmente ai Governi italiani – è stata l’Italia ad aver acconsentito alla Jugoslavia comunista, senza l’assenso dei proprietari di case e terreni in Istria, Fiume e Dalmazia, costretti alla fuga, di incamerare i loro beni, assicurando loro che sarebbero stati adeguatamente risarciti – i quali hanno ignorato il debito che hanno contratto con noi.

Ricordiamo, dunque, in questa nostra giornata anche tutto ciò, assieme al fatto che il Maresciallo Tito sia ancora per l’Italia un indegno Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica, decorato di Gran Cordone. Una mostruosità inaccettabile che lo Stato non sa oppure non vuole ancora rimuovere.

Il nostro ringraziamento, oggi, va a quei Sindaci e a quei Presidenti di Provincia e di Regione che hanno organizzato, anche con la collaborazione dell’associazionismo giuliano-dalmata, iniziative e manifestazioni finalizzate ad onorare i nostri Martiri delle Foibe e i nostri Esuli, così come ai moltissimi Dirigenti scolastici ed insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado che hanno deciso di coinvolgere gli studenti nelle videoconferenze oppure negli incontri dedicati a questi drammi.

Complessivamente, l’Unione degli Istriani ha organizzato per il Giorno del Ricordo, in collaborazione con gli Enti locali, oltre 300 eventi: non siamo in grado di pubblicizzarli tutti su questa pagina, tuttavia provvederemo a pubblicare un resoconto di ciò che avremo fatto nell’arco di tutto il mese di febbraio.

Ricordare è un dovere!»

La celebrazione alla Camera dei Deputati

Oggi, nell’Aula della Camera il “Giorno del Ricordo” in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata è stato celebrato alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, i Presidenti dei due rami del Parlamento e le più alte cariche dello Stato.

“Quella drammatica vicenda è ancora un costante monito contro l’odio tra i popoli e le nefaste conseguenze dei conflitti armati”, ha detto il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana nel suo discorso in Aula per il “Giorno del Ricordo”. “Confrontarci con le tragedie del passato – ha aggiunto – ci aiuta ad affrontare con maggiore consapevolezza le sfide presenti e future. Siamo tutti chiamati alla responsabilità di costruire una società dove non ci sia posto per alcuna discriminazione e intolleranza, da consegnare in eredità alle giovani generazioni. Mi auguro dunque che questa giornata contribuisca a rinnovare e rafforzare la memoria collettiva di un dramma che ci riguarda da vicino, e che non può più essere taciuto”.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri

“Oggi si celebra il Giorno del Ricordo. Una giornata che chiama l’Italia a fare memoria di una pagina dolorosa della nostra storia, vittima per decenni di un’imperdonabile congiura del silenzio, dell’oblio e dell’indifferenza. Ricordiamo i martiri delle foibe e la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata. Centinaia di migliaia di italiani che hanno scelto di abbandonare tutto pur di non rinunciare alla propria identità”, ha scritto su X il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni. “La Nazione non deve aver paura di guardare in faccia quella verità, ricacciando nell’ignavia ogni squallido tentativo negazionista o riduzionista. Il ricordo non è rancore, ma giustizia. È il fondamento di una memoria condivisa che unisce e rende più forte la comunità nazionale, tracciando la strada a chi verrà dopo di noi. Abbiamo ricevuto un testimone, e non intendiamo farlo cadere. Come dimostra la pluralità di iniziative e celebrazioni che il Governo promuove anche quest’anno, come il Treno del Ricordo che da Nord a Sud ripercorrerà idealmente il viaggio di chi ha deciso di essere italiano due volte. Per nascita e per scelta. L’Italia non permetterà mai più che questa storia venga piegata, negata o cancellata. Perché questa storia non è una storia che appartiene a una porzione di confine o a quel che resta del popolo giuliano-dalmata. È una storia che appartiene all’Italia intera. Ad ognuno di noi”.

Il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri

“Le foibe rappresentano una delle pagine più tragiche del Novecento, a lungo taciute o negate. Migliaia di donne e uomini uccisi e cancellati dall’odio e dalla violenza dei comunisti di Tito sul confine orientale. La loro colpa? Essere italiani. Ricordare è un dovere: per la verità, per rispetto alle vittime, per non dimenticare”, ha scritto su X il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Salvini.

Il Ministro dell’Interno

“Oggi l’Italia rinnova il dovere della memoria per onorare tutti coloro che persero la vita nei massacri delle foibe e per ricordare il grande dolore dell’esodo giuliano-dalmata. Celebrare il Giorno del Ricordo significa spazzare via un lungo silenzio, restituendo verità e dignità a migliaia di nostri connazionali che furono vittime di una cieca violenza e di una persecuzione sistematica”, ha scritto su X il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. “Ricordare il loro destino, la lunga scia di uccisioni, torture e saccheggi subìta lungo il confine orientale, è prima di tutto un atto di giustizia. È questo l’impegno che assumiamo, in particolare verso le giovani generazioni, perché la consapevolezza delle tragedie del passato diventi fondamento di verità e di un’autentica cultura della pace”.

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