Leone XIV, tra crisi tradizionalista e pensiero tradizionale
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 09.02.2026 – Andrea Gagliarducci] – La scelta dei predicatori per gli Esercizi Spirituali quaresimali della Curia romana ha sempre avuto un significato speciale. La scelta di Papa Leone XIV di un vescovo Trappista Norvegese, per guidarli quest’anno, non fa eccezione. I Papi generalmente hanno scelto tra coloro che stimavano di più, spesso in vista di un incarico importante o di una promozione. In alcuni casi, la scelta ha persino prefigurato l’elezione alla Sede di Pietro.
È stato il caso del Cardinale Karol Wojtyła, che Paolo VI introdusse alla Curia facendogli predicare gli Esercizi Spirituali quaresimali del 1976. È stato il caso di Joseph Ratzinger, che Giovanni Paolo II scelse come predicatore per gli Esercizi Spirituali quaresimali del 1983, al suo arrivo a Roma.
Benedetto XVI sceglieva quasi sempre cardinali, anche per conferire maggiore autorevolezza all’incarico. Papa Francesco sceglieva quasi sempre frati o sacerdoti, anche se uno di quest’ultimi, Mons. Angelo De Donatis sarebbe poi diventato Cardinal Vicario di Sua Santità per la Diocesi di Roma, forse anche per dimostrare come il Papa sapesse prendersi cura degli ultimi e di coloro che potevano causare problemi.
Leone XIV, per la sua prima nomina, ha scelto il Vescovo di Trondheim, Mons. Eric Varden, O.C.S.O. Trappista con una mentalità tradizionale e una forte pietà personale, Varden porterà alla Curia romana la sua esperienza di predicatore.
Forse è significativo anche il fatto, che gli Esercizi quest’anno si terranno nella cappella Paolina del Palazzo Apostolico, anziché nella cittadina collinare di Ariccia fuori Roma – come è avvenuto per gran parte del pontificato di Papa Francesco –, né nella cappella Redemptoris Mater, dove si sono svolti sia sotto Giovanni Paolo II che sotto Benedetto XVI. La Redemptoris Mater, tra l’altro, è interamente decorata con le opere di Marko Rupnik, celebre artista caduto in disgrazia e accusato di abusi seriali.
La scelta di Varden è di per sé significativa. Proviene da una famiglia luterana ma in gran parte agnostica. Si convertì al Cattolicesimo a quindici anni, dopo aver ascoltato la sinfonia Resurrezione di Gustav Mahler. Ha una forte spiritualità, il suo ultimo libro è Castità ed è generalmente noto per aver mantenuto un forte legame con la tradizione della Chiesa, pur integrandola nella contemporaneità.
Questa nomina rivela molto su Leone XIV, sulla sua spiritualità personale – una chiave di lettura, che aveva già individuato in un libro del frate Carmelitano del XVII secolo noto in ambito religioso come Fratel Lorenzo, compilato postumo da Padre Joseph de Beaufort, La pratica della presenza di Dio – e sul suo desiderio di non scattare in avanti su tradizione e dottrina della Chiesa.
Il mondo è contemporaneo, ma la Chiesa non è antiquata. Anzi, rimane un potente messaggio di Fede da offrire al mondo. Questo è ciò che il Papa sembra voler dire con la nomina del Vescovo Varden a predicatore degli Esercizi Spirituali quaresimali. La scelta di Varden potrebbe essere accolta come un segnale confortante per coloro che temono un Papa progressista o un secondo Francesco, che rimescolerebbe le carte quando tutto sembra deciso.
Tre sviluppi della scorsa settimana, tuttavia, potrebbero aggiungere un pizzico di complessità alla vicenda.
Il primo: la nomina di Suor Raffaella Petrini, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, a membro della Commissione per le Questioni Riservate. La Commissione affronta diverse questioni, ed è chiaro che il Governatore vaticano dovrebbe farne parte. Eppure, la presenza di Suor Petrini ha destato perplessità tra coloro che pensavano che Leone XIV avrebbe posto fine alla decisione di nominare donne a cariche cardinalizie.
Il secondo è stata la nomina del Cardinale Giuseppe Petrocchi a Presidente della Commissione Cardinalizia dello IOR. Dopo aver incluso il Cardinale Fernández Artime – che Leone XIV apparentemente tiene in grande stima – nella Commissione. Il Papa ne ha cambiato il Presidente in seguito alla partenza del Cardinale Christoph Schönborn di Vienna, che aveva compiuto 80 anni, e ha nominato un vescovo che ha anch’egli contribuito al Vaticano, ma che non possiede competenze specifiche. Dopo aver apportato diverse modifiche alle leggi finanziarie del Vaticano, molti osservatori, incluso questo, si aspettavano che il Papa reintegrasse tra i membri dello IOR il Segretario di Stato, che in precedenza aveva ricoperto la carica di Presidente della Commissione. Tuttavia, almeno per ora, Papa Leone XIV ha deciso di proseguire sulle orme dell’operato di Papa Francesco.
L’ultimo sviluppo degno di nota, è il dibattito apertosi con la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX), i cosiddetti lefebvriani. Il loro superiore, Don Davide Pagliarani, ha già annunciato che la FSSPX ordinerà nuovi vescovi, anche senza il consenso della Santa Sede [1]. Il Cardinale Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, ha già espresso la sua disponibilità al dialogo, avvertendo che, se dovesse procedere con le ordinazioni, incorrerebbe nella scomunica latae sententiae.
Pagliarani incontrerà il Dicastero per la Dottrina della Fede il 12 febbraio e si vedrà se procederà con il suo intento; dopo, si lamenterà che le circostanze gli hanno costretto a farlo.
La frattura con il mondo tradizionale, o almeno con una parte piuttosto radicale di esso, è una prova importante per Leone XIV.
Papa Francesco non è mai riuscito a regolarizzare lo status canonico della realtà lefebvriana, ma ha fatto diverse concessioni alla FSSPX durante il suo regno [2], soprattutto durante il Giubileo della Misericordia del 2016, quando ha garantito la validità delle confessioni e dei sacramenti amministrati dai loro sacerdoti.
Leone XIV si trova ad affrontare una situazione complessa, perché i tradizionalisti lamentano la continuità in materia liturgica con il pontificato di Papa Francesco. Ad esempio, lamentano la revoca della liberalizzazione del rito antico da parte di Benedetto XVI, operata durante l’era di Francesco, non sia ancora stata abrogata.
Leone XIV, tuttavia, non sembra essere un Papa a cui piace apportare grandi cambiamenti radicali. Si limiterà a lavorare per affrontare la crisi. Ha fatto sapere di voler fare di più per il ruolo delle donne nella Chiesa, da qui la nomina di Suor Raffaella Petrini a membro della Commissione per le Questioni Riservate. Ha deciso di concedere i permessi richiesti dalla Traditionis custodes per la celebrazione della Messa in rito antico, come raccontato dall’Arcivescovo Miguel Maury Buendia, Nunzio Apostolico nel Regno Unito.
Questo non significa che Leone XIV sia un progressista. Significa che è un Papa che evita i conflitti quando e dove può e ne assorbe gli urti quando e dove non può evitarli. Ha un suo approccio alla diplomazia, sia internamente che esternamente. La scelta di Varden, in questo senso, è indicativa. Indica dove batte il cuore del Papa. E ora si tratta di consentirgli di battere ancora per molto tempo.
Questo articolo nella nostra traduzione italiana è stato pubblicato dall’autore in inglese sul suo blog Monday Vatican.
[1] Intervista con il Superiore generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X.





























