La dipendenza dai social non fa rumore
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 08.02.2026 – Jan van Elzen] – I social media possono creare dipendenza nei minori, influenzando il loro benessere, la loro salute mentale e il loro sviluppo. Nei minori, la dipendenza dai social toglie sonno, attenzione, relazioni. Li allontana dalla scuola, dagli affetti, da una crescita equilibrata.
Il problema non è lo schermo. È quello che succede prima che ce ne accorgiamo. Nei bambini e negli adolescenti, l’uso dei social media non è neutro. Gli algoritmi sono progettati per trattenere l’attenzione, spingere a restare connessi, ripetere comportamenti, creare abitudine. Nei più giovani, questo può trasformarsi in dipendenza, isolamento e disagio emotivo. Spesso senza segnali evidenti, finché il problema è già iniziato.
Numerosi studi scientifici dimostrano che il cervello di bambini e adolescenti è ancora in fase di sviluppo. La corteccia prefrontale, responsabile del controllo e del giudizio, matura completamente solo in età adulta. Un’eccessiva esposizione ai social media può alterare i meccanismi della dopamina, influenzando il benessere emotivo e aumentando il rischio di: disturbi del sonno; isolamento sociale; calo del rendimento scolastico; depressione e disagio emotivo. Studi recenti, tra cui una ricerca pubblicata su JAMA Pediatrics (giugno 2025), evidenziano possibili effetti duraturi sullo sviluppo cerebrale.
Un’azione legale senza precedenti in Italia
Per difendere i nostri figli dai social con la forza della legge il Movimento Italiano Genitori (MOIGE), insieme a un primo gruppo di genitori e allo Studio legale Ambrosio & Commodo, ha avviato la prima class action inibitoria contro Meta (Facebook e Instagram) e TikTok. Un’azione legale innovativa che chiede al Tribunale di Milano di fermare pratiche ritenute dannose e illegali per bambini e adolescenti.
- Utenti minorenni per Instagram: 3.31M+
- Utenti minorenni per Facebook: 2.95M+
- Utenti minorenni per TikTok 1.84M+
- Utenze totali dei minorenni 8.112 M+
La petizione al Governo e al Parlamento
Con una petizione online si chiede al Governo e al Parlamento una legge a tutela dei minori affinché le piattaforme social:
- Verifichino davvero l’età e impediscano l’accesso ai social ai minori di 16 anni.
- Fermino i meccanismi che creano dipendenza, come algoritmi manipolativi e scroll infinito, progettati per trattenere l’attenzione dei più giovani.
- Informino in modo chiaro e corretto sui rischi legati all’uso eccessivo e inconsapevole dei social media.
In altri Paesi, la tutela dei minori online è già una priorità concreta. In Australia, il governo ha recentemente introdotto limitazioni e divieti sull’uso dei social media per i minori, riconoscendo l’impatto negativo che alcune piattaforme possono avere sul benessere psicologico dei più giovani.
In diversi Paesi europei, sono in corso iniziative legislative e regolamentari per rafforzare la verifica dell’età; limitare i meccanismi che favoriscono la dipendenza, aumentare la responsabilità delle piattaforme digitali. L’Italia non può restare indietro quando si tratta di proteggere bambini e adolescenti.
Da soli è difficile. Insieme possiamo proteggere i nostri figli. La legge consente ai cittadini di unirsi per chiedere la cessazione di pratiche dannose che colpiscono una pluralità di persone.
Partecipare a questa petizione significa:
- sostenere una richiesta di regole più forti;
- dare voce ai genitori;
- proteggere i minori oggi e in futuro.
L’urgenza di un intervento concreto è sotto gli occhi di tutti. Non è una battaglia contro la tecnologia. È una richiesta di maggiore responsabilità e tutela per i nostri figli. Tutela i minori. La tua firma è il primo passo. Agisci ora, per chiedere al Parlamento e al Governo una legge a tutela dei minori dai danni dei social.































