Papa Leone XIV: al centro la formazione cristiana

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“Al centro dei vostri lavori ci sono i temi della formazione cristiana e degli Incontri Mondiali, realtà importanti per tutta la Chiesa. Gli Incontri Mondiali coinvolgono un grande numero di partecipanti e richiedono un complesso lavoro organizzativo, in ascolto e in collaborazione con le Comunità locali e con persone e organismi, molti dei quali ricchi di una lunga e preziosa esperienza di evangelizzazione”: oggi papa Leone XIV, ricevendo in udienza i partecipanti alla plenaria del Dicastero Laici, Famiglia e Vita, ha sottolineato che comunicare i valori del Vangelo non è solo trasmettere una dottrina ma condivisione della vita.

Per questo si è soffermato sul significato della formazione cristiana: “Le parole di san Paolo, che avete scelto come titolo del vostro incontro, indicano in proposito una direzione precisa… L’Apostolo si rivolge ai Galati e li chiama ‘figli miei’, riferendosi ad un ‘parto’ con cui, non senza sofferenze, li ha portati ad accogliere Cristo. La formazione è messa così sotto il segno della ‘generazione’, del ‘dare vita’, del ‘far nascere’, in una dinamica che, pur con dolore, conduce il discepolo all’unione vitale con la persona stessa del Salvatore, vivente e operante in lui o in lei, capace di trasformare la ‘vita nella carne’ in vita di Cristo in noi”.

Quindi ha incentrato il suo discorso sulla competenza del formatore: “E’ vero che nella Chiesa, a volte, la figura del formatore come ‘pedagogo’, impegnato a trasmettere istruzioni e competenze religiose, è prevalsa su quella del ‘padre’ capace di generare alla fede. La nostra missione, però, è molto più alta, per cui non possiamo fermarci a trasmettere una dottrina, un’osservanza, un’etica, ma siamo chiamati a condividere ciò che viviamo, con generosità, amore sincero per le anime, disponibilità a soffrire per gli altri, dedizione senza riserve, come genitori che si sacrificano per il bene dei figli”.

Quindi la formazione è comunione, riprendendo il tema sviluppato nell’esortazione apostolica ‘Evangelii Gaudium’: “Come infatti la vita umana si trasmette grazie all’amore di un uomo e di una donna, così la vita cristiana è veicolata dall’amore di una comunità. Non è il sacerdote da solo, o un catechista o un leader carismatico, che genera alla fede, ma la Chiesa, la Chiesa unita, viva, fatta di famiglie, di giovani, di celibi, di consacrati, animata dalla carità e perciò desiderosa di essere feconda, di trasmettere a tutti, e soprattutto alle nuove generazioni, la gioia e la pienezza di senso che vive e sperimenta.

Quello che fa nascere nei genitori il desiderio di dare la vita ai figli non è il bisogno di avere qualcosa, ma la voglia di dare, di condividere la sovrabbondanza d’amore e di gioia che li abita, ed è qui che ha le radici anche ogni opera di formazione”.

Ma la trasmissione della fede non può essere disgiunto dalla trasmissione al rispetto della vita: “Inoltre, è indispensabile curare nelle nostre comunità gli aspetti formativi finalizzati al rispetto della vita umana in ogni sua fase, in particolare quelli che contribuiscono a prevenire ogni forma di abuso sui minori e sulle persone vulnerabili, come pure ad accompagnare e sostenere le vittime”.

Per questo la formazione non è improvvisazione, citando l’esempio di molti santi: “Come possiamo vedere, l’arte di formare non è facile e non si improvvisa: richiede pazienza, ascolto, accompagnamento e verifica, sia a livello personale che comunitario, e non può prescindere dall’esperienza e dalla frequentazione di chi l’ha vissuta, per imparare e prendere esempio.

Così, nel corso dei secoli, sono nati giganti dello spirito come sant’Ignazio di Loyola, san Filippo Neri, san Giuseppe Calasanzio, san Gaspare del Bufalo, san Giovanni Leonardi. Ed è in quest’ottica che anche sant’Agostino, appena eletto vescovo, compose il suo trattato ‘De catechizandis rudibus’, le cui indicazioni rimangono utili e preziose fino ad oggi”.

L’udienza si conclusa con la traccia di alcune ‘piste’ educative, affidandoli alla Madre di Dio, secondo la lettura di sant’Agostino: ‘Le sfide che affrontate, a volte, possono apparire superiori alle vostre forze e risorse. Non dovete però scoraggiarvi.

Partite dal piccolo, seguendo, nella fede, la logica evangelica del granello di senape, fiduciosi che il Signore non vi farà mai mancare, a tempo opportuno, le energie, le persone e le grazie necessarie. Guardate a Maria: donandoci Cristo «ha cooperato mediante l’amore a generare alla Chiesa dei fedeli, che formano le membra di quel capo’. Imitatene la fede e affidatevi sempre alla sua intercessione”.

(Foto: Santa Sede)

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