L’inizio dei congedi?
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 02.02.2026 – Andrea Gagliarducci] – Il discorso di Papa Leone XIV della scorsa settimana ai partecipanti alla Sessione plenaria del Dicastero per la Dottrina della Fede era molto atteso. Dopo che aveva accettato di finalizzare i documenti lasciati sul tavolo da Papa Francesco, non era chiaro se il Papa avrebbe mantenuto la posizione del dicastero o introdotto un cambiamento.
Il discorso di Leone XIV aveva un tono calmo e pacato, ricordando gli ultimi documenti pubblicati e sottolineando il grande lavoro del dicastero. Ha poi apprezzato il fatto che la sessione plenaria fosse dedicata alla trasmissione della Fede.
È stato un discorso che, per certi versi, è sembrato segnare la chiusura di un capitolo. L’elenco degli ultimi documenti significativi inizia con la nota Gestis verbisque sulla validità dei Sacramenti, risalente al febbraio 2024. Partendo da lì, Leone XIV ha potuto escludere la controversa Fiducia supplicans sulla benedizione delle coppie irregolari, pubblicata dal dicastero nel dicembre 2023. La più recente Nota dottrinale su alcuni titoli mariani riferiti alla cooperazione di Maria all’opera della salvezza Mater Populi fidelis, anch’essa controversa, è stata inclusa.
Il Papa, indirettamente, crea una frattura nel lavoro del dicastero con una scelta che appare particolarmente significativa. Il discorso, per certi versi, ha segnato la conclusione di un percorso iniziato con Papa Francesco e conclusosi con la pubblicazione degli ultimi documenti. Leone XIV probabilmente orienterà il Dicastero per la Dottrina della Fede in una direzione diversa.
Questo significa che il prefetto cambierà? Tutti danno per scontato che il Cardinale Victor Manuel Fernández, amico personale di Papa Francesco e suo specifico esecutore, sia destinato a ritirarsi molto presto. Il discorso del Papa, tuttavia, rivela un allontanamento da un metodo di lavoro, certamente non da un prefetto. E sembra certamente improbabile che il Papa sostituisca un prefetto, non importa quanto fuori linea, quando ragioni pratiche lo costringono a un importante cambio generazionale. I Cardinali Michael Czerny (che compirà 80 anni a luglio), Marcello Semeraro, Arthur Roche, Kurt Koch e Kevin Farrell hanno già compiuto 75 anni. Anche Lazarus You Heung-sik, Prefetto del Dicastero per il Clero, compirà 75 anni.
In questo ampio cambio generazionale, è improbabile che il Papa tocchi i vertici di dicasteri il cui mandato non è imminente e dove non ce n’è bisogno. È più facile, tuttavia, per lui fornire una direzione, una linea chiara, ed è ciò che sta accadendo in questo momento, a parole e omissioni.
La linea che Leone XIV ha iniziato a tracciare per il Dicastero per la Dottrina della Fede è un allontanamento, certo, per quanto formulata con cura e delicatezza. È un allontanamento da una posizione francamente aggressiva, incoraggiata e persino inaugurata da Papa Francesco. È anche in linea con i preparativi per un necessario passaggio generazionale dalla Curia di Francesco alla nuova Curia di Leone XIV.
È estremamente difficile, tuttavia, capire chi siano gli uomini di Leone XIV, e forse la verità è che non esistono affatto.
La scelta dell’Arcivescovo Filippo Iannone come Prefetto del Dicastero per i Vescovi non nacque da un’amicizia personale, ma dalla conoscenza delle competenze e del temperamento di Iannone, un uomo gentile abituato a risolvere i problemi con rigore e disciplina. E l’Arcivescovo Carlo Roberto Maria Redaelli, nominato Segretario del Dicastero per il Clero in virtù del suo incarico di Arcivescovo metropolita di Gorizia, non faceva parte della cerchia del Papa.
Persino il secondo Segretario particolare del Papa, Don Marco Billeri, non faceva parte della cerchia degli amici di Leone XIV. Proviene dalla Diocesi di San Miniato, guidata dal Vescovo Giovanni Paccosi, con il quale il Papa era stato missionario in Perù. Uno dei motivi per cui è così difficile individuare gli uomini di Leone XIV è che Prévost non creò discepoli. Cercò di vivere in comunità e quindi trattava tutti come amici. Forse l’unica persona veramente appartenente alla cerchia di Leone XIV tra i nuovi collaboratori è il suo Segretario Particolare, Mons. Edgard Rimcauyna.
E poi ci sono gli amici del Papa, che, per ora, rimangono al di fuori dei ruoli di governo. Sono la sua ancora di salvezza, il suo sguardo verso il mondo esterno, il suo ricordo di aver scelto, prima di tutto, di essere un frate. Sono i suoi amici Agostiniani di sempre, che tuttavia non abusano della sua vicinanza, mantenendo tutto sotto l’appropriata segretezza. Oppure, sono i Peruviani, perché Leone XIV rimase profondamente legato al Perù. E, in effetti, la prima lingua che usò oltre all’italiano, una volta eletto Papa, non fu il suo inglese nativo, ma lo spagnolo d’adozione, quando si rivolse alla diocesi di cui era stato vescovo.
In effetti, quando il Papa deve guardare al cuore, guarda al Perù. Non è un caso che il suo chef sia Peruviano. Non è un caso che lo scorso 29 gennaio si sia presentato inaspettatamente al pranzo dei vescovi peruviani durante la loro visita ad limina, sedendosi a tavola come uno di loro, come faceva quando era davvero uno di loro.
Insomma, gli uomini di Leone XIV sono sconosciuti, e quindi è difficile fare previsioni. Tutti aspettano che accada qualcosa, attendono con ansia la nomina dei nuovi capi dicastero e cercano di capire se il Papa farà come ha fatto durante il pontificato precedente, confermando o disfacendo con lunghe e improvvise comunicazioni.
Tuttavia, sembra più probabile che il Papa, finché non nominerà nuovi capi dicastero, lascerà le cose come stanno, senza trasmettere conferme o annunciare partenze. Si potrebbe dire che una lunga fase di studio, si sta trasformando in un lungo congedo.
Resta da vedere se il Papa cambierà prima gli atteggiamenti e poi le persone, o viceversa. In definitiva, fa tutto parte della grande transizione che tutti si aspettano, che sembra Godot: più aspetti, più è difficile arrivare. Ma forse, non arriverà. Forse, tutto ciò che dobbiamo aspettarci è la normalità. In definitiva, è per questo che è stato scelto il Papa.
Questo articolo nella nostra traduzione italiana è stato pubblicato dall’autore in inglese sul suo blog Monday Vatican.
Foto di copertina: Papa Leone XIV con il Cardinale Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, durante l’Assemblea Plenaria dello stesso dicastero, il 29 gennaio 2026 (Foto di Vatican Media).



























