Replica a Roma del ‘Tetillo’ di Eduardo Scarpetta: come erano (e non dovrebbero essere più) i giovani italiani…
La commedia napoletana continua ad essere rappresentata (e amata) a Roma. Nell’ambito della stagione teatrale pianificata dall’Associazione Culturale Torraccia (A.C.T.), attiva nella Capitale da molti anni, la Compagnia “Prof. Enzo Cunti” di Baia e Latina (Caserta) riproporrà infatti domani sera la quinta replica stagionale di “Tetillo”, la commedia brillante in tre atti scritta nel 1880 da Eduardo Scarpetta (1853-1925), il creatore del teatro dialettale moderno e il più importante attore e autore del teatro napoletano tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento.
La regia dell’opera, tratta dal Bébé del commediografo belga Alfred Hennequin (1842-1887), è dell’eclettico Enzo Maiello, voce e chitarra della band di rock cristiano NovA e contemporaneamente percussionista e mandolinista del gruppo folk di Baia e Latina, suo paese natale.
La trama di questa imperdibile commedia, alimentata dai meccanismi dell’equivoco, della complicità, della ingenuità, gira tutta intorno ad alcuni aspetti reali e amplificati del carattere del napoletano. La mamma di Tetillo, infatti, che crede il figlio un angelo, ha con lui un rapporto che pare sia ancora legato al cordone ombelicale, lo difende, al di là del concepibile, sistematicamente contro il padre verso il quale assume un ruolo oppositivo sempre che l’argomento della discussione riguarda il figlio Felice, soprannominato Tetillo. Quest’ultimo, però, è di fatto un giovane menefreghista e inconcludente che, dall’alto dei suoi quasi 22 anni, “dovrebbe” frequentare l’università da ben 4 anni. Il virgolettato non è casuale, perché in realtà il ragazzo la frequenta senza alcun profitto: non ha dato mai esami e, per di più, ha addirittura l’abitudine di vendere regolarmente i propri libri per pagarsi la bella vita.
Di più: il giovane, con la complicità del compagno di “avventure” Arturo, ha in effetti un solo chiodo fisso in testa: le donne! Eh già, perché Felice (chiamato in maniera vezzeggiativa Tetillo), è in realtà un ragazzo irresponsabile, viziato, figlio di una madre apprensiva e possessiva che continua a trattarlo da bambino e che vive alle spalle del padre, in una situazione sospesa tra ricchezza, malizia, furbizia e inettitudine, in una miscela esplosiva che genererà una girandola di equivoci e situazioni oltremodo esilaranti.
L’ingresso per assistere alla commedia, con prenotazione obbligatoria e contributo volontario suggerito di 8 €, sarà possibile solo prima delle ore 18 (inizio dello spettacolo) nella Sala Multifunzionale dell’A.C.T. in via Aldo Sandulli 100, Roma. Per info, prenotazioni e ritiro biglietti, ci si può rivolgere ai contatti della Segreteria A.C.T. (aperta dal lunedì al venerdì dalle 17.00 alle 19.30): tel. 06/41200623, cell. 347/4196132 (attivo anche su WhatsApp), posta elettronica: actpolivalente@gmail.com.



























