Papa Leone XIV: Gesù ci rivela il Padre

Condividi su...

“Proseguiamo le catechesi sulla Costituzione dogmatica ‘Dei Verbum’ del Concilio Vaticano II, sulla divina Rivelazione. Abbiamo visto che Dio si rivela in un dialogo di alleanza, nel quale si rivolge a noi come ad amici. Si tratta dunque di una conoscenza relazionale, che non comunica solo idee, ma condivide una storia e chiama alla comunione nella reciprocità. Il compimento di questa rivelazione si realizza in un incontro storico e personale nel quale Dio stesso si dona a noi, rendendosi presente, e noi ci scopriamo conosciuti nella nostra verità più profonda. E’ ciò che è accaduto in Gesù Cristo. Dice il documento che l’intima verità sia di Dio che della salvezza dell’uomo risplende a noi in Cristo, che è insieme il mediatore e la pienezza di tutta la rivelazione”: nell’udienza generale di questa mattina, papa Leone XIV ha proseguito la riflessione sulla Costituzione conciliare ‘Dei Verbum’ invitando a guardare a Cristo attraverso la sua sensibilità e le sue percezioni della realtà.

La Costituzione conciliare sottolinea la rivelazione del Padre attraverso il Figlio: “Nel Figlio inviato da Dio Padre ‘gli uomini… possono presentarsi al Padre nello Spirito Santo e sono fatti partecipi della natura divina’. Giungiamo dunque alla piena conoscenza di Dio entrando nella relazione del Figlio col Padre suo, in virtù dell’azione dello Spirito…

Grazie a Gesù conosciamo Dio come siamo da Lui conosciuti. Infatti, in Cristo, Dio ci ha comunicato sé stesso e, allo stesso tempo, ci ha manifestato la nostra vera identità di figli, creati a immagine del Verbo. Questo ‘Verbo eterno illumina tutti gli uomini’ svelando la loro verità nello sguardo del Padre… Gesù Cristo è il luogo in cui riconosciamo la verità di Dio Padre mentre ci scopriamo conosciuti da Lui come figli nel Figlio, chiamati allo stesso destino di vita piena”.

Quindi Gesù attraverso la sua natura umana rivela il Padre: “Proprio perché è il Verbo incarnato che abita tra gli uomini, Gesù ci rivela di Dio con la propria vera e integra umanità: ‘Perciò egli, dice il Concilio, vedendo il quale si vede il Padre, con tutta la sua presenza e manifestazione, con le parole e le opere, con i segni e i miracoli, e soprattutto con la sua morte e gloriosa risurrezione dai morti, e infine con l’invio dello Spirito di verità, completa, compiendola, la rivelazione’.

Per conoscere Dio in Cristo dobbiamo accogliere la sua umanità integrale: la verità di Dio non si rivela pienamente dove si toglie qualcosa all’umano, così come l’integrità dell’umanità di Gesù non diminuisce la pienezza del dono divino. E’ l’umano integrale di Gesù che ci racconta la verità del Padre”.

La salvezza annunciata da Gesù passa tramite il proprio corpo: “A salvarci e a convocarci non sono soltanto la morte e la risurrezione di Gesù, ma la sua persona stessa: il Signore, che s’incarna, nasce, cura, insegna, soffre, muore, risorge e rimane fra noi. Perciò, per onorare la grandezza dell’Incarnazione, non è sufficiente considerare Gesù come il canale di trasmissione di verità intellettuali.

Se Gesù ha un corpo reale, la comunicazione della verità di Dio si realizza in quel corpo, col suo modo proprio di percepire e sentire la realtà, col suo modo di abitare il mondo e di attraversarlo. Gesù stesso ci invita a condividere il suo sguardo sulla realtà…

Fratelli e sorelle, seguendo fino in fondo il cammino di Gesù, giungiamo alla certezza che nulla ci potrà separare dall’amore di Dio… Grazie a Gesù, il cristiano conosce Dio Padre e si abbandona con fiducia a Lui”.

Mentre nei saluti finali ha chiesto di pregare per la pace: “Cari fratelli e sorelle, preghiamo per la pace, in un momento della storia che sembra segnato da una crescente perdita del valore della dignità umana e in cui la guerra è tornata di moda. L’umanità di Gesù, che rivela il Padre, ci aiuti a trovare cammini di giustizia e di riconciliazione”.

Mentre prima dell’udienza generale papa Leone XIV, nel giorno in cui la Chiesa ricorda sant’Agnese, ha benedetto una coppia di agnelli la cui lana sarà utilizzata per confezionare i palli dei nuovi arcivescovi metropoliti.

(Foto Santa Sede)

151.11.48.50