La lunga transizione

PAPA LEONO XIV CONCISTORO
Condividi su...

[Korazym.org/Blog dell’Editore, 19.01.2026 – Andrea Gagliarducci] – La decisione di Papa Leone XIV di riportare la celebrazione della Missa in coena Domini – la Messa nella Cena del Signore del Giovedì Santo – nella sua basilica cattedrale di San Giovanni in Laterano è un altro passo nell’opera deliberata del nuovo Papa per ristabilire le usanze papali tradizionali.

Ripristinando questa e altre pratiche, Leone XIV sta ricucendo il legame papale con la Diocesi di Roma, un legame ampiamente percepito come indebolito sotto Papa Francesco.

È importante sottolineare che le azioni di Leone XIV non rappresentano un rifiuto diretto di Papa Francesco, ma un ritorno consapevole alla tradizione. Pur evitando le controversie, Leone XIV rafforza la continuità onorando le iniziative del suo predecessore, pur riportando la Chiesa alle norme consolidate.

Le scelte di Leone XIV, come quella di indossare le vesti papali tradizionali, sottolineano il suo rifiuto dell’eccezionalismo e il suo impegno a ripristinare la tradizione. Queste azioni sottolineano la sua intenzione di servire la Chiesa sostenendo simboli e pratiche consolidate.

La questione del legame con Roma è cruciale. Per primo, Leone XIV ha ripristinato il Settore Centro della Diocesi di Roma, che era stato eliminato giuridicamente da Francesco, il quale non voleva che un settore apparisse più importante degli altri. Ora, Leone XIV ha deciso di riprendere a celebrare il Giovedì Santo in Laterano, un’usanza che Francesco aveva abbandonato a favore della sua pratica personale durante il suo tempo a Buenos Aires, dove celebrava il Giovedì Santo con i detenuti.

Quando Leone XIV tornerà a vivere nel Palazzo Apostolico, il legame con Roma sarà ulteriormente rafforzato. I Romani, è importante capirlo, amano vedere la luce accesa nell’appartamento papale sopra piazza San Pietro e spesso passeggiano nella piazza sottostante per sentirsi vicini al pontefice.

Tutto ciò è scomparso durante il pontificato di Papa Francesco, ma tornerà con Papa Leone XIV.

Il Concistoro del 7-8 gennaio, nel frattempo, avrebbe dovuto segnare l’inizio del nuovo pontificato. I segnali, tuttavia, ora indicano una transizione più lunga del previsto, anche da osservatori di lunga data, incluso questo.

Innanzitutto, le Relazioni.

Il sito MiL-Messainaltino.it ha pubblicato quattro relazioni distribuite ai cardinali durante il Concistoro:

  • sulla sinodalità, del Cardinale Mario Grech;
  • sulle riforme della Curia, del Cardinale Fabio Baggio;
  • sulla dottrina, del Cardinale Víctor Manuel Fernández;
  • sulla riforma liturgica, del Cardinale Arthur Roche.

L’unico relatore che non è ancora Prefetto è il Cardinale Fabio Baggio, e questo ha portato a ipotizzare che il Papa gli prevede un futuro luminoso come Prefetto del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale (dove attualmente ricopre l’insolita carica, risalente all’epoca di Francesco, di Cardinale Sottosegretario per la Sezione migranti). Ma, naturalmente, si tratta solo di speculazioni.

Un aspetto particolarmente sorprendente è che Leone XIII abbia scelto cardinali con forti legami con il pontificato di Papa Francesco per preparare le Relazioni.

Il Cardinal Grech è stato colui che ha promosso il processo sinodale auspicato da Francesco, e di fatto ha difeso tale approccio nella sua Relazione al Concistoro, sebbene abbia prudentemente iniziato il testo facendo riferimento al primato del Papa e al suo potere assoluto sul processo stesso.

Il Cardinal Baggio è stato l’uomo di Francesco sulle questioni dei migranti e dei rifugiati. La sua Relazione sulla riforma della Curia dimostra soprattutto la volontà di caratterizzare la visione missionaria della riforma, e non potrebbe essere altrimenti, dato che Baggio è egli stesso un Missionario Scalabriniano.

Il Cardinal Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, è stato un amico fedele e fidato di Papa Francesco. Nella sua Relazione, dedicata all’Esortazione apostolica Evangelii gaudium, ha sottolineato in particolare che la spinta profetica del pontificato di Papa Francesco non è finita.

Il Cardinal Roche, nominato da Francesco Prefetto del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha aiutato il Papa ad attuare la sua stretta sulla celebrazione della Messa nel suo uso antico. Nella sua Relazione, Roche ha difeso la sua decisione, sottolineando che le divisioni non devono essere “congelate”, ma piuttosto indirizzate verso l’unità.

Ci sono diverse ragioni per cui Leone XIV potrebbe aver scelto questi quattro Relatori specifici.

Il primo è eminentemente pratico: guidano dei dicasteri, assistono il Papa nel governo attuale e rappresentano la continuità con il pontificato precedente. Escluderli sarebbe stato un atto di guerra. Includerli significa ricercare la comunione.

Secondo, l’inclusione di questi cardinali chiave da parte di Papa Leone XIV riflette anche la sua valutazione strategica dell’attuale Collegio cardinalizio, pesando l’influenza persistente di Papa Francesco mentre guida la Chiesa attraverso questa lunga transizione

Il terzo è in qualche modo speculativo, e più che un po’ machiavellico, ma potrebbe essere semplicemente che Leone XIV abbia voluto portare alla luce alcuni attori che altrimenti avrebbero potuto opporsi al suo pontificato per ragioni puramente ideologiche.

Quarto, ma non meno importante, è che questo è il materiale umano disponibile, e il Papa confiderà nella fedeltà e nella buona fede di ogni persona fino a quando qualcosa lo fa pensare diversamente.

Tutto, tuttavia, suggerisce che la transizione sarà lunga.

Nel frattempo, si moltiplicano le voci sui prossimi spostamenti in Curia. Il Cardinale Michael Czerny, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, presto compirà 80 anni e, come ho già accennato, si vocifera già di una sua possibile sostituzione con Baggio.

Altri parlano dell’arrivo a Roma del Cardinale Jean-Claude Hollerich, mentre un’altra voce suggerisce una promozione per l’Arcivescovo Paul Richard Gallagher, il “ministro degli Esteri” della Santa Sede.

Anche il Cardinale Kurt Koch, Prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, ha compiuto 75 anni e si sta ritirando.

Anche i Cardinali Farrell, Semeraro e Roche si stanno avvicinando al pensionamento (tutti over 75). Alla fine dell’anno, anche il Cardinal You verrà aggiunto alla lista dei potenziali pensionati. Si parla anche di una ristrutturazione del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, attualmente guidato da un Prefetto, Suor Simona Brambilla, e da un Pro Prefetto, il Cardinale Ángel Fernández Artime.

Fernández Artime, tuttavia, sembra aver assunto un ruolo sempre più centrale, e l’idea è che il Papa crei un dicastero “bicefalo”, con due prefetti: uno per le religiose e uno per i religiosi. Questa sarebbe una soluzione “salomonica”.

Il ricambio generazionale, tuttavia, deve essere accompagnato anche da riforme. Senza contare che Leone XIV dovrà affrontare diverse questioni irrisolte. Una di queste è il cosiddetto “processo Becciu” sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato. Leone XIV decise di non intervenire nel processo ma di accettare il corso della giustizia, e la sua decisione di di non fare nulla ha già prodotto alcuni sviluppi drammatici.

L’ultimo è la decisione del Promotore di Giustizia Alessandro Diddi di ritirarsi dal processo di appello. Diddi non solo ha visto la sua mozione di appello respinta dall’Alta Corte dello Stato della Città del Vaticano, ma si è anche trovato sotto accusa per una serie di intercettazioni telefoniche che lo mostravano in contatto con individui che facevano pressione anche su un testimone, Mons. Alberto Perlasca. Diddi ha lasciato la scena, la Corte ha già dimostrato come intende amministrare la giustizia e il clima al suo interno è completamente nuovo. Anche qui, l’effetto Leone XIV è all’opera.

Resta da vedere se il Papa riuscirà a estendere questo effetto a tutti gli ambiti.

Questo articolo nella nostra traduzione italiana è stato pubblicato dall’autore in inglese sul suo blog Monday Vatican.