Aggiornamento Caso Rugolo. Depositate le motivazioni della sentenza di condanna di secondo grado. “Devianza sessuale mascherata da missione pastorale”

Rugolo con difensori
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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 13.01.2026 – Ivo Pincara] – Sono stati depositati ieri gli atti con le motivazioni della sentenza di condanna di secondo grado dell’ex sacerdote Giuseppe Rugolo (caso che seguiamo dal 3 maggio 2021): “Aveva un approccio predatorio”. I giudici della Corte d’appello di Caltanissetta scrivono di atti fisici a chiara connotazione sessuale, dissimulati sotto il pretesto di scherzi camerateschi, palpeggiamenti e altro insieme a strategie di manipolazione psicologica, riferisce la giornalista Pierelisa Rizzo su la Repubblica.

Nel contempo va rilevato, che l’ex sacerdote Giuseppe Rugolo è ancora inserito – anche se è stato ridotto dallo stato clericale – sul sito della Diocesi di Piazza Armerina, con il titolo di “Rev.” e di “don”, senza incarichi, con residenza a Ferrara.

Nell’annuario delle persone:

Annuario

Nell’elenco del clero:

Elenco delle persone

Sulla ricostruzione dei fatti – anche in relazione all’operato del Vescovo di Piazza Armerina, Mons. Rosario Gisana, mai citato in sentenza di appello, a processo al Tribunale di Enna per falsa testimonianza insieme al Vicario giudiziale e Parroco della Chiesa Madre di Enna, Mons. Vincenzo Murgano – la Corte di appello ha integralmente richiamato la motivazione della sentenza di primo grado.

Il Tribunale di Caltanissetta conferma quanto già evidenziato dal Tribunale di Enna sugli anomali comportamenti di Giuseppe Rugolo, contrassegnati da una vera e propria devianza sessuale mascherata da “missione pastorale”. “L’istruzione dibattimentale di primo grado ha accertato l’approccio invadente e predatorio dell’imputato che era solito relazionarsi con modalità del tutto inappropriate ed inconciliabili con la funzione educativa e di guida spirituale”, scrivono i giudici di Caltanissetta, riferendosi proprio agli atti fisici a chiara connotazione sessuale insieme a strategie di manipolazione psicologica, che Rugolo attuava con alcuni minorenni. La mole degli accessi a siti porno – oltre 19 mila in soli 9 mesi – serve a confermare l’idea della personalità deviata di Rugolo già confermata dalle prove testimoniali. La Corte ha respinto tutti i motivi di appello della difesa dell’imputato e del responsabile civile della Parrocchia di San Giovanni, demolendo la tesi difensiva secondo cui i rapporti sessuali intrattenuti con le vittime fossero in realtà tutti di natura consensuale.

Con riferimento alla Diocesi di Piazza Armerina i giudici scrivono che non vi è stato un proscioglimento nel merito. Piuttosto, la Curia di Piazza Armerina, che in primo grado era stata ritenuta responsabile civile, in appello viene esclusa dal processo, perché ritenuta solo una sorta di ufficio interno alla diocesi.

Fonte: ANSA

Caso Rugolo – Indice

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