Mons. Felice Accrocca è vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e Foligno
Sabato 10 gennaio, al termine dell’apertura dell’anno giubilare francescano per ricordare gli 800 anni del transito di san Francesco d’Assisi, il vescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino, ha dato l’annuncio del suo successore, mons. Felice Accrocca, alla guida in ‘persona episcopi’ delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, in concomitanza con la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Sala Stampa Vaticana (e con la diocesi di Benevento).
La cancelliere della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, suor Alessandra Rusca ha letto il decreto di nomina di mons. Sorrentino come amministratore apostolico delle due diocesi fino all’insediamento del nuovo vescovo; il cancelliere della diocesi di Foligno Fabio Cioccoloni, ha letto le altre nomine e il delegato, don Giovanni Zampa, già vicario generale, ha letto il saluto del nuovo vescovo alle due diocesi.
Nel saluto ai fedeli delle diocesi umbre mons. Accrocca ha ripreso le parole di Ugo di san Vittore, un monaco del XII secolo: “Carissimi fratelli e figli, ‘grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!’ Il Signore mi ha inviato a voi e Lui sa quello che fa: ho accolto la sua chiamata con serenità, pur con tutte le domande (e le paure) che in tali momenti affollano la mente e con cui bisogna fare i conti; confido però sulla Grazia di Dio e anche su di voi.
Mi hanno molto aiutato, nei giorni scorsi, le parole di un monaco del secolo XII, Ugo di San Vittore: questi afferma che ‘è molto sensibile [tenero] l’uomo che sente ancora la dolcezza della terra natale, è già forte colui che sa fare di ogni luogo la sua nuova patria, ma è veramente perfetto nella virtù colui che valuta tutto il mondo come un luogo d’esilio. Il primo ha fissato il suo amore in una parte della terra, il secondo lo ha distribuito in molti luoghi, ma il terzo ha annullato in se stesso l’amore del mondo’. Vi chiedo di sostenermi con la vostra preghiera”.
Mentre ai fedeli della diocesi di Benevento ha ricordato il bene reciproco: “Questa terra l’ho sentita veramente mia. E’ mia e lo rimarrà. Quando sono venuto qui ero pieno di paure, credevo che non sarei riuscito a sopravvivere serenamente neppure tre mesi. Faticavo anche a collocare queste parti geograficamente. Ma nonostante i momenti di difficoltà sento che ho ricevuto tanto da tanti di voi. Ho trovato tanti amici, gente straordinaria.
Vi ho voluto bene, sono convinto però che voi me ne avete voluto di più. Vi chiedo di continuare a pregare per me per tre motivi: non fare guai troppo grossi, rimanere sereno e non perdere il sorriso. Spero di esserne all’altezza, fiducioso di rivederci ad Assisi. La mia nomina non la vedo come un avanzare o un regredire, né come un premio. Sento che forse il Papa in questo momento aveva bisogno di me e in me ha trovato la persona adatta”.
Ed appena appresa la notizia i Frati di Assisi, attraverso il Custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni, hanno espresso la loro gioia per la nomina del vescovo e ringraziato mons. Sorrentino: “La scelta di papa Leone mi riempie di gioia. Mons. Felice Accrocca è universalmente riconosciuto per la sua straordinaria competenza su san Francesco e sulla storia delle origini del francescanesimo.
A ciò si aggiungono la sua umanità e la passione per la vita pastorale e l’evangelizzazione, qualità che abbiamo avuto modo di apprezzare in numerosi incontri qui ad Assisi. L’ultimo di questi, giovedì scorso, lo ha visto parlare a noi superiori francescani d’Italia, offrendoci ancora una volta un segno tangibile del suo impegno e della sua visione”.
Per questo ha sottolineato la scelta ‘appropriata’: “Ritengo che questa sia la scelta più appropriata per il tempo presente, in cui celebriamo l’ottavo centenario della morte di san Francesco, ma anche per gli anni a venire. La figura e il messaggio di san Francesco d’Assisi, grazie a questa guida, potranno continuare a portare frutti di fede in una società che ha urgente bisogno di riscoprire il Signore Gesù, di ritrovare la fraternità in un mondo sempre più individualista e di abbracciare quella piccolezza evangelica che rappresenta l’antidoto alla brama di potere dell’uomo contemporaneo”.
Infine ha ringraziato mons. Sorrentino: “Il suo instancabile impegno a favore di questa Chiesa, così ricca di santità, e la cura con cui ha coltivato le relazioni con noi frati, sostenendo la nostra variegata attività in Basilica, meritano il nostro più sincero ringraziamento”.
(Foto: Realtà Sannita)


























