Un concistoro per rinnovare la Chiesa
Nel tardo pomeriggio si è concluso il primo concistoro straordinario convocato da papa Leone XIV, che ha ringraziato per la presenza, la partecipazione e per il sostegno i cardinali più anziani per la testimonianza preziosa, ribadendo la sua vicinanza ai cardinali nel mondo che non sono potuti venire, come ha riferito Matteo Bruni, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, nel briefing conclusivo, a cui hanno partecipato il card. Stephen Brislin, arcivescovo metropolita di Johannesburg, il card. Luis José Rueda Aparicio, arcivescovo metropolita di Bogotá ed il card. Pablo Virgilio Siongco David, vescovo di Kalookan.
La riunione di questi giorni è in continuità con quanto chiesto durante la riunione dei cardinali prima del conclave e anche successivamente, la metodologia scelta del concistoro è stata scelta per aiutare a incontrarsi e conoscersi meglio. In questi giorni il papa ha parlato di una sinodalità non tecnica ed organizzativa, ma come strumento per crescere nelle relazioni, in continuità con il cammino del Concilio Vaticano II. Il papa ha anche parlato della continuazione di questo cammino con la proposta di una prossima occasione di concistoro di due giorni durante la festa dei Santi Pietro e Paolo, per poi continuare questi incontri con una cadenza annuale di 3-4 giorni.
Stamane, dopo la celebrazione eucaristica nella basilica di san Pietro, ha aperto i lavori del secondo giorno il card. Mario Grech, segretario generale del Sinodo dei Vescovi, descrivendo i lavori del metodo sinodale durante il pontificato di papa Francesco ed evidenziando alcuni elementi tratti dal lavoro del sinodo negli ultimi anni, in particolare la profonda comprensione a cui si è giunti del primato del Vescovo di Roma, della sinodalità come collegialità nella comunione come principio di unità per la chiesa tutta, della funzione profetica del popolo di Dio, del discernimento dei pastori in una relazione di circolarità.
Nel pomeriggio la relazione del card. Victor Manuel Fernandez sul tema dell’esortazione apostolica ‘Evangelii Gaudium’, ribadendo che non è un testo scaduto con il precedente pontificato, perchè si parla di proclamazione del nucleo del Vangelo, cioè della bellezza dell’amore salvifico di Dio manifestata in Gesù Cristo che morì e risorse.
Mentre mercoledì 7 gennaio il concistoro è stato aperto dalla meditazione del card. Timothy Radcliffe sul passo del Vangelo di Marco, ‘Gesù cammina sulle acque’, per sottolineare alcune indicazioni sul compito dei cardinali: “Gesù comandò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo. Pietro non deve affrontare la tempesta da solo. Questa è la nostra prima obbedienza: rimanere nella barca di Pietro, con il successore di Gesù, mentre egli fronteggia le tempeste del nostro tempo. Non possiamo restare sulla spiaggia dicendo: ‘Io oggi non prenderei il largo’ o ‘Preferirei un’altra barca’. Gesù è solo sulla montagna, ma Pietro non deve essere lasciato senza compagnia”.
Anche se sembra assente Gesù è presente, anche in questo difficile momento: “Si prende il tempo necessario, attende che siano quasi esausti. Questa esperienza dell’assenza li prepara a un’intimità che non avrebbero mai potuto immaginare. Quindi sale sulla barca con loro. Anche noi, talvolta, ci sentiremo soli, logorati, esausti. Ma Gesù veglia su di noi e si farà più vicino che mai. Per questo non dobbiamo temere”.
Per questo ha sottolineato che nella Chiesa non esiste la contrapposizione, in quanto Dio è sempre ‘nuovo’ nella memoria: “In ‘Evangelii Gaudium’ leggiamo come la vita cristiana sia sostenuta dalla memoria e dall’inesauribile novità di Dio. Agostino afferma che Dio è sempre più giovane di noi! Nel Concistoro, alcuni di noi saranno custodi della memoria, valorizzando e custodendo la tradizione. Altri sapranno gioire più intensamente della sorprendente novità di Dio.
Memoria e novità, tuttavia, sono inseparabili nel dinamismo della vita cristiana. Le nostre discussioni prenderanno vita se sapremo essere insieme radicati nella memoria delle grandi opere compiute dal Signore ed aperti alla sua perenne e sempre nuova freschezza. Non c’è alcuna competizione tra le due”.
Solo se il cuore è aperto i doni saranno grandi: “I discepoli avevano nutrito i 5.000, ma restavano intrappolati nella vecchia logica del calcolo. Tutto ciò che erano riusciti ad offrire erano cinque pani e pochi pesci. Dovevano scoprire che, nella logica del Regno, i loro piccoli doni erano più che sufficienti per migliaia di persone. Il Signore della mietitura compie miracoli con ciò che offriamo”.
Ed ecco che con la grazia di Dio tutto diverrà sufficiente: “Di fronte alle grandi sfide del mondo e della Chiesa, potremmo sentirci come se avessimo poco da offrire. Cosa possiamo dire o fare che possa davvero fare la differenza? Eppure, con la grazia di Dio, il nostro poco sarà più che sufficiente. Non induriamo il cuore, ma apriamolo ai doni incalcolabili di Dio, che ci concede la grazia senza misura se apriamo le mani e le orecchie a Lui e agli altri”.



























