Papa Leone XIV chiede garanzia per la sovranità del popolo venezuelano
“La speranza cristiana, infatti, non si basa su previsioni ottimistiche o calcoli umani, ma sulla scelta di Dio di condividere il nostro cammino, affinché non siamo mai soli nella traversata della vita. Questa è l’opera di Dio: in Gesù si è fatto uno di noi, ha scelto di stare con noi, ha voluto essere per sempre il Dio-con-noi. La venuta di Gesù nella debolezza della carne umana, se da una parte ravviva in noi la speranza, dall’altra ci consegna un duplice impegno, uno verso Dio e l’altro verso l’uomo”: commentando le parole del Vangelo di san Giovanni, prima della recita dell’Angelus papa Leone XIV ha ricordato che la speranza cristiana basa le fondamenta sulla scelta di Dio di farsi uomo.
A due giorni dalla conclusione del Giubileo il papa ha spiegato che la fede cristiana non può essere pensata escludendo la carnalità di Gesù: “Verso Dio, perché se Egli si è fatto carne, se ha scelto la nostra umana fragilità come sua dimora, allora siamo sempre chiamati a ripensare Dio a partire dalla carne di Gesù e non da una dottrina astratta”.
Quindi una spiritualità senza l’incarnazione è un’astrazione: “Perciò, dobbiamo sempre verificare la nostra spiritualità e le forme in cui esprimiamo la fede, perché siano davvero incarnate, capaci cioè di pensare, pregare e annunciare il Dio che ci viene incontro in Gesù: non un Dio distante che abita un cielo perfetto sopra di noi, ma un Dio vicino che abita la nostra fragile terra, si fa presente nel volto dei fratelli, si rivela nelle situazioni di ogni giorno”.
Di conseguenza si è incarnato in ogni uomo: “Verso l’uomo, il nostro impegno deve essere altrettanto coerente. Se Dio è diventato uno di noi, ogni creatura umana è un suo riflesso, porta in sé la sua immagine, custodisce una scintilla della sua luce; e questo ci chiama a riconoscere in ogni persona la sua dignità inviolabile e a esercitarci nell’amore vicendevole gli uni verso gli altri”.
Ecco l’invito alla solidarietà: “Così, l’incarnazione ci chiede anche un impegno concreto per la promozione della fraternità e della comunione, perché la solidarietà diventi il criterio delle relazioni umane, per la giustizia e per la pace, per la cura dei più fragili e la difesa dei deboli. Dio si è fatto carne, perciò non c’è culto autentico verso Dio senza la cura per la carne umana”.
Solidarietà espressa, dopo la recita dell’Angelus, al popolo venezuelano dopo che il presidente degli USA ha catturato il presidente venezuelano con la moglie con l’invito al rispetto del diritto costituzionale di ogni Stato: “Il bene dell’amato popolo venezuelano deve prevalere sopra ogni altra considerazione e indurre a superare la violenza e intraprendere cammini di giustizia e di pace, garantendo la sovranità del Paese, assicurando lo stato di diritto inscritto nella Costituzione, rispettando i diritti umani e civili di ognuno e di tutti e lavorando per costruire insieme un futuro sereno di collaborazione, di stabilità e di concordia, con speciale attenzione ai più poveri che soffrono a causa della difficile situazione economica. Per questo prego e vi invito a pregare, affidando la nostra preghiera all’intercessione della Madonna di Coromoto e dei Santi José Gregorio Hernández e Suor Carmen Rendiles”.
Mentre i vescovi venezuelani hanno invitato il popolo a pregare per l’unità: “Alla luce degli eventi che si stanno verificando oggi nel nostro Paese, chiediamo a Dio di donare a tutti i venezuelani serenità, saggezza e forza”, con l’esortazione “a vivere più intensamente la speranza e la fervente preghiera per la pace nei cuori e nella società”, attraverso il rifiuto di ‘ogni forma di violenza’.
Pa Christi International ha condannato questa ‘operazione’ americana richiamando le parole del papa per una pace ‘disarmata e disarmante’: “Tali dimostrazioni di forza sono in palese contrasto con il diritto internazionale e rischiano di legittimare azioni simili da parte degli Stati più potenti.
Facendo eco alle parole di Papa Leone XIV, Pax Christi International chiede la cessazione immediata delle azioni militari in Venezuela, continuando a schierarsi fermamente dalla parte di una pace giusta e disarmata”.
Anche per le Acli il ‘raid’ statunitense è un attacco al diritto internazionale: “Le ACLI esprimono ferma condanna per l’attacco aereo condotto nella notte dall’Amministrazione statunitense contro il Venezuela e per il successivo rapimento del Presidente Nicolás Maduro e di sua moglie. Si tratta di un atto che appare privo di qualsiasi legittimazione sul piano del diritto internazionale e che configura, nei fatti, una grave aggressione alla sovranità di uno Stato”.
Al contempo hanno condannato il regime autoritario di Maduro, affermando però che l’attacco statunitense viola un diritto internazionale: “Nessuno può ignorare o giustificare le gravi responsabilità politiche e democratiche del regime autoritario e violento di Nicolás Maduro.
Tuttavia, questo non è il punto. Così come non lo era vent’anni fa nel caso dell’Iraq di Saddam Hussein. Il principio fondamentale resta uno: spetta ai popoli decidere del proprio futuro. Ogni intervento militare esterno, motivato da interessi geopolitici ed economici, viola questo diritto e apre scenari di instabilità e violenza incontrollabile”.
Nel comunicato le Acli hanno sottolineato il compito dell’ONU contro ogni invasione territoriale: “Se i principi su cui, ottant’anni fa, è stata fondata l’Organizzazione delle Nazioni Unite conservano ancora un valore, questa aggressione deve essere condannata con la stessa nettezza con cui vanno condannate tutte le violazioni del diritto internazionale: dall’invasione russa dell’Ucraina, all’offensiva israeliana su Gaza, fino alle minacce di aggressione nei confronti di Taiwan”.
Infine hanno chiesto all’Italia di tutelare la popolazione italiana: “Al Governo italiano chiediamo di intervenire con urgenza, anche chiedendo conto all’amministrazione USA, per la tutela della numerosa comunità di origine italiana residente in Venezuela, già duramente colpita da una crisi profonda…
Le ACLI, anche attraverso la loro presenza in Venezuela dove sono riferimento per oltre 160.000 italiani, sono vicine alla popolazione e ribadiscono il proprio impegno concreto e solidale per la pace, il rispetto del diritto internazionale e la tutela dei popoli, contro ogni forma di violenza, sopraffazione e logica di potenza”.
Ed anche ieri al termine del concerto di Natale della Cappella musicale ‘Sistina’ il papa aveva invocato pace nel mondo: “Carissimi, vorrei dedicare questo Concerto ai bambini che, in tante parti del mondo, hanno vissuto questo Natale senza luci, senza musiche, senza nemmeno il necessario per la dignità umana, e senza pace. Il Signore, al quale abbiamo voluto elevare stasera i nostri canti di lode, ascolti il gemito silenzioso di questi piccoli, e doni al mondo, per intercessione della Vergine Maria, giustizia e pace”.
(Foto: Acli)


























