I giovani europei a Parigi accolti da messaggi di pace
Oggi i giovani europei iniziano gli incontri a Parigi, accolti dalla Comunità di Taizè per riflettere sul tema del 48^ Pellegrinaggio di fiducia sulla terra, ‘Chi cercate?’; e dopo il messaggio di papa Leone XIV, il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo, ha scritto che i giovani sono la speranza: “La vostra presenza, il vostro cammino e il vostro impegno testimoniano una speranza viva, capace di illuminare il nostro mondo, così spesso oscurato dall’incertezza, dalla paura e dalla divisione. Provenite da Paesi, culture e tradizioni ecclesiali diversi.
Eppure, avete risposto alla stessa chiamata: partire, abbandonare per un periodo le vostre abitudini, per incontrare altri giovani, pregare insieme, ascoltare, dialogare e ricercare il senso profondo di una vita autenticamente cristiana. Questo pellegrinaggio di fiducia è un segno prezioso: mostra che i giovani di oggi non si rassegnano all’indifferenza o all’isolamento, ma osano credere che l’incontro con l’altro è fonte di arricchimento, non di minaccia”.
La domanda di questo pellegrinaggio è fondamentale per i giovani: “Attraverso il tema che vi viene proposto (‘Che cosa cercate?’) siete invitati a rispondere a una domanda essenziale, quella che Cristo stesso rivolge a coloro che si avvicinano a Lui all’inizio del Vangelo: ‘Che cosa cercate?’. Questa domanda permea ogni esistenza umana. Vi chiama a discernere ciò che abita nel vostro cuore: i vostri desideri, le vostre paure, i vostri sogni, ma anche la vostra sete di verità, giustizia e amore. Non abbiate paura di questa domanda. Accoglietela nel silenzio e nella preghiera, perché è spesso lì che Dio si avvicina e sussurra una via”.
Per questo il patriarca ecumenico ha affermato che c’è bisogno del coraggio dei giovani: “Il mondo ha bisogno della vostra visione chiara, del vostro coraggio e della vostra capacità di speranza. Ha bisogno di giovani operatori di pace, capaci di resistere alla violenza, all’esclusione e al disprezzo per gli altri. Ha bisogno di testimoni di una fede umile, vissuta non come potere, ma come servizio.
Nella tradizione ortodossa, ci piace ricordarvi che la vera forza di un cristiano si manifesta nell’amore incondizionato e nella fedeltà al prossimo… Mentre camminiamo insieme in questi giorni, affidate il vostro cammino a Dio. Possa Egli illuminare le vostre menti, rafforzare i vostri cuori e donarvi la pace. Possa questo incontro aiutarvi a diventare, ovunque viviate, seminatori di fiducia, dialogo e riconciliazione”.
Anche il segretario della federazione luterana mondiale, rev. Anne Burghardt, è importante riflettere sulla domanda posta dall’incontro parigino: “Le vostre riflessioni sulla domanda di Cristo: ‘Cosa cercate?’ sono profonde ed incoraggianti. Cercando il silenzio, discernete una direzione, sperimentate una profonda gioia evangelica, scoprite il coraggio di lavorare per la giustizia e la pace, così urgentemente necessarie oggi, e vivete tutto questo insieme, in comunità, in una comunione sostenuta e costantemente rinnovata dalla promessa di Cristo.
Per la Federazione Luterana Mondiale, questa ricerca è radicata nella speranza. La promessa di Dio di fare nuove tutte le cose dona speranza; una speranza che, da un lato, affonda le sue radici nella prospettiva del compimento ultimo di tutte le cose e che, dall’altro, può già essere intravista qui e ora: ‘Ecco, io faccio nuove tutte le cose’. Sì, rispondendo alla domanda e alla chiamata di Cristo, attraverso la vostra ricerca e risposta, Dio interviene misteriosamente nel corso della storia, facendo nuove tutte le cose”.
Mentre il segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese, rev. Jerry Pillay, ha sottolineato che la domanda è fondamentale per il ‘nostro’ tempo: “Il tema che guida il vostro incontro risuona potentemente nel nostro tempo. La ricerca di significato, giustizia, pace e comunità in un mondo segnato da frammentazione e conflitti trova una forte eco anche all’interno del movimento ecumenico odierno.
Come Nicodemo, che andò da Gesù di notte, (curiosi, cauti e in cerca) molti giovani oggi affrontano la vita con domande profonde. Sono alla ricerca di significato, giustizia e appartenenza in mezzo alla complessità e all’incertezza del nostro mondo. Insieme a milioni di altre persone in tutto il mondo, vi state confrontando con domande fondamentali sull’identità, la vocazione e su cosa significhi veramente vivere bene”.
E’ un invito a nascere di nuovo: “Il significato della vita non inizia dall’avere tutte le risposte, ma dall’essere aperti alla grazia trasformante di Dio. Questo brano esprime anche il profondo desiderio di giustizia che alberga nel nostro mondo. Gesù ci ricorda che Dio non ha mandato suo Figlio per condannare il mondo, ma per salvarlo.
Questo sfida qualsiasi idea che un cambiamento duraturo possa derivare dalla colpa, dall’esclusione o dalla paura. Molti giovani sono profondamente consapevoli delle ingiustizie ((povertà, razzismo, violenza, distruzione ambientale) e spesso si sentono sopraffatti da sistemi che sembrano resistenti al cambiamento”.
Il presidente della Conferenza delle Chiese europee (CEC), arcivescovo Nikita di Thyateira e della Grande Bretagna ha evidenziato che il pellegrinaggio è parte della tradizione cristiana: “Percorriamo un cammino e camminiamo lungo una via sacra, in cammino verso la nostra meta, un santuario sacro o un altro luogo sacro. Durante il nostro pellegrinaggio, incontriamo persone diverse e ci impegniamo in conversazioni e dialoghi; in questo modo, il viaggio si riempie di esperienze nuove e gioiose. Attraverso queste esperienze, impariamo, cresciamo, maturiamo e ci evolviamo, così da poter guardare al futuro con speranza”.
E’ un invito a trovare la pace: “Durante i giorni che trascorrerete insieme, affronterete temi essenziali: costruire comunità, dialogo e solidarietà, tra gli altri. Condividerete anche le vostre riflessioni sulla pace e su come promuovere questo valore in un momento di difficoltà per il nostro mondo. Siete chiamati a impegnarvi per trovare la pace nei vostri cuori, tra di voi e con il mondo intero. Portate la pace di Cristo alle anime in difficoltà e guidatele a unirsi a voi nella costruzione di nuove relazioni di fiducia e amicizia”.
Il segretario del forum mondiale cristiano, rev. Casely Baiden Essamuah, ha invitato i giovani a cercare Gesù: “Come Maria e Giuseppe, che affrontarono paura, incertezza e prove personali all’ombra dell’Impero Romano, anche noi siamo chiamati a portare i nostri interrogativi, le nostre ansie e le nostre speranze alla luce della sua presenza, confidando che, anche nel cuore del caos, Dio ci incontra lì dove siamo, offrendoci guida, conforto e forza di pace.
In una cultura che privilegia la velocità alla riflessione, la tecnologia alla connessione umana e il fare all’essere, prego che questo tempo a Taizé sia per voi uno spazio di rinnovato incontro con Cristo. Lasciate che il silenzio parli al vostro cuore. Che la preghiera, la lode e la vita comunitaria vi aprano allo Spirito. Ascoltate le storie di chi vi circonda (amici da ogni continente) e ricordate: non siete soli nelle vostre lotte, nei vostri interrogativi o nelle vostre aspirazioni, e le mie preghiere sono con voi mentre scrivo questo messaggio”.
Il segretario generale dell’Alleanza evangelica mondiale, Botrus Mansour, ha ringraziato i giovani per tale scelta coraggiosa: “Come pellegrini di pace, il vostro compito sembra schiacciante in un mondo che sta cadendo a pezzi. Potreste anche lottare per la vostra pace, cercando le necessità della vita in un mondo distrutto. Cose come la direzione, il significato, la giustizia, il silenzio, la gioia… Dio si è fatto uomo senza perdere la Sua divinità: che onore e che alta dignità per l’umanità! Eppure, ha dovuto percorrere questa strada difficile per morire per i nostri peccati. Attraverso la Sua morte e risurrezione, ci riporta al nostro bisogno fondamentale: una comunione senza ostacoli con il nostro Padre Celeste, la nostra casa divina a cui apparteniamo. A cui apparteniamo insieme!”


























