Papa Leone XIV: difendiamo la famiglia dalle tirannie
“Oggi celebriamo la Festa della Santa Famiglia e la Liturgia ci propone il racconto della ‘fuga in Egitto’. E’ un momento di prova per Gesù, Maria e Giuseppe. Sul quadro luminoso del Natale si proietta infatti, quasi improvvisamente, l’ombra inquietante di una minaccia mortale, che ha la sua origine nella vita tormentata di Erode, un uomo crudele e sanguinario, temuto per la sua efferatezza, ma proprio per questo profondamente solo e ossessionato dalla paura di essere spodestato”: nella domenica dedicata alla Santa Famiglia papa Leone XIV ha invitato a pregare per le famiglie che soffrono a causa della guerra.
Le stragi avvengono perché chi è al potere vede la minaccia dove non è e si accanisce sui ‘vulnerabili’: “Egli, quando apprende dai Magi che è nato il ‘re dei Giudei’, sentendosi minacciato nel suo potere, decreta l’uccisione di tutti i bambini di età corrispondente a quella di Gesù. Nel suo regno Dio sta realizzando il miracolo più grande della storia, in cui trovano compimento tutte le antiche promesse di salvezza, ma questo lui non riesce a vederlo, accecato dal timore di perdere il trono, le sue ricchezze, i suoi privilegi”.
Chi è accecato dal potere non riesce a vedere Dio: “A Betlemme c’è luce, c’è gioia: alcuni pastori hanno ricevuto l’annuncio celeste e davanti al Presepe hanno glorificato Dio, ma di tutto ciò niente riesce a penetrare oltre le difese corazzate del palazzo reale, se non come eco distorta di una minaccia, da soffocare nella violenza cieca”.
Per questo la Famiglia è costretta alla migrazione per portare a compimento il piano redentivo di Dio: “Proprio questa durezza di cuore, però, evidenzia ancora di più il valore della presenza e della missione della Santa Famiglia che, nel mondo dispotico e ingordo che il tiranno rappresenta, è nido e culla dell’unica possibile risposta di salvezza: quella di Dio che, in totale gratuità, si dona agli uomini senza riserve e senza pretese.
Ed il gesto di Giuseppe che, obbediente alla voce del Signore, porta in salvo la Sposa e il Bambino, si manifesta qui in tutto il suo significato redentivo. In Egitto, infatti, la fiamma d’amore domestico a cui il Signore ha affidato la sua presenza nel mondo cresce e prende vigore per portare luce al mondo intero”.
Riprendendo l’omelia di papa Francesco al mondiale delle famiglie del 2022 papa Leone XIV ha invitato a ‘custodire’ il Vangelo per sconfiggere Erode, che vuole distruggere la famiglia: “Mentre guardiamo con stupore e gratitudine a questo mistero, pensiamo alle nostre famiglie, e alla luce che pure da esse può venire alla società in cui viviamo. Il mondo, purtroppo, ha sempre i suoi ‘Erode’, i suoi miti di successo ad ogni costo, di potere senza scrupoli, di benessere vuoto e superficiale, e spesso ne paga le conseguenze in solitudine, disperazione, divisioni e conflitti.
Non lasciamo che questi miraggi soffochino la fiamma dell’amore nelle famiglie cristiane. Al contrario, custodiamo in esse i valori del Vangelo: la preghiera, la frequenza ai sacramenti (specialmente la Confessione e la Comunione) gli affetti sani, il dialogo sincero, la fedeltà, la concretezza semplice e bella delle parole e dei gesti buoni di ogni giorno. Ciò le renderà luce di speranza per gli ambienti in cui viviamo, scuola d’amore e strumento di salvezza nelle mani di Dio”.
Mentre in mattinata l’arciprete della Basilica papale di San Paolo Fuori le Mura, card. James Michael Harvey, nell’omelia della concelebrazione eucaristica con il rito di chiusura della Porta Santa, ha sottolineato il suo significato spirituale: “La Porta Santa che oggi si chiude è molto più di un semplice varco materiale, è stata una soglia spirituale, una chiamata rivolta a ciascuno a lasciare ciò che appesantisce il cuore per entrare nello spazio della misericordia. Attraversarla ha significato riconoscere che la salvezza scaturisce dall’umile affidamento a Colui che solo può dare senso pieno alla nostra vita. La tradizione della Chiesa ci ricorda che la Porta Santa era il segno del ritorno alla casa del Padre, ancora oggi , Dio non chiude mai la porta all’uomo, è l’uomo che è chiamato ad attraversarla”.
E chi ha attraversato la Porta Santa deve saper portare Cristo nel mondo: “Il pellegrino che ha attraversato la Porta è inviato a tornare nel mondo come testimone, portando nella vita quotidiana il dono ricevuto. Si apre davanti a noi una responsabilità: siamo chiamati ad essere testimoni credibili di speranza in un mondo segnato da divisioni e paure. Rimanga aperta la porta della missione, perché il mondo ha bisogno di Cristo”,
(Foto: Santa Sede)


























