Rilevanza delle virtù teologali nell’ermeneutica del Magistero e della Magistratura: analisi comparativa sul piano sociologico, teologico, storico e giurisprudenziale

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Concludendo, come ho già anticipato, in quest’ ultima parte  espongo eziologicamente,  brevi cenni anche  sull’ interpretazione storica del Cristianesimo e sull’ esemplare “conversione dei santi ”, su cui si fonda ontologicamente  quanto finora ho approfondito in questo inedito lungo articolo, tentando di essere esaustivo, obiettivo, semplice e chiaro cito un testo dottrinale di Erminio Fonzo (Dottore di ricerca in Storia) il quale evidenzia alcuni concetti che condivido, inizia affermando  che  la sfida più importante che deve affrontare oggi il cristianesimo è la secolarizzazione, cioè la diminuzione del peso della religione nella società, nella politica e nella vita delle persone. La secolarizzazione interessa pressoché tutto il mondo cristiano ed è particolarmente intensa nei Paesi più sviluppati.

Sintetizzando sul piano esegetico, l’origine del cristianesimo (di cui mia moglie Marcella Varia è fervente Cultrice), gli studiosi evidenziano che la Palestina, il Mediterraneo e un vasto settore dell’Europa erano controllati dall’impero romano, nel quale prevaleva la religione pagana. Gli apostoli iniziarono la predicazione per diffondere il cristianesimo subito dopo la morte di Gesù, riuscendo a far accettare la nuova religione da vasti settori della popolazione. Il cristianesimo aveva infatti il vantaggio di offrire una speranza di salvezza e di “vita eterna” ai fedeli, proponendo messaggi facili e comprensibili a tutti. La nuova religione era però osteggiata dalle autorità politiche, perché i cristiani rifiutavano di prestare servizio militare e di tributare onori divini all’imperatore. Il cristianesimo delle origini era perciò una religione clandestina. Molti cristiani subirono carcerazioni e condanne a morte per la loro fede.

Il cristianesimo fu legalizzato nel 313 dall’imperatore Costantino e dichiarato religione ufficiale dell’impero nel 380 da Teodosio. Perciò la religione poté essere praticata alla luce del sole, nacquero nuove comunità, furono edificati edifici di culto e proseguì l’elaborazione dottrinale, già avviata nei secoli precedenti. I cristiani adattarono la dottrina alle esigenze politiche ( cioè legislative, giurisdizionali, amministrative, ecc. cfr. https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.geopop.it/cristianesimo-storia-origini-fondatore-riassunto/&ved=2ahUKEwi8o5DU4aCPAxXpg_0HHRRWO-wQFnoECBkQAQ&usg=AOvVaw1wnP9A1Vnbh9wr8iLrvwt9pee……..).

Gli esperti della materia affermano che il cristianesimo quindi resta la religione più praticata al mondo (che professo per la mia fede, nella speranza e con carità dalla nascita, che, per i miei studi, per le mie pluriennali esperienze, avendo anche partecipato insieme a mia moglie con me nella foto ad alcune celebrazioni liturgiche di altre apprezzate Religioni esistenti in tutti i Continenti del  mondo visitati per 8 mesi dal 2014 al 2018, ritengo in coscienza, con il massimo rispetto per tutte le altre Confessioni, è quella che mi accosta spiritualmente alla SS. Trinità ed alla Madre di Dio quotidianamente ( cfr. https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=http://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/apost_letters/documents/20251123-in-unitate-fidei.html&ved=2ahUKEwjMuM6HiI2RAxWt87sIHVGMKB8QFnoECBoQAw&usg=AOvVaw2Iq4UTlcTMg_AuhXCTqL5J : Il nostro Pontefice scrive il 24 Novembre 2025  “ È quindi una provvidenziale coincidenza che in questo Anno Santo, dedicato alla nostra speranza che è Cristo, si celebri anche il 1700° anniversario del primo Concilio Ecumenico di Nicea, che proclamò nel 325 la professione di fede in Gesù Cristo, Figlio di Dio. È questo il cuore della fede cristiana. Ancor oggi nella celebrazione eucaristica domenicale pronunciamo il Simbolo Niceno-costantinopolitano, professione di fede che unisce tutti i cristiani. Essa ci dà speranza nei tempi difficili che viviamo, in mezzo a molte preoccupazioni e paure, minacce di guerra e di violenza, disastri naturali, gravi ingiustizie e squilibri, fame e miseria patita da milioni di nostri fratelli e sorelle…..

Il Credo di Nicea ci invita allora a un esame di coscienza. Che cosa significa Dio per me e come testimonio la fede in Lui? L’unico e solo Dio è davvero il Signore della vita, oppure ci sono idoli più importanti di Dio e dei suoi comandamenti? Dio è per me il Dio vivente, vicino in ogni situazione, il Padre a cui mi rivolgo con fiducia filiale? È il Creatore a cui devo tutto ciò che sono e che ho, le cui tracce posso trovare in ogni creatura? Sono disposto a condividere i beni della terra, che appartengono a tutti, in modo giusto ed equo? Come tratto il creato, che è opera delle sue mani? Ne faccio uso con riverenza e gratitudine, oppure lo sfrutto, lo distruggo, invece di custodirlo e coltivarlo come casa comune dell’umanità? ..” ).  

Secondo le stime più attendibili conta circa 2,4 miliardi di fedeli nel mondo, diffusi soprattutto in Europa, America, Oceania, Africa centrale e meridionale, Il livello di religiosità dei fedeli è però estremamente vario e moltissimi cristiani, pur dichiarandosi religiosi, non partecipano ai culti (come ho anticipato nella prima parte). Non dimentichiamo che il cristianesimo è una religione monoteista, basata sulla rivelazione figura di Gesù Cristo (da cui il nome della religione) come figlio di Dio (noi cattolici dobbiamo preminentemente sapere chi è per noi il nostro SALVATORE (cfr.https://youtu.be/FpO3QChYPX8?si=y0HtIPad4x8NSEa8

“Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio»).

 La predicazione è “codificata” nei Vangeli presenti nel Nuovo Testamento della Bibbia, testo sacro della religione. Il cristianesimo, com’ è noto, emerse in Palestina (nel 2014 partecipammo anche ad un pellegrinaggio in Terra Santa che visitammo insieme al nostro amico Mons. Raimondo Abbandoni) nel I secolo d.C. come “corrente” dell’ebraismo, che era all’epoca la religione più diffusa nella regione. I cristiani accettarono numerosi precetti della religione ebraica e riconobbero come libro sacro la Bibbia (l’Antico Testamento), ma vi associarono un “Nuovo Testamento”, composto dai Vangeli e da altri testi (già enunciati).

I cristiani, infatti, non riconoscevano completamente la teologia ebraica e ritenevano che Gesù Cristo fosse il Messia mandato da Dio per “salvare” il genere umano (per gli ebrei il Messia deve ancora arrivare, tuttavia vi invito ad ascoltare la “confessione “ di questo docente di Teologia ebraica che si converte al cristianesimo, cfr. il suggestivo, emozionante video/audio   https://youtu.be/4QvFWdfHEtw?si=eC_a02xbhi8uIhQL ). 

La disamina qui illustrata è stata acclarata anche  da questo stupendo articolo, apprezzato anche dal nostro Don Salvatore Lazzara, pubblicato,  il 13/11/2025 dal mio amico Dr. Simone Baroncia v. Direttore di questa rivista cattolica, che ringrazio (afferma il Papa: “La seconda dimensione consiste nella testimonianza nella carità: “Per spargere nel mondo il buon aroma di Dio, allora, sforzatevi di amarvi con affetto sincero, come sorelle, e di portare nel cuore, nel nascondimento, ogni uomo e donna di questo mondo, per presentarli al Padre nella vostra preghiera. Senza clamore, abbiate attenzione e premura le une per le altre e fatevi modello di cura verso tutti, ovunque il bisogno lo richieda e le circostanze lo consentano. In una società tanto proiettata verso l’esteriorità, in cui pur di trovare palcoscenici e applausi non si esita, a volte, a violare il rispetto delle persone e dei sentimenti, il vostro esempio di amore silenzioso e nascosto sia di aiuto per una riscoperta del valore della carità quotidiana e discreta, intenta alla sostanza del volersi bene e libera dalla schiavitù delle apparenze” (cfr. https://www.korazym.org/116361/papa-leone-xiv-chiede-di-tutelare-la-dignita-di-ogni-persona/?fbclid=IwdGRzaAODxpljbGNrA4PGHGV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHiAC_C2PtUOpn7su2UtqlHsSZyt1fqUnMRSY8jwh902j0aoPTncXtEAfPKD5_aem_xrTeNz8tesWQ6jrlcbN_cQ&sfnsn=scwspwa ).

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