Rilevanza delle virtù teologali nell’ermeneutica del Magistero e della Magistratura: analisi comparativa sul piano sociologico, teologico, storico e giurisprudenziale
Nella settima parte di questo articolo (inevitabilmente di lunga stesura, ritenendolo tematicamente inedito ed esclusivo nel contesto ermeneutico comparativo) ho approfondito, come già evidenziato, anche i significati di Fede e di Cristianesimo collegati alla conversione esemplare dei “Santi peccatori”.
Esaminando la prima nozione evidenzio che secondo l’interpretazione teologica vigente, la fede viene distinta, da un altro sommo dottore della Chiesa Sant’Agostino (caro al nostro Pontefice, che nella sua esistenza laicale fu un uomo come tutti noi come puntualizzerò in prosieguo), in ‘fides qua’ cioè la fede come atto personale, abbandono a Dio e atto di obbedienza, e come ‘fides quae’, cioè la fede come insieme delle verità di fede, dottrina e insegnamento del Magistero. La fides qua è l’adesione interiore e la fiducia personale in Dio. Desidero puntualizzare che Agostino era un uomo come tutti noi (cfr. la biografia), con vari problemi esistenziali (supportato dalla mamma, la futura Santa Monica), ma restò affascinato dalla personalità di Ambrogio, dal quale viene convertito al cristianesimo nel 385. Decisivo per la sua conversione – così narra egli stesso nelle sue “Confessioni”, testo che diverrà un classico della teologia e della letteratura – sarebbe stata l’esperienza vissuta in un giardino, quando sentì la voce di una bimba che canticchiava “tolle lege”, ossia prendi e leggi, invito che egli riferì alla Bibbia, che, a quel punto, aprì a caso, cadendo su un passaggio di San Paolo. Diventò così catecumeno e la notte fra il 24 e il 25 aprile 386, vigilia di Pasqua, ricevette il battesimo dalle mani del vescovo Ambrogio.
Nel 391 venne ordinato sacerdote della Chiesa cristiana e nel 396 divenne vescovo di Ippona, cfr. https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.parrocchiasantagostino.eu%2Fparrocchia-sant-agostino%2Fsantagostino-biografia-del-santo%2F%3Ffbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTEAAR72kWjakggX4B6UxgPdYLiWRenlEN1fIeqeUIKLZNTyjo7GUB8zYo1GlcXWHw_aem_i7ygGtbPbe29XMRUdtZgwQ&h=AT1wDdwelM71nR3QFh4e-RMMF_d68DwAYy63wb92QCLNVWJrnVkoaEm4pK9EK6Oqrelzp9XL2WoIMSnlIoMDp9M3qubD7ts3N5IHJPOqr3pwJkTWNCd8tbHLKHvFZR-ZF_4e&__tn__=H-R&c[0]=AT3e78AUZw26UgVabGV5Pcpnuyax0p9GnEWVkh-MSHioyEaxzKyIgZ68yLKXyZmuCxMFZGJODVhafyNhnhfft5FunuMKs45AMTudh7gR24vhb42MjNWmom2zAGIRaCzGnV39uI2seQpV11uec15PX_o6GXZFAAOE99DyjOTsbqxDjOvD4Ww ).
Quindi la fides quae (accezione a me più cara) è il contenuto della fede, cioè il “cosa si crede” e il “cosa viene creduto”, trasmesso attraverso l’insegnamento ( dei Testi costituzionali, pastorali, canonici, ecc.) del Magistero della Chiesa ( cfr. https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/pcb_documents/rc_con_cfaith_doc_19930415_interpretazione_it.html ).
Conseguentemente evidenzio che le scienze umane, in particolare l’Antropologia, il Diritto (due materie da me insegnate alla Facoltà di Giurisprudenza, anche sul piano criminologico, cfr. https://www.facebook.com/photo.php?fbid=7306248526157486&set=pb.100003172337895.-2207520000&type=3 ), la Storia, la Sociologia e la Psicologia ( discipline da me studiate durante il mio Corso di Laurea alla Facoltà di Scienze politiche, di cui è un Maestro eccelso il nostro carissimo amico il Rev.mo Padre Ch.mo Prof. Giovanni Salonia, Psicoterapeuta, Teologo, già ministro provinciale dei frati cappuccini, relatore in un convegno diocesano da noi organizzato il 17/2/2019, cfr. https://www.facebook.com/photo.php?fbid=5506035379512152&set=pb.100003172337895.-2207520000&type=3 ), la Teologia, il Magistero pontificio, il Diritto di famiglia ed il Diritto canonico ( discipline da noi coniugi insegnate, ribadisco, presso il gruppo pastorale diocesano da noi fondato citato in epigrafe, dal 2013 al 2023, spesso in presenza del nostro menzionato amico laureato in Teologia Fabio Caldara ed anche con docenti di ruolo di tali materie e con giudici ecclesiastici partecipanti spesso ai nostri convegni/ lezioni/relazioni/catechesi, sotto l’egida del Cardinale Paolo Romeo, canonista, nunzio apostolico per 50 anni, Arcivescovo emerito di Palermo, cfr. la nostra foto insieme https://www.facebook.com/photo.php?fbid=2377195082396213&set=t.100003172337895&type=3 ) possono contribuire a una migliore comprensione di molti aspetti ermeneutici qui da me enunciati.
È opportuno tuttavia notare che esistono varie scuole, con notevoli divergenze sulla natura stessa di queste scienze. Detto ciò, un buon numero di esegeti ha recentemente tratto profitto da questo genere di ricerche”, confermando che la fede è il rapporto d’amore con Dio (al quale noi ci abbandoniamo: fides qua) vissuto dentro l’intreccio dei rapporti umani che costituiscono la Chiesa (che insegna attraverso il Magistero: fides quae). Allenare questi rapporti, approfondirli e modellarli sull’esempio dei rapporti di Gesù, porta a poco a poco a renderli visibilmente sempre più luminosi e liberi. E tutto ciò si vede. Si vede se perdoniamo i torti subiti, se rispondiamo al male con il bene, se siamo miti e magnanimi, se amiamo i nostri nemici. Si vede se abbiamo un occhio di riguardo per i più bisognosi, se non salutiamo solo chi ci sta simpatico, se sacrifichiamo noi stessi per il bene degli altri. Si vede perché è l’amore a renderci reali. Quando amiamo siamo realmente umani, proprio per questo, addirittura divini.
Quindi mi chiedo: “Siamo perfetti come il Padre, misericordiosi come Dio, uomini come Gesù?”
Tali insegnamenti sono stati sempre evidenziati dagli studiosi ( cfr. https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.osservatoreromano.va/it/news/2023-02/quo-037/perfetti-come-un-dio-greco-o-come-il-padre.html&ved=2ahUKEwicy7Ov3LmPAxXogP0HHQNTJSIQFnoECCIQAQ&usg=AOvVaw2_uuLuNGjEYmytBgxPsh9H ).
A tal proposito ribadisco che la Costituzione parallela a quelle già citate LG e GS) dogmatica del Concilio Ecumenico Vaticano Secondo ( 1965) “Dei Verbum n. 1” si apre evidenziando il beneplacito di Dio che ha voluto “rivelare” a tutti gli uomini (cioè all’Umanità intera) il mistero della sua volontà, il suo fine è di ammettere l’uomo alla comunione con Lui, venendogli incontro con il dono di 3 vie, cioè la creazione, la storia e la parola.
Gli studiosi insegnano anche che i testi del Magistero evidenziano che vertice della Rivelazione è la Sacra Scrittura, accolta e trasmessa dalla Comunità credente, cioè Tradizione, in riferimento alla predicazione degli apostoli ed al costante insegnamento della Chiesa; la prima è definita, l’altra cresce in quanto con l’assistenza dello Spirito Santo aumenta la comprensione di ciò che è stato trasmesso attraverso la contemplazione, lo studio, l’intelligenza, la predicazione dei Vescovi e dei Sacerdoti (attualmente apprezziamo in modo particolare le omelie domenicali del nostro direttore spirituale Don Salvatore Lazzara).


























