Rilevanza delle virtù teologali nell’ermeneutica del Magistero e della Magistratura: analisi comparativa sul piano sociologico, teologico, storico e giurisprudenziale
Sottolineo, altresì, che l’attuale Cardinale Vicario del Pontefice ha individuato le caratteristiche che oggi devono sussistere per entrare in seminario e poi diventare presbitero, (cfr. https://share.google/brPALNvOr3dPPM7MB :La formazione dei sacerdoti oggi: intervista al Card. Reina -di Chiara Lozupone – 25 Settembre 2025 “Una riflessione su sacerdozio e percorso di formazione nei seminari”)
Nemmeno lo spirito mente: più ce ne si prende cura, più la vita tende verso la perfezione di chi ha il compito di “giudicare, da un lato i peccati e, dall’altro, gli illeciti ” ( cfr. la mia recensione su “Peccato e reato: Comparazione giuspenale, giuscanonica, morale, teologica, filosofica e sociologica: pubblicazione del Cardinale Pietro Palazzini, Presidente enerito della Corte di Cassazione dello Stato Città del Vaticano, Suprema Giurisdizione ecclesiastica https://gloria.tv/post/8WTi7XQgAziZ2dEL6jqZni9h1 ).
Detto così (avere il dono della “perfezione”) può sembrare un po’ esagerato, eppure è proprio quello che Gesù dice nel Vangelo: «Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste» come è il Padre? Chi l’ha mai visto? In che senso possiamo diventare perfetti come lui? A partire da Gesù il Padre non è più un’idea, perché lui, il Figlio, ce lo ha rivelato e con la sua vita ce ne ha mostrato la perfezione. Quindi sì, possiamo diventare perfetti come il Padre perché possiamo allenarci a vivere come Gesù. E in teoria, come per la palestra, se uno mette in pratica il Vangelo e si fa guidare dallo Spirito, allora i risultati si vedono. Si vedono, sì, perché la fede non è una faccenda privata, ma condiziona il modo in cui stiamo al mondo. Non è solo questione di ciò che pensiamo e sentiamo, ma prende forma nella postura esistenziale con cui stiamo di fronte agli eventi della vita.
Interpretando le parole del pontefice, ciò che oggi serve è, potremmo dire, una «teologia in uscita». Al riguardo, risulta significativo l’appello rivolto alla facoltà di teologia – e quindi a tutte le facoltà di teologia – affinché possa far risaltare la bellezza e la credibilità del deposito della fede. Compito, quest’ultimo, che non è scisso o scindibile dal servizio pastorale ritenuto di «vitale importanza» (cfr. https://share.google/HrpiwNec4JmDYcc7b ).


























