Rilevanza delle virtù teologali nell’ermeneutica del Magistero e della Magistratura: analisi comparativa sul piano sociologico, teologico, storico e giurisprudenziale
In questa sesta parte, dopo la disamina comparativa delle diverse tipologie ermeneutiche in materia sociologica, magisteriale e magistratuale, umilmente ritengo necessario, in ordine all’esegesi teologica, specificare la “ratio della virtù”, su cui elaborai una mia tesina scritta (redigendo la recensione dei libri di testo del Centro accademico diocesano di Teologia di base e Diritto canonico S. Luca Evangelista di Palermo, frequentando con mia moglie Marcella Varia nella foto, 3 anni di corso ordinario, 2 anni di corsi di approfondimento, 2014/2019, che consiglio a tutti di seguire, superando esami/verifiche di 27 discipline, tesario finale e conseguimento del Titolo di merito; essendoci impegnati seriamente e spiritualmente abbiamo ottenuto il massimo dei voti, grazie al Direttore emerito Mons. Salvo Priola ed anche agli ottimi docenti tutti laici e giovani: fra tanti Michelangelo Nasca, Maria Catena, Angelo Bianco, Toni Caruso, ecc.
L’esercizio delle virtù consente alla persona di compiere atti buoni, ma anche di dare il meglio di sé, in qualsiasi contesto opera (quindi anche in ambiti giurisdizionali) in quanto è una disposizione abituale e ferma a fare il bene, è espressione della padronanza di sé, disponibilità ad assecondare con spontaneità il bello, il buono, il vero e la comunione con gli altri.
Il fine primario della virtù è teologale, cioè adesione convinta alla benevolenza di Dio, è ubbidienza allo Spirito, è imitazione di Cristo. Com’ è noto la dottrina della chiesa distingue due gruppi di virtù: quelle cardinali (o umane) e quelle teologali.
Le virtù cardinali sono attitudini ferme, perfezioni abituali dell’intelligenza e della volontà che regolano i nostri atti, ordinano le nostre passioni e guidano la nostra condotta secondo la ragione e la fede, sono acquisite umanamente, sono i frutti e i germi di atti moralmente buoni: 1-Prudenza,2-Giustizia,3-Fortezza, 4-Temperanza (già sopra menzionate da Platone, riportate da T. Moro in ordine alla giustizia statuale). Tali virtù si radicano nelle virtù teologali le quali si riferiscono direttamente a Dio, ci dispongono a vivere in relazione con la Trinità, hanno come origine, causa ed oggetto Dio Uno e Trino: Fede, Speranza, Carità.
Esaminando i documenti del Concilio Ecumenico Vaticano Secondo (1965) evidenzio che la Costituzione (dogmatica) LG (39-42), a tal proposito, presenta una morale (citata in precedenza dalla giurisprudenza) della carità integrale invitando tutti, ognuno secondo i propri doni ed uffici (governativi, giurisdizionali, amministrativi, professionali, ecclesiali, ecc.) ad avanzare senza indugi verso la via della fede viva la quale accende la speranza ed opera per mezzo della carità.
La Costituzione (pastorale) GS, superando un’etica individualistica, traccia i principi fondamentali di una morale sociale a livello planetario, proponendo (n. 16) in forma sistematica ed autorevole una riflessione sulla coscienza morale, la quale occupa un posto centrale nell’antropologia e si pone in continuità con l’intelligenza, tesa alla ricerca del vero, e con la libertà, tesa alla ricerca del bene (17).
Quindi l’essere umano ha una ‘legge’ scritta da Dio dentro il suo cuore (il concetto ai giuristi è noto come ‘Diritto naturale’ coesistente con il “Diritto positivo”) secondo la quale sarà giudicato in quanto la coscienza è il nucleo più segreto ed il sacrario dell’uomo dove egli si trova solo con Dio, la cui voce risuona nell’intimità propria; tramite la coscienza si fa conoscere, in modo mirabile quella legge, che trova il suo compimento nell’amore di Dio e del prossimo.
Si evince che la coscienza ha tre funzioni:
-Intellettiva (quando realizza il processo che porta alla formulazione del “giudizio” morale);
-Parenetica (quando assume il ruolo di spronare la volontà a fare sempre il bene potenziale)
-Volitiva (quando è considerata come la facoltà che attua la scelta morale fondamentale).
Da ciò deriva che l’opzione fondamentale occupa un posto rilevante nella “teologia morale” per l’importanza che assume nella “prima conversione” e nella “conversione continua”, nella distinzione fra “peccato mortale e peccato veniale” ecc.. (cfr. in merito la cristologica omelia proclamata dal nostro Rev.mo Padre Salvatore Lazzara, domenica 5 Ottobre, il giorno successivo al suo compleanno: cfr. audio/video
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La coscienza indica, quindi, il porsi dell’uomo davanti al bene o al male, obbligato a scegliere, impegnando sia la volontà per scegliere e volere, sia l’intelligenza, per distinguere il bene e il male. A tal proposito nell’enciclica “Veritatis splendor” di San Giovanni Paolo II viene sottolineato che si tratta della scelta della fede, dell’obbedienza alla fede che opera mediante la carità e da qui è chiamata a fruttificare nelle opere; mediante tale scelta l’uomo è capace di orientare la sua vita e di tendere, con l’aiuto della grazia, verso il suo fine, seguendo l’appello divino, per cui non è pensabile separare l’opzione fondamentale dalle azioni concrete compiute quotidianamente.
Comparativamente puntualizzo che il citato Giudice Vitale sottolinea che si dà qui dunque per acquisito, per un verso, che la fede – qualora se ne abbia il dono – rimane parte integrante ed ineliminabile della coscienza giudicante e che, per altro verso, essa non mortifica, ma anzi esalta, dotandola di una più raffinata sensibilità, la capacità euristica propria del giurista.
E siccome abbiamo testé parlato di coscienza, mette conto di soffermarsi brevemente su come, della coscienza del giudice, si tratti nelle pagine della intervista qui commentata.
E debbo dire che se ne tratta in modo alquanto originale, dal momento che mentre si afferma da un lato che “la tutela effettiva dei diritti” potrà realizzarsi soltanto attraverso “una maturazione della coscienza collettiva e un ritorno a ragionamenti lucidamente argomentati”, da un altro lato, si ribadisce che dal momento che “il magistrato è istituzionalmente deputato ad attuare un interesse generale”, ciò, in alcuni casi, “impone la limitazione della sua libertà di coscienza”.
Insomma, un’idea di coscienza alquanto singolare – non me ne voglia Gabriella Luccioli – in forza della quale nel caso essa sia collettiva è bene che si espanda e maturi, mentre in caso sia quella del giudice, allora va limitata nell’interesse generale (cfr. la base della giustizia divina in Gv 3,16-21 “Dio ha mandato il Figlio nel mondo.16Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. 17Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
18Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. 19E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. 20Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. 21Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio” (abbiamo presente il ruolo giudicante in Persona Christi del Sacerdote durante la confessione?).Come ho già puntualizzato, se uno va od opera in chiesa, prega regolarmente, segue il Vangelo e studia i testi del Magistero della Chiesa dovrebbe comprendere parallelamente anche tale spirituale ruolo “ giudicante” ed esegetico del Presbitero di oggi (cfr. il mio articolo concordato con il menzionato nostro amico fraterno Don Salvatore Lazzara:%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBExb0VJUk9KSWhmbUpkdjZNRAEeIUjelDHuBBcIhttps://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.korazym.org%2F104141%2Fla-figura-del-sacerdote-nel-terzo-millennio-evoluzione-formativa-2%2F%3Ffbclid_hOzERqdU5K7iWoDE_aem_mrfIb7YZcBoS9AQR5g-YzQ&h=AT0mwpHJNPJouCCf-iChsaY9Z3G8yT8iZlZnb36honYFOYWjrHX8S92Rnz9QxRtOeE0sBiZ8C1EKJMq3OjQNDFVMJSKZVzzC80R_ngSY_E9bQaEPXolSR-2S657qLnWuaDnY ).


























