Alla Vigilia del Santo Natale – un tempo tanto propizio per offerte generose – la presentazione dell’ultima opera di bene della Fondazione Santina

Don Gigi prega in strada
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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 24.12.2025 – Vik van Brantegem] – Dal 9 al 17 dicembre 2025, Mons Luigi (Don Gigi) Ginami ha compiuto il 69° Viaggio di solidarietà e speranza in Messico, dal tema Inizia dal necessario, passa al possibile e ti ritroverai ad aver fatto l’impossibile [*]. In occasione di questo viaggio, nella Parrocchia di San Nicola di Bari ad Acapulco (Guerrero Messico), la Fondazione Santina Onlus ha inaugurato i nuovi locali danneggiati dall’uragano OTIS nell’anno 2024.

Di seguito riportiamo il primo e l’ultimo report di Don Gigi, all’inizio e a conclusione del viaggio.

Report 69/1 – La valigia della Carità

Sabato 29 novembre ci trovavamo a Roma nella Basilica di San Pietro, dove alle ore 09.00 il Cardinale Angelo Comastri ha celebrato per noi l’Eucaristia nella Cappella del Coro. Eravamo una cinquantina di persone, tutte venute per ricevere l’indulgenza giubilare. Non mi sarei mai aspettato una partecipazione così sentita: da Bergamo eravamo, pensate, 26 persone. E poi gli amici di Roma appartenenti alla nostra Associazione Amici di Santina Zucchinelli Onlus.

Prima della Santa Messa il Cardinale ci ha accolto con queste parole profonde: «Volevo soltanto dirvi che quello che state facendo, quella seminagione di gocce di carità in tutto il mondo – ormai siete giunti anche in Siberia – mi ha fatto venire in mente quello che mi ha detto Madre Teresa nel mese di maggio del ’97. Ci trovavamo nella casa che le sue suore hanno in via Casilina in un ex casello ferroviario abbandonato: queste erano le grandi scelte di Madre Teresa! Come del resto anche la Casa Regionale, qui a Roma, a San Gregorio al Celio, era un vecchio pollaio di un convento dei monaci camaldolesi. La Madre era stanca, e le dissi: “Madre, la vedo stanca, si riposi un pochettino!” Lei mi rispose: “Ogni mio respiro, fino all’ultimo respiro lo dovrò spendere per fare del bene perché quando morirò, porterò con me soltanto la valigia del bene che avrò compiuto.” Poi mi strinse il polso e mi disse: “Finché puoi riempi la valigia della Carità” Con questi piccoli gesti che state facendo cari membri dell’Associazione Amici di Santina Zucchinelli,: voi state riempiendo di bene la vostra valigia! E’ una cosa molto bella ed ora siete arrivati anche in Siberia. Don Gigi è arrivato fino là, deve essere stato un viaggio avventuroso e non so che temperatura abbia trovato, però è una cosa molto bella questa: sono gocce di bontà seminate in tutto il mondo. Ecco, prepariamoci con questa riflessione all’Eucaristia che stiamo per celebrare e poi passerete la Porta Santa, la Porta Santa visualizza una parola di Gesù “Io sono la Porta chi passa attraverso di me sarà salvo”».

Dopo la Santa Messa abbiamo passato la Porta Santa e poi ci siamo diretti alle altre basiliche romane ed abbiamo trascorso felici una giornata di profonda riflessione e preghiera. Nella condivisione della sera ho visto molti occhi di amici lucidi per l’emozione e la soddisfazione per i preziosi momenti trascorsi in comunità.

Ora sto scrivendo di quelle giornate passate a Roma dal 28 al 30 novembre 2025 e sono proprio quelle giornate a costituire il primo report del viaggio che dopodomani comincerò partendo per il Messico.

Le parole del Cardinale all’inizio della celebrazione davvero ben definiscono l’opera che noi compiamo. Non sono opere di grande valore economico, ma di alto significato spirituale. In Camerun alcuni mesi fa mi confrontavo con Padre Danilo Fenaroli e la sua Fondazione Betlemme… era molto caldo e la sera era bello chiudere la giornata parlando della nostra vita. E Danilo mi diceva queste parole: “Vedi Gigi, noi due potremmo morire anche oggi e non sappiamo se le nostre fondazioni avranno lunga vita o moriranno con noi: la cosa importante è che potremo dire di aver fatto qualche cosa di bene!”

Ed è vero: sono 107 le opere che abbiamo fatto nel mondo e la litania dei paesi in cui abbiamo regalato una goccia di bene è importante dirla: Vietnam, Siberia, Iraq, Siria, Gaza, Israele, Camerun, Italia dal nord al sud, Brasile, Colombia, Bolivia, Messico e Perù, Ucraina e Russia, Nepal, Paraguay, Haiti, Egitto; sono 19 paesi del mondo di cui 15 visitati da noi.

Mentre nel silenzio, nella calma e nella preghiera preparo gli intensi giorni del 69° viaggio di solidarietà nei territori dei narcos, mi viene in mente anche un colloquio con l’amico Emanuele. Al mio ritorno dal Perù parlavo, dicendo che sulle Ande oggi esiste una scuola materna intitolata a Fondazione Santina. Dicevo ad Emanuele, che la piccola scuola materna aveva una sessantina di bambini, ma che negli anni si era ben strutturata nel povero barrio di Juliaca grazie al nostro intervento. Era stato proprio Emanuele il 19 dicembre 2016, ormai 9 anni fa, ad inaugurare il muro di cinta della Istituzione educativa, poi abbiamo portato le fogne, costruito il parco giochi, costruita una nuova aula, un orto, dei meravigliosi e colorati murales… fino a giungere all’illuminazione serale e notturna. Sono state delle piccole gocce che però in 9 anni hanno costruito un nuovo complesso educativo e cambiato la mentalità della gente, che ha iniziato a vedere questa istituzione come propria. Emanuele ascoltava compiaciuto e mi ricordo di aver terminato il mio discorso con queste parole: “… certamente non si tratta di un istituto come quello di Bergamo della Fondazione Angelo Custode, ma comunque mi sembra un’opera dal grande significato!” E la risposta di Emanuele è stata questa: “Gigi, quell’opera che abbiamo fatto ha valore soprattutto perché costruita in una povertà viscerale, dove la gente non ha una cultura del bene comune e dove i poveri campesinos hanno altre priorità come i campi o i loro bellissimi lama, proprio per questo penso che la nostra opera non può e non deve essere paragonata con altre opere!”.

Quella sera abbiamo concluso la nostra riflessione con un brindisi… ed anche con l’impegno di pensare magari un piccolo gesto nei confronti della bellissima istituzione della Fondazione Angelo Custode che aiuta a Bergamo i bambini a morire meglio con un incantevole Hospice pensato per i piccoli moribondi e le loro famiglie.

Ritornando alle parole del Cardinale, certamente vogliamo definire le opere della nostra Fondazione come piccole gocce di carità sparse per il mondo, ma in grado di portare un sorriso in mezzo alla disperazione.

Martedì parto per il Messico, perché lunedì 15 dicembre 2025 inaugureremo nella Parrocchia di San Nicola di Bari, nella colonia La Laja di Acapulco, la ristrutturazione della Parrocchia flagellata nel 2024 dal terribile uragano Otis. Ed anche in Messico si ripete il miracolo del piccolo asilo in Perù, goccia dopo goccia la parrocchia viene riqualificata. L’11 novembre 2016 abbiamo iniziato la prima opera nella parrocchia restaurando la casa per anziani chiamata Buon Samaritano, poi siamo passati alla realizzazione di un grande murales contro la violenza dipinto in onore di Adeaide Mazza, la sorella del Vescovo emerito di Fidenza, S.E.R. Mons. Carlo Mazza. Quell’opera è stata forse la più ardita e coraggiosa del nostro lavoro vicino alle vittime di violenza… Alcuni mesi dopo, i narcos amazzarono 4 persone impiccandole su di un ponte davanti al bellissimo murales. Poi lo scorso anno Fondazione Santina ha ristrutturato il salone parrocchiale completamente distrutto: un’opera esigente, fatta in ricordo di Maria Rosa Pelucchi, una pediatra sorella di Mons. Davide Pelucchi, Vicario Generale di Bergamo.

Ma se devo dire la verità, l’opera che sto per inaugurare in Messico mi vede particolarmente orgoglioso, perché il denaro raccolto per la ristrutturazione di tutta la parrocchia messicana, viene da una parrocchia bergamasca: quella in cui sono collaboratore pastorale, San Leone Magno Papa a Cenate Sopra! Sono stregato dal dove vengano i soldi per questa “goccia di solidarietà”: vengono dai bambini della Scuola materna dell’ADASM di Cenate, che in quaresima quest’anno si sono ricordati dei più poveri. I denari vengono da una tombolata in cui abbiamo cantato, giocato ed offerto per questa parrocchia messicana. Vengono dalla generosità del gruppo missionario e dalla presentazione di un mio libro della collana #VoltiDiSperanza in una grande riunione nel cinema parrocchiale. E io conosco gli occhi di quelle persone, i bellissimi occhi di quei bambini, gli occhi generosi degli adulti… di Barbara, Armando e Tarcisia e di tanti altri, che ti si avvicinano e ti mettono furtivamente in tasca un’offerta… “Per le tue opere don gigi!” Sono soldi santi, che non vengono da ricchi, che magari per parlare della tua opera ti ospitano in importanti alberghi, ma che poi non sborsano un bel nulla. Sono occhi generosi di lavoratori, di gente povera che risparmia per chi non ha, di gente generosa… Oppure gli occhi del piccolo Andrea, che in sagrestia mi dice, alcune domeniche fa: “Don Gigi, io ho compiuto gli anni e mi hanno regalato 30 euro, 20 euro li regalo a te per le tue opere di bene!” Vi erano con me in sagrestia Blanca e Silvana, che si sono commosse alle parole del piccolo Andrea. In un angolo la mamma Alice – una brava catechista – sorrideva felice nel vedere la generosità del figlio.

Questi sono i soldi che colorano le nostre offerte: sono anch’essi “gocce di bene”, che non cambiano il mondo ma che sicuramente fanno carità, come i 20 euro del piccolo Andrea o i 4 euro di Lucia che mi regala i soldi che la mamma le aveva dato per comperare la coca cola. Non sono certo i soldi di Elon Musk, ma la carica esplosiva che hanno, Musk non la può nemmeno immaginare. Andrea e Lucia sono dei giganti che disegnano grandi e sconosciute storie di solidarietà, che non guardano a dare tanto, ma semplicemente tutto… Come la vedova del Vangelo, che pone nel tesoro del tempio non tanto, ma tutto quello che aveva da vivere.

Parto allora con loro nel mio zaino: Don Nunzio, Barbara, Armando, Tarcisia, Andrea e Lucia… e di tanti altri. Se mettessi a scrivere tutti i loro nomi non basterebbero le pagine di un libretto.

Voglio chiudere le pagine di questo primo report, riportando la bella lettera che Don Nunzio ha scritto all’Arcivescovo di Acapulco, e che avrò il piacere di consegnare a lui nel prossimo viaggio. Ecco il testo di Don Nunzio, il parroco di Cenate Sopra:

«A Sua Eccellenza Monsignor Arcivescovo
Leopoldo González González
Acapulco – Messico
Eccellenza reverendissima,
nell’impossibilità di partecipare personalmente all’inaugurazione dei lavori di riqualificazione dei locali parrocchiali, realizzati con il contributo di “Fondazione Santina”, mi permetto di rendermi presente attraverso questo scritto.
Monsignor Ginami, collaboratore pastorale della Parrocchia di San Leone Papa, da me guidata in quanto parroco; ha coinvolto la Parrocchia, il Polo scolastico 0 – 6 anni, il Gruppo Missionario Parrocchiale nel progetto che oggi viene portato a termine. Con diverse attività la popolazione ha condiviso momenti di festa e socializzazione permettendo di contribuire con una certa somma a questo progetto.
È quindi con particolare gioia che oggi vediamo realizzata l’opera cui abbiamo contribuito. Ci uniamo a tutti Voi in questo giorno di festa per la comunità che potrà godere di questi ambienti rinnovati.
Cenate Sopra, 08/12/2025.
In fede
Il parroco
Testa don Annunzio».

Report 69/8 – Inaugurazione ristrutturazione Parrocchia La Laja

Nell’anno 2023 si è abbattuto sul Messico il devastante ciclone Otis che ha portato morte e distruzione ad Acapulco. Anche la parrocchia di San Nicola di Bari è stata devastata: pareti crollate, muri imbrattati da fango e colpiti da massi e pietre. Il lento ricupero iniziato delle aule e dei locali della parrocchia procedeva a rilento, finché Don Nunzio Testa e la Parrocchia di San Leone Papa a Cenate Sopra non hanno preso la decisione di aiutarla: è stato bello vedere i bambini della scuola materna nella scorsa Quaresima impegnarsi con piccoli fioretti per raccogliere una bella somma. Poi, man forte ci ha messo il gruppo missionario, una tombola ed infine la presentazione del libro Hector sul Messico.

Ed ecco compiuto il piccolo-grande miracolo di solidarietà! Qui ad Acapulco il Parroco Padre Hugo è stato felicissimo e con grande ardore ha ripreso i lavori… Negli ultimi giorni ho assistito ai frenetici lavori degli ultimi dettagli… dipingere un logo, pulire i locali, verificare gli ultimi dettagli. Padre Hugo ci ha messo il cuore per non deludere la carità di Cenate Sopra e vi è perfettamente riuscito. La nostra carità non viene da ricchi potenti, ma da bambini, pensionati, operai che dignitosamente arrivano alla fine del mese, ma che hanno un cuore grande.

In questi giorni ho girato per le nove famiglie dei bambini in adozione a distanza e nuovamente ho notato quanto la violenza rovini il cuore delle persone… Sono strade in cui incontri cadaveri, in cui la tortura è crudele. In questi giorni, celebrando la messa delle ore 17.00 in parrocchia, il ricordo è stato tutti i giorni di una vittima di violenza. Ieri ad esempio erano 40 giorni dell’uccisione di Samuel, che lascia a 38 anni due piccoli bambini. In questo inferno la parrocchia è un’oasi di pace e di incontro.

Prima della Santa Messa di inaugurazione mi reco al luogo del delitto, lontano solo 5 minuti dalla chiesa, e mi inginocchio in preghiera nel lugo dove sono i fiori, e le macchie di sangue non ancora scomparse. Prego e ho paura. Dopo la forte intimidazione e l’omicidio in quel luogo non è conveniente pregare! Due giovani si avvicinano e mi guardano intensamente. Oddio chi sono? Poi entrambi sorridono sono due gemelli: erano chierichetti 10 anni fa e mi aiutavano a portare la mitica valigia rossa dalla casa di Magda alla macchina. Ci abbracciamo forte, un tassista si ferma e mi riconosce, scende dall’auto e mi abbraccia forte forte. Sono commosso: la gente mi riconosce, mi sorride e mi abbraccia.

“Hai un bel coraggio Gigi a pregare qui, per la preghiera vi è la chiesa non il marciapiede macchiato di sangue! Ma tu sei matto e noi ti vogliamo bene per questo”, dice uno dei gemelli. Ci diamo la mano e formiamo un piccolo cerchio (foto di copertina), recitiamo con commozione un Padre Nostro, un’ Ave Maria ed un Gloria. Ci salutiamo con molta commozione e lentamente rientro in parrocchia con nel cuore Samuel e la sua macchia di sangue.

In chiesa, prima della Santa Messa mi attende la sorella di Samuel, Erica: “Ciao Don Gigi, mi hanno detto che sei andato a pregare al luogo dell’omicidio, grazie, mi hai commosso! Ti voglio regalare questo San Giuda Taddeo che porto al collo da dieci anni. Pregalo, che ti possa proteggere sempre, quando spendi il tuo tempo nel pericolo per dare speranza a noi disperati”.

Erica scoppia a piangere e mi abbraccia forte, dicendo sommessamente il nome del fratello: “Samuel, Samuel mi manchi tanto…”. Sono abbracci forti e vigorosi quelli delle vittime di violenza. Abbracci forti impastati di lacrime e sospiri, abbracci che ti regalano il cuore, un cuore ferito e torturato da morti assurde. Gli abbracci di questi giorni lavano il mio cuore e puliscono il mio pensiero. Lo rendono puro e più sensibile.

Oggi ritorno in Italia migliore di quando sono arrivato. I loro abbracci e le loro lacrime sono veramente una grande purificazione per la mia stupidità e superficialità. Stringo forte San Giuda Taddeo e chiedo a lui di aiutarmi a vivere sempre il mio sacerdozio come offerta pura per gli ultimi.

Gli occhi della piccola Santina, il fiore rosso regalatomi da una bimba di 4 anni, l’immagine di San Giuda Taddeo sono reliquie di bontà che porto con me in Italia e valgono più di un tesoro prezioso. E chi se ne frega che San Giuda Taddeo è conosciuto popolarmente come il protettore dei narcos. Certamente Erica non appartiene ad alcun cartello, ed io sono orgoglioso del suo regalo.

La Santa Messa di inaugurazione vede in prima fila proprio i parenti di Samuel. Svolgo l’omelia parlando di lui, bacio i piedi dei suoi bambini e parlo di Cenate Sopra, dei bambini dell’ADASM, del gruppo missionario, della tombolata… di Papa Leone XIV e di San Leone Papa, patrono di Cenate Sopra. Cosi, con Padre Hugo stabiliamo, che da oggi in poi San Leone e San Nicola di Bari saranno amici. La gente ride divertita ed invito Padre Hugo a visitare la Parrocchia di Cenate Sopra a Bergamo. Anche lui ride divertito. Leggiamo la lettera di Don Nunzio. Padre Hugo regala al parroco italiano un bel sombrero messicano e mi affida anche una lettera di risposta alla generosità bergamasca.

La Santa Messa ci vede tutti assorti ed il tempo passa veloce. Poi saliamo sul grande piazzale della parrocchia – un bellissimo terrazzo sulla baia di Acapulco – accompagnati dal Consiglio parrocchiale. Ormai è sera e le stelle brillano. La commozione pervade Padre Hugo, noi vediamo il nuovo colore del blu, che colora di pulizia le belle pareti delle aule di catechismo, del piazzale… Tutto profuma di vernice e di pulito. Ci avviciniamo al grande logo della nostra Associazione e Fondazione, molto evidente appare la scritta GRACIAS A PARROQUIA SAN LEONE CENATE SOPRA BERGAMO ITALIA…

Magda e Dulce tagliano lentamente il nastro ed un forte applauso avvolge la semplice ma significativa cerimonia. La gente mi abbraccia e saluta: “Ci vediamo l’anno prossimo! Abbi cura di te Don Gigi. Ti vogliamo bene!”. Queste e altre frasi compagnano i nostri saluti… Eeeee sì. L’anno prossimo devo tornare, abbiamo promesso all’Arcivescovo di ristrutturare i bagni del seminario minore ed alcune zone per i ragazzi. Oramai il nostro aiuto ai seminaristi è una parte consistente della nostra presenza in Messico e chiediamo alla Vergine di Guadalupe di aiutarci.

Ora vi devo proprio lasciare, vado a fare la valigia, poi un incontro finale di valutazione delle nostre intense giornate con Magda e Dulce, la celebrazione conclusiva della Santa Messa e poi verso l’aeroporto per tornare con tanta nostalgia del Messico a Bergamo. Sono stanchissimo, con il cervello sbranato dalla paura, dal sangue e dalla sofferenza di questa gente, ma con nel cuore una grande pace e sommessamente mi ripeto con un lungo e profondo respiro: “Meglio stanchi che depressi!”

Ringrazio così dal profondo del cuore la grande opportunità che Dio mi regala, vivendo fino in fondo il mio sacerdozio vicino alle grandi povertà del mondo. Chiedo anche a voi, al termine di questo viaggio, di sostenermi sempre con la vostra preghiera. Domenica a Cenate Sopra la mia predica sarà lunga… e voi preparatevi a sopportarmi pazientemente! Un forte abbraccio dai 40 gradi di Acapulco.

100 anni di Santina

Il 29 dicembre 1925 nasceva Santina, la mamma di Don Gigi. L’Associazione Amici di Santina Zucchinelli Onlus e la Fondazione Santina Onlus festeggiano i 100 anni della nascita di Santina con questo video:

[*] Questa frase nei social viene attribuita erroneamente a San Francesco d’Assisi. Non si trova negli scritti attribuibili a lui, né tra il materiale molto vasto contenuto nelle Fonti Francescane. La possibile spiegazione dell’errata attribuzione è, che quando San Francesco iniziò a riparare la cappella di San Damiano, obbedendo alla voce di Cristo: «Va’ Francesco e ripara la mia chiesa che, come vedi, sta crollando», questo era solo l’inizio del lavoro vera della riparazione della Chiesa, a cui il Signore lo stava chiamando.

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