Ambrosius. Il Tesoro della Basilica: il nuovo progetto di valorizzazione culturale e spirituale della Basilica di Sant’Ambrogio

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Nei giorni in cui Milano ha rinnovato la propria devozione al suo Santo Patrono, la Basilica di Sant’Ambrogio ha presentato ‘Ambrosius. Il Tesoro della Basilica’ il nuovo percorso di valorizzazione culturale e spirituale del complesso monumentale e del suo straordinario tesoro, materiale e immateriale.

Un progetto promosso da mons. Carlo Faccendini, abate-parroco della basilica di Sant’Ambrogio, con l’Ufficio Beni culturali della Diocesi di Milano e la Soprintendenza, il patrocinio del Ministero della Cultura, di Regione Lombardia e del Comune di Milano, grazie al lavoro di un illustre Comitato Scientifico e al contributo di Fondazione Cariplo.

Armonizzandosi con la vita liturgica della comunità parrocchiale presente in Basilica, Ambrosius introduce una modalità inedita di conoscenza e valorizzazione del complesso basilicale, riletto con sguardo contemporaneo nella sua continuità millenaria. Una visione unitaria in cui architettura, arte e fede si intrecciano intorno alla figura di Ambrogio, restituendo alla città di oggi e a quella futura un frammento essenziale della propria identità civile e spirituale.

Il nome Ambrosius richiama la centralità di Ambrogio, pastore e intellettuale, vescovo e uomo di governo, capace di coniugare il pensiero classico con la visione cristiana del mondo. A lui si deve una delle più profonde riflessioni sull’idea di città come spazio di dialogo tra coscienza spirituale e responsabilità civica. Ispirato alla modernità del suo pensiero, il progetto si configura come un atto di cura verso la memoria collettiva di Milano, rivolgendosi a un pubblico nazionale e internazionale.

Anche la scelta di destinare un’aula multimediale (affacciata sullo spazio pubblico adiacente la Basilica) al racconto di Ambrogio, conferma l’intento originario del progetto: rendere il messaggio ambrosiano attuale, accessibile a tutti in maniera trasversale.

Il rinnovamento promosso da Ambrosius si articola in due interventi principali, che ridefiniscono in profondità l’esperienza del complesso: il nuovo racconto museografico del Tesoro della Basilica che, grazie all’ampliamento dello spazio espositivo con l’apertura al pubblico per la prima volta dell’antica sacrestia dei Monaci, l’Aula Ambrosii, si propone di valorizzare l’eccezionale patrimonio storico-religioso legato alla figura di Ambrogio e alla storia millenaria della Basilica e il ridisegno dell’area dedicata all’accoglienza e alla trasmissione didattica, che include anche l’antico Oratorio della Passione.

Ad accompagnare questi interventi anche un nuovo programma di attività educative e visite guidate ispirate ai Tesori, alle tecniche artistiche della Basilica e alle erbe officinali e piante tintorie, presenti nei due nuovi piccoli orti monastici realizzati: ‘Ambrosius. Il Tesoro della Basilica’ è un museo riconosciuto da Regione Lombardia.

Fondamentale in questo percorso è stato l’apporto del Comitato Scientifico, composto da autorevoli esperti e stimati professionisti con competenze specialistiche di alto livello (Silvia Bruni, Cristina Cattaneo, Mons. Marco Navoni, Marco Petoletti, Davide Porta, Marco Rossi, Sabine Schrenk, Luigi Carlo Schiavi, Silvia Lusuardi Siena, Fabrizio Slavazzi, Francesca Tasso, don Giuliano Zanchi, Annalisa Zanni) con il coordinamento della dott.ssa Miriam Rita Tessera, responsabile dell’Archivio e della Biblioteca Capitolare della Basilica e curatore scientifico di Ambrosius.

Progettato dall’architetto museografo Andrea Perin, con la direzione lavori dell’architetto Gaetano Arricobene e il contributo del Comitato Scientifico guidato dall’architetto Carlo Capponi in qualità di curatore e dalla dott.ssa Miriam Rita Tessera, il nuovo percorso museale si snoda tra luoghi di straordinario significato storico e spirituale: l’Aula Ambrosii – dove trova definitiva collocazione il letto di Ambrogio; il sacello di San Vittore in Ciel d’oro – che custodisce il celebre ritratto musivo di Ambrogio che indossa una dalmatica, la più antica raffigurazione del Santo; il Capitolino – precedente sede espositiva.

Con ‘Ambrosius’ si restituisce piena coerenza e prospettiva a oltre un decennio di interventi e iniziative di valorizzazione, tra i quali la riapertura dell’Archivio Capitolare, la pulitura e il consolidamento dei mosaici paleocristiani del sacello di San Vittore in Ciel d’oro, lo studio scientifico e il restauro delle dalmatiche del Santo e la ricostruzione scientifica del volto di Ambrogio, realizzata a partire da indagini scientifiche sulle reliquie, condotte dal LABANOF (Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli Studi di Milano), diretto dalla prof.ssa Cristina Cattaneo e dal dott. Davide Porta.

Cuore del nuovo percorso, l’Aula Ambrosii custodisce un patrimonio prezioso legato alla vita e alla memoria del Santo Patrono. Elemento centrale dell’allestimento è il letto di Sant’Ambrogio, un manufatto ligneo ricomposto dai 17 frammenti originali rinvenuti nell’altare di San Vittore in Ciel d’oro dall’architetto Ferdinando Reggiori, che guidò la ricostruzione successiva ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Secondo la tradizione giaciglio funebre del vescovo, il letto rappresenta una reliquia tanto eccezionale quanto enigmatica. Oggi, dopo un lungo periodo di prestito al Museo Diocesano, si colloca stabilmente nel Tesoro di Sant’Ambrogio, dove per la prima volta è in corso una campagna di studi storico-archeologici e di indagini scientifiche.

Il progetto e la realizzazione dell’allestimento dell’area accoglienza e didattica è invece firmato da Giuseppe Amato, designer, artista ed ebanista, che ha operato in sinergia con l’architetto Giorgio Ripa, incaricato della direzione lavori per il restauro architettonico di questi ambienti.

Il progetto si concretizza nella realizzazione di nuovi spazi di accoglienza, con bookshop e biglietteria, e di un’area dedicata alla trasmissione dei saperi e alle attività educative, con un’aula didattica e una sala multimediale. Un intervento rigoroso, guidato da un’idea di continuità tra storia e contemporaneità, che riguarda sia una rilettura coerente e rispettosa degli ambienti, con la creazione di arredi e sistemi di illuminazione, sia l’ideazione dell’apparato iconografico pittorico. Legno, ferro, calce e pigmenti (materiali naturali scelti con cura e lavorati secondo tecniche tradizionali) danno forma a un progetto consapevole e poetico, fatto di tracce leggere capaci di custodire e rinnovare la memoria dei luoghi.

L’offerta didattica promossa da Ambrosius si arricchisce inoltre con una serie di attività legate alla realizzazione di due piccoli orti, ispirati alla tradizione medievale dei giardini monastici, un Hortus simplicium dedicato alle erbe medicinali e officinali e un Hortus holerorum con piante tintorie. Questa proposta, curata da Elisabetta Cavigioli, orticultrice e garden designer, e Angela Ronchi, biologa ed educatrice botanica, è infatti accompagnata da iniziative rivolte alle famiglie e a gruppi di adulti e da un’offerta educativa dedicata, sviluppata in collaborazione con la Rete degli Orti Botanici della Lombardia.

All’interno di Ambrosius, il linguaggio museografico e quello educativo si uniscono quindi in una visione condivisa: offrire ai visitatori di oggi un’inedita esperienza di conoscenza, inclusiva e scientificamente rigorosa della Basilica e del suo Tesoro, capace di rileggere la storia ambrosiana alla luce del presente.

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