Rilevanza delle virtù teologali nell’ermeneutica del Magistero e della Magistratura: analisi comparativa sul piano sociologico, teologico, storico e giurisprudenziale

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Sul piano antropologico  per essere veri cristiani (la cui esegesi collegata alle virtù teologali enuncerò in prosieguo) ai laici è sufficiente ricevere i Sacramenti ed andare in chiesa in qualsiasi parte del mondo (essendo i miei articoli espressivi anche della mia biografia, evidenzio che noi coniugi abbiamo visitato dal 2014 al 2018 anche i luoghi di culto di altre Confessioni religiose esistenti sulla Terra) soltanto in occasione delle celebrazioni solenni, di processioni per il Santo patrono, quando si assume il ruolo di padrini nel Battesimo, nella Cresima o di testimoni nei matrimoni canonici, nei pericoli bellici, ecc., senza conoscere veramente Gesù Cristo, specialmente i giovani, alcuni dei quali dalla Teologia vengono definiti “cristiani sociologici”  ( “Non interessa un Dio che sia una nozione da aggiungere alle proprie conoscenze, ma una persona con cui stare in relazione, e in una relazione così importante da influire su tutta la propria vita, «capace di ispirare le mie azioni e di rassicurare i miei turbamenti».

L’esperienza religiosa è quella di una fede capace di dare un senso a tutto e di costituire un orizzonte sul quale collocare gli interrogativi della vita. Ma chi è Gesù per i molti giovani che si sono allontanati dalla comunità cristiana, dopo aver frequentato la catechesi dell’iniziazione e raggiunto quella soglia che ha celebrato teoricamente la loro maturità cristiana? Nelle loro parole raramente c’è Gesù. Certo di lui hanno sentito parlare, perché hanno frequentato il percorso di preparazione ai sacramenti, eppure il Signore non è dentro il loro orizzonte– o forse non vi è mai stato veramente. Se questo è comprensibile per chi ha abbandonato non solo la Chiesa ma anche la fede, risulta meno comprensibile per quelli che, pur fuori dalla Chiesa, continuano a sentirsi credenti. Sanno parlare di Dio talvolta con accenti profondi e toccanti, ma mai fanno cenno a Gesù, come se il Signore non avesse nulla a che fare con il Dio in cui dicono di credere…”cfr. Articolo pubblicato  dal Dr. S. Baroncia, giornalista vaticanista https://share.google/EbHt69h8yzWS0sGIj “), senza  osservare concretamente i precetti riguardanti le virtù teologali: la fede, la carità e la speranza?

 Un altro quesito conseguenziale riguarda il valore di misericordia divina che si riflette anche sul piano sociologico, connesso alla “confessione dei peccati ed alla ricezione eucaristica” (spesso fatta con superficialità o per abitudine?) ed eventualmente all’ eventuale Grazia dell’indulgenza (cioè l’istituto della Chiesa cattolica che prevede la cancellazione totale del peccato e della pena che da esso deriva. Significa che la persona che la ottiene è completamente perdonata dal peccato e non deve più scontare alcuna pena per esso. È possibile ottenerla solo per i peccati già confessati e perdonati. Ciò significa che la persona che desidera ottenere un’indulgenza plenaria deve prima confessare i propri peccati e ricevere il sacramento della penitenza, cfr.  “ https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://tg24.sky.it/cronaca/2024/12/16/giubileo-indulgenza-plenaria-significato&ved=2ahUKEwiEto_PvLyQAxVq_rsIHe6lA_4QFnoECBYQAQ&usg=AOvVaw2pST48tRrmXki99klkaLVg,). A tal proposito evidenzio che  noi coniugi  (tutti  i miei articoli finora  qui pubblicati  illustrano anche la mia variegata biografia, dal 1970) abbiamo lucrato in quest’anno giubilare l’indulgenza plenaria presso Santuario/Basilica della Madonna di Altavilla, grazie anche al nostro direttore spirituale Don Salvatore Lazzara ( fino al 30 Settembre 2025 v. Parroco,  attuale Parroco/Rettore il nostro amico Mons. Giosuè Lo Bue, v. Parroco il nostro amico Padre Celeus del Burundi) , a cui sono molto legato anche  per aver contribuito molti anni fa a risolvere un problema giuridico molto complesso, mentre ero in servizio ed insegnavo a Giurisprudenza.

Tuttavia, mi chiedo se i giovani cristiani e le famiglie cattoliche  hanno approfondite cognizioni in merito, sulla Sacra Scrittura ( di cui mia moglie Marcella Varia è una fervente Cultrice, già relatrice di testi magisteriali  in molti incontri ecclesiali dal 2013 al 2023 presso il gruppo diocesano da noi fondato sotto l’egida del Cardinale Paolo Romeo, Arcivescovo emerito di Palermo, cfr. le nostre lezioni/relazioni/catechesi ed i convegni in materia https://pastoralefamiliare.chiesadipalermo.it/wordpress6/il-buon-pastore/ ) sul Catechismo della Chiesa cattolica, sul  Diritto canonico, sul  Diritto di famiglia e sul Magistero pontificio.

Tutti  i chierici, i ministri istituiti, gli operatori pastorali nelle diocesi e nelle parrocchie  sono sempre aggiornati ed effettuano sempre un discernimento in materia ( come ha  puntualizzato Lunedì, 17 novembre 2025 il nostro Pontefice ” Dalla riforma del Vaticano II in avanti – dalla Sacrosanctum Concilium in avanti, passando dalla Veritatis gaudium fino alla lettera apostolica di Papa Francesco Desiderio desideravi – Leone XIV evidenzia la necessità di “aiutare le Chiese particolari e le comunità parrocchiali a lasciarsi formare dalla Parola di Dio, spiegando i testi del Lezionario feriale e festivo” e a curare “una iniziazione cristiana e liturgica che aiuti i fedeli a comprendere, per mezzo dei riti, delle preghiere e dei segni sensibili, il mistero di fede che si celebra”. Il Papa chiede aiuto in questo lavoro ai liturgisti con indicazioni piuttosto capillari….” cfr. https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2025/11/17/pastorale-liturgica.html ) sui documenti della Chiesa , cioè analisi degli atti del Magistero apostolico, una delle tre fonti della Rivelazione (il cui Credo autentico frequentemente dona buoni frutti, esiti positivi nel mondo intero ed anche nei propri contesti lavorativi, istituzionali ed ecclesiali come cercherò di dimostrare)?

Leone XIV il 24 novembre 2025 ha affidato alcune indicazioni: “Anzitutto, mai ridurre la celebrazione a uno spettacolo musicale dove chi canta sembra stare sul palcoscenico e l’assemblea ad ascoltare. «Siate capaci di rendere sempre partecipe il popolo di Dio – ha avvertito il Papa –, senza cedere alla tentazione dell’esibizione che esclude la partecipazione attiva al canto di tutta l’assemblea liturgica». Poi il richiamo alla formazione, altra dimensione cara a Leone XIV. «Studiate attentamente il magistero, che indica nei documenti conciliari le norme per svolgere al meglio il vostro servizio» (cfr. https://www.avvenire.it/chiesa/papa/il-papa-no-alle-messe-esibizione-il-canto-aiuta-tutti-a-pregare_101302?fbclid=IwdGRzaAOSR_ljbGNrA5JH8mV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHmjVOy_EZgm53Bi7HSrkStqGOuAsaNwQsm3vJJTRZ-JD219Uejplqjc74g4f_aem_sKfuMeaFestIp7P9ncGlMg&sfnsn=scwspwa ).

Mi pongo questo quesito in quanto  frequentemente, purtroppo, noto in molte parrocchie, altresì, la partecipazione alla Santa messa domenicale da parte di alcuni soggetti, membri dell’Assemblea ecclesiale (Populus Dei) “distratti” ed anche durante la liturgia della Parola (proclamata dal celebrante spesso anche in termini canonici) “sbadigliano” o preferiscono parlare dei loro problemi, degli abiti che indossano… (cfr. Prof.ssa Rosanna Minei, laureata in Scienze religiose, amica su facebook

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“𝐒𝐞 𝐆𝐞𝐬𝐮̀ 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐬𝐬𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚…

Se Gesù entrasse in chiesa una domenica saremmo tutti quanti da scomunica!

Ci caccerebbe a calci per ciò che gli accadrebbe di vedere…

Le signore, eleganti e impernacchiate, ai primissimi banchi ben piazzate,

si scambiano pareri sul ragù tra un Padre Nostro un Gloria e un Mio Gesù.

I mariti, nascosti dall’altare,whatsappano l’amica al cellulare,

oppure con le cuffie della radio ascoltano dirette dallo stadio.

Due adolescenti, appena fidanzati, effusioni si scambiano appartati

e quando passa il vecchio sacrestano nelle tasche rimettono la mano.

Non suona più il bell’organo che c’era:ora si ascolta musica leggera.

“Al passo con i tempi”, il prete dice, “dobbiamo stare!”. E chi lo contraddice?

Durante il rito di consacrazione un cellulare squilla dall’ambone.

È del parroco! Il Vescovo lo vuole…Risponde. Non si attacca a un superiore!

A ricevere in fila la particola c’è gente che saluta e che gesticola:

che piacere, buongiorno, salve a te, a dopo, ehilà, Corpo di Cristo, Amèn.

Mentre scorrono i titoli di coda e celermente l’assemblea si snoda,

in sacrestia s’avviano i chierichetti per il caffè, le graffe ed i cornetti.

In mezzo a questo caos il buon Gesù neanche un istante esiterebbe più:

ci sbatterebbe fuori ad uno ad uno, non ci sarebbe scampo per nessuno!

Però ce lo saremmo meritatoun Padreterno burbero:

è possibile mai dimenticare che in chiesa si va solo per pregare….

«Gesù fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: “Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!”» (Gv 2,13-25).

Devo riconoscere, purtroppo, che solo pochi Sacerdoti, fra i quali Don Salvatore Lazzara

 (ai quali esprimo il mio plauso unitamente a docenti, teologi, presbiteri, studiosi, laici illuminati di cui al link che segue),  hanno il “coraggio” di richiamarli all’ordine puntualizzando  di essere tutti noi nella Casa di Dio Padre (cfr. Parroco preso a schiaffi per aver rimproverato un fedele che fuma in chiesa. Alessandro Ferrua, parroco della basilica di San Giovanni a Imperia Oneglia è stato aggredito, insultato e preso a schiaffi da un fedele che aveva rimproverato, perché sorpreso a fumare in chiesa. È successo sabato pomeriggio 22/11/2025 verso le 15.30. Il religioso ha presentato denuncia.

“E’ un gesto che si commenta da solo – ha detto il sacerdote -, spropositato rispetto al rimprovero.

 https://m.facebook.com/groups/685683272175684/permalink/2079512686126062/?sfnsn=scwspwa&ref=share ) sensibilizzandoli ad avere la carità di comportarsi adeguatamente, come veri fedeli di Cristo, nella speranza di essere seguiti dallo Spirito Santo con l’assistenza della Madonna. Infatti l’esigenza della  chiarezza nella comunicazione è confermata anche dal nostro Papa (“Nel suo messaggio il Pontefice sottolinea: “La società, così come la Chiesa, si avvalgano di una comunicazione le cui basi siano l’umiltà nell’ascoltare e la parresia nel parlare, che non separi mai la verità dalla carità”. Una indicazione che ha guidato la Conferenza nella riscoperta della parola come atto relazionale e strumento di comunione, recuperandone la dimensione morale, educativa e spirituale, cfr. l’articolo del Dr. Simone Baroncia del 17/11/2025:https://www.korazym.org/116426/dialogo-verita-e-bellezza-a-roma-la-conferenza-sulla-responsabilita-della-comunicazione/?fbclid=IwdGRzaAOHuydjbGNrA4e6ZGV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAhjYWxsc2l0ZQIyNQABHrPSmOBlvsMo_Tm1ttfYPrmyfTu03BqtYlHo7Y724YYS0o-i0VSkCx7mczXb_aem_augUZ4T_zEiGhyFuNfekmw&sfnsn=scwspwa ).

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