Muovendo i pezzi
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 01.12.2025 – Andrea Gagliarducci] – La settimana in cui Leone XIV è partito per il suo primo Viaggio Apostolico, è stata anche quella in cui ha prese diverse decisioni, e ha iniziato davvero a dare una direzione al suo pontificato. Le decisioni prese, rivelarono qualcosa delle caratteristiche di Leone XIV: è capace di ribaltare le decisioni di Papa Francesco, soprattutto in materia amministrativa; in materia dottrinale, assorbe le questioni, piuttosto che alimentare dibattito. Indubbiamente, non è un Papa che attua un feroce spoil system, e quindi non ci si possono aspettare partenze esemplari significative. Ma prima di analizzare queste caratteristiche, vale la pena esaminare i fatti.
Questa settimana è stato promulgato il nuovo Regolamento Generale della Curia Romana; il Dicastero per la Dottrina della Fede ha pubblicato la sua nota sulla monogamia; è stato pubblicato il bilancio della Santa Sede; il Vescovo Marco Mellino è stato nominato Segretario aggiunto del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi; e Leone XIV ha ricostituito il Settore Centro della Diocesi di Roma. Ognuno di questi cinque eventi ha un suo peso specifico.
La pubblicazione del nuovo Regolamento Generale della Curia Romana conclude l’opera iniziata da Papa Francesco con la riforma della Curia. Il nuovo regolamento appare, innanzitutto, come un adattamento alle strutture delineate nella Costituzione apostolica Praedicate Evangelium. Ad esempio, la Segreteria per l’Economia è responsabile della redazione dei contratti e della verifica della loro adeguatezza. La Segreteria di Stato non propone più la nomina dei Capi ufficio dei dicasteri, che diventano di nomina pontificia. Le responsabilità dei dicasteri sono cambiate.
È stato sottolineato che il nuovo regolamento stabilisce chiaramente, che ogni dicastero deve registrare le richieste ricevute, e fornire risposte adeguate e motivate. Questa burocratizzazione serve a prevenire gli abusi, ma è anche vero che tutte le richieste ricevute dai dicasteri vengono, di fatto, registrate, se non altro per motivi di archiviazione. È stato anche sottolineato, che il latino rimane la lingua ufficiale della Chiesa, ma, oggettivamente, non potrebbe essere altrimenti. Ciò è rimasto vero anche sotto Papa Francesco, che ha scritto i suoi testi in spagnolo o ha accettato un’editio typica italiana.
Ciò che colpisce, tuttavia, è che la Segreteria di Stato mantenga il suo ruolo di coordinamento di tutti i dicasteri; un fatto significativo se si considera che Papa Francesco aveva smantellato pezzo per pezzo le prerogative della Segreteria di Stato, privandola persino della sua autonomia finanziaria. Ma la riforma di Francesco, a quanto pare, non è inattaccabile. Leone XIV lo ha dimostrato, ristabilendo la possibilità per ciascun Dicastero di investire e raccogliere fondi al di fuori dell’Istituto per le Opere di Religione, la cosiddetta “banca vaticana”. Papa Francesco, tuttavia, aveva imposto a tutti di investire solo tramite lo IOR. Il cambio di prospettiva è evidente.
C’è poi il ribaltamento da parte di Papa Leone XIV della decisione di Papa Francesco di abolire il Settore Centro della Diocesi di Roma, storicamente suddiviso in cinque settori geografici pastorali-amministrativi: Nord, Sud, Est, Ovest e Centro Storico. Il Settore Centro ha sempre avuto un ausiliario dedicato e un profilo particolare, dovuto al suo ricco patrimonio storico e culturale, e al suo peculiare profilo pastorale, che coinvolge un gregge di pellegrini, turisti e di passaggio.
Papa Francesco abolì il Settore Centro, ritenendo che non dovessero esserci aree “privilegiate”, e desiderando porre le periferie al centro del villaggio. Papa Leone XIV ha reintrodotti il Settore Centro con un Motu proprio, che non nega le ragioni della decisione di Francesco, né ne afferma una necessità amministrativa.
Leone XIV si è mosso quindi in un modo che non rende esplicita la sua discontinuità con Papa Francesco, ma che comunque prende una direzione opposta. C’è un duplice insegnamento importante: sappiamo che Leone XIV non tratterà la riforma di Francesco come una grande questione incompiuta; sappiamo anche che non avrà paura di cambiare direzione.
Un altro segno dell’atteggiamento di Leone XIV è evidente nel modo in cui è stato presentato il bilancio della Santa Sede. Le varie strutture della Santa Sede hanno registrato un modesto avanzo di bilancio di 1,6 milioni di euro, mentre il deficit operativo strutturale della Santa Sede nel suo complesso si è dimezzato nel 2024, scendendo a 44,4 milioni di euro dagli 83,5 milioni di euro del 2023. I risultati del 2024, tuttavia, sono stati significativamente influenzati dalla gestione degli ospedali, che sono inclusi nei conti correnti di debito e di credito della Santa Sede dal 2022.
Ciò che è cambiato, è il modo di raccontare la situazione. Negli ultimi anni si è parlato di deficit. Per la prima volta da molto tempo, sembra plausibile parlare di un percorso virtuoso da consolidare. Non ci si inganni: la Santa Sede non è fuori pericolo, nemmeno lontanamente. Il sistema finanziario ha subito significativi sconvolgimenti negli ultimi anni e necessita ancora di un urgente e disperato consolidamento. Sotto Leone XIV, che è un Papa molto istituzionale, l’Istituzione sarà preservata.
Un altro segno è costituito dalla nomina del Vescovo Marco Mellino a Segretario Aggiunto del Dicastero per i Testi Legislativi. Mellino è stato Segretario del Consiglio dei Cardinali ed era Segretario del Comitato per la Revisione del Regolamento Generale della Curia Romana. Tuttavia, ora assume un ruolo come “secondo numero due” in un dicastero attualmente senza Prefetto: Leone XIV ha promosso Iannone alla carica di Prefetto del Dicastero per i Vescovi. Mellino non è stato nominato Prefetto, ma Segretario Aggiunto, e la sua nomina è un segno non solo che il Consiglio dei Cardinali ha adempiuto alle sue funzioni, ma anche che la revisione dei regolamenti della Curia non sarà più affidata a Mellino. Mellino, tuttavia, non viene promosso. Viene invece assegnato come Segretario Aggiunto in un dicastero. Mellino non lascia Roma, ma assume un altro incarico alla Santa Sede.
Anche il Segretario di lunga data del Dicastero per i Vescovi, l’Arcivescovo Ilson de Jesus Montanari, era straordinariamente potente e ben inserito nel suo ruolo durante il pontificato di Francesco. Gli osservatori si aspettavano che se ne andasse, se e quando non avesse ottenuto la carica più alta del dicastero (che in precedenza era guidato dall’uomo che oggi chiamiamo Leone XIV). Invece, Montanari è rimasto al suo posto.
L’unico a essere licenziato è stato un funzionario del Dicastero per il Clero, Andrés Gabriel Ferrada Moreira, inviato a San Bartolomé de Chillán, in Cile, per ricoprire l’incarico di vescovo diocesano.
Leone XIV non ha né punito né esiliato, né ha creato posizioni ad hoc, né lasciato senza incarichi coloro che riteneva fuori linea, come ha fatto Papa Francesco.
Con queste decisioni, alcune esperienze del pontificato di Papa Francesco sembrano concludersi, a partire dal Consiglio dei Cardinali, una sorta di “gabinetto di cucina”, che fu una peculiarità dell’era di Francesco. Leone XIV preferisce convocare Concistori per la discussione – quello del 7-8 gennaio sarà il primo, ma probabilmente non l’ultimo – e concentrarsi su riunioni inter-dicasteriali, piuttosto che moltiplicare il numero delle istituzioni. Leone XIV, quindi, non intraprenderà ulteriori riforme. Farà aggiustamenti e assorbirà ciò che ritiene superfluo. Si potrebbe quasi dire che la volontà di Leone XIV sarà riforma per assorbimento.
Anche i documenti lasciati incompiuti da Papa Francesco vengono assorbiti. La scorsa settimana è stato pubblicato un documento sulla monogamia: 40 pagine di citazioni, con un invito all’inizio del testo a saltare direttamente alla conclusione, se non si vuole soffermarsi su tutto. Non è un documento eterodosso o controverso, nonostante gli sforzi di alcuni commentatori di scoprire una strisciante apertura al sesso non procreativo nel matrimonio, ma fondamentalmente non c’è. È, infatti, un documento che si inserisce in una solida tradizione teologica, anche se non affronta il problema specifico della poliginia africana, che apparentemente ne ha dato origine. Tuttavia, è un documento ereditato dal pontificato precedente. Ce ne sono altri due in fase di pubblicazione, e poi il mandato affidato da Papa Francesco al Dicastero per la Dottrina della Fede sarà esausto. Il fatto che Leone XIV abbia deciso di continuare, mostra rispetto per il suo predecessore e il desiderio di dimostrare continuità.
Leone XIV non è un Papa rivoluzionario. Leone XIV non vuole rompere bruscamente con il pontificato di Francesco. Ha continuato sulla strada tracciata dal suo predecessore, con pochi interventi. Eppure, c’è una nuova direzione, un nuovo modo di vivere, che ha quasi portato all’oblio di Francesco. Quasi. Una visione lucida della situazione deve vedere che molti intorno a Leone vogliono continuare a mettere al centro le decisioni di Papa Francesco. Ciò che è in costruzione sarà probabilmente completato. L’approccio leonino, tuttavia, sarà diverso.
Questo articolo nella nostra traduzione italiana è stato pubblicato dall’autore in inglese sul suo blog Monday Vatican.



























