Il V Congresso Internazionale dei Commissari di Terra Santa a Gerusalemme
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 29.11.2025 – Jan van Elzen] – La Custodia di Terra Santa ha celebrato il V Congresso Internazionale dei Commissari di Terra Santa, a Gerusalemme dal 19 al 25 novembre 2025, presso il Convento di San Salvatore. Dopo anni segnati da sfide e difficoltà per la regione e per la missione dei frati, questo Congresso è stato un segno profetico di speranza e comunione, un’occasione per rinnovare il legame spirituale e fraterno tra i Commissari di tutto il mondo e la Chiesa che vive in Terra Santa.
Il tema scelto per l’edizione 2025 Ambasciatori di Pace: ascoltare, sostenere, annunciare la Terra Santa ha guidato i lavori in tre sezioni tematiche:
- Ascoltare, per entrare in dialogo con la realtà viva della Chiesa e dei popoli della Terra Santa
- Sostenere, per condividere le forme concrete di aiuto e collaborazione alla missione francescana
- Annunciare, per riscoprire la bellezza e la forza del racconto evangelico che da questi Luoghi continua a irradiarsi nel mondo
Durante le giornate del Congresso, i partecipanti hanno vissuto momenti di preghiera, confronto e formazione, con relatori di rilievo ecclesiale e accademico, tra cui Fra Francesco Ielpo, OFM, Custode di Terra Santa; Sua Beatitudine il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, OFM, Patriarca di Gerusalemme dei Latini; e numerosi frati e laici impegnati nella vita delle comunità locali. 75 frati provenienti da 38 Paesi hanno ascoltato, osservato, dialogato sul tema loro proposto. Sono stati svolti anche workshop interattivi, testimonianze dirette e visite ai Luoghi Santi di Gerusalemme, Betlemme ed Ein Karem, per riscoprire la dimensione spirituale e pastorale del servizio dei Commissari. “Ritrovarci nel cuore del Vangelo è un segno concreto che la fraternità è più forte della divisione e che la missione della Custodia continua ad essere un ponte di pace e comunione per tutta la Chiesa”, ha dichiarato ha dichiarato il Custode di Terra Santa.
Il Custode di Terra Santa conclude il V Congresso Internazionale dei Commissari di Terra Santa
Ogni Commissario è, “ambasciatore della Terra Santa presso le Chiese locali; interprete, promotore e annunciatore della missione dei Luoghi Santi; compagno e guida spirituale dei pellegrini; ponte vivo tra la Custodia e il suo territorio; sostenitore delle Pietre Vive, cioè delle comunità cristiane che ancora oggi testimoniano la fede nei luoghi della Redenzione”. Lo ha detto il Custode di Terra Santa, Fra Francesco Ielpo, OFM, a conclusione del V Congresso Internazionale dei Commissari di Terra Santa.
Questa missione, sottolinea il Custode, “esige competenza, spirito fraterno, capacità di ascolto, equilibrio, pazienza e un cuore radicato nel Vangelo”.
Dialogo e condivisione. Grande importanza riveste il dialogo, “una delle caratteristiche essenziali dell’Ordine e della Custodia di Terra Santa” che da secoli è quotidianamente in relazione con il popolo ebraico, con le comunità musulmane, con le altre confessioni cristiane, con i pellegrini. Il dialogo, perché sia tale, nasce da una presenza radicata nel Vangelo, presenza quindi prossimità, ed è fatto da “ascolto, umiltà, rispetto e presenza”, secondo uno stile che i Commissari sono chiamati a fare proprio. Sottolinea il Custode: “Il dialogo genera condivisione, e la condivisione diventa gesto concreto di fraternità: la Terra Santa non è una geografia da visitare, ma una comunione da costruire e custodire”. Da qui un primo mandato, quello di trovare tempo per venire e sostare in Terra Santa: vivere periodi di fraternità nella Custodia, incontrare i frati, visitare le comunità locali e la Custodia dal canto suo si impegna a promuovere corsi di aggiornamento spirituale e pastorale per guide e accompagnatori di pellegrinaggi in varie lingue.
Testimoniare e proclamare. Venire in Terra Santa non può lasciare indifferenti. Sottolinea il Custode “Il pellegrinaggio non è turismo religioso, ma un cammino spirituale e ecclesiale che tocca la mente, il cuore e lo spirito. Testimoniare significa rendere visibile la gioia del Vangelo; proclamare significa trovare linguaggi nuovi, capaci di curare cuori spesso feriti”. Il Commissario è chiamato, là dove vive, a mantenere vivo la memoria dei luoghi santi e a accompagnare i pellegrinaggi in Terra Santa. Il mandato relativo a questo tema è il seguente: “Dopo l’ultimo conflitto dobbiamo riconoscere che la Terra Santa è cambiata, noi siamo cambiati e anche i pellegrini sono cambiati. Siamo chiamati ad aiutare le persone a non schierarsi, a non semplificare, a non alimentare ostilità. Questo è un punto cruciale del nostro ministero: non presentare nemici, ma offrire uno sguardo evangelico, capace di accogliere e comprendere la complessità della Terra Santa”.
Resilienza e solidarietà. Le guerre, la crisi economica, lo spopolamento rende sempre più difficile la vita delle comunità cristiane. Il Messaggio del Custode sottolinea che “La solidarietà non è un gesto occasionale, ma una dimensione permanente della missione. È un ponte che unisce la Chiesa universale alla Chiesa di Terra Santa”. Nel mandato il Custode invita a “prestare particolare attenzione alla Colletta del Venerdì Santo, promuovendola e rendicontandola con cura e trasparenza”.
Missione e comunione. La dimensione dell’ascolto è alla base dell’attività della Custodia, ascolto delle “pietre vive” e di otto secoli di presenza nei Luoghi Santi. Nel mandato relativo a questo tema, il Custode fra Ielpo invita a “favorire la comunione e la collaborazione tra i Commissariati di una stessa regione geografica” ed esprime un proposito: “Nei prossimi anni vorrei promuovere convegni regionali in vari continenti per sostenere e rafforzare i Commissariati. Vorremmo iniziare dall’Estremo Oriente e dall’Asia, poi dall’Africa e successivamente dalle altre regioni del mondo”.
Conclude il Custode di Terra Santa: “Alla luce del mandato ricevuto dalla Chiesa e dall’Ordine, rinnoviamo il nostro impegno a essere: ambasciatori di pace; servitori della comunione; custodi della speranza; annunciatori del Vangelo della Risurrezione. Ripartiamo da Gerusalemme forti della certezza che non siamo soli: Cristo Risorto ci precede, ci accompagna e ci dona la forza per camminare e per servire. Continuiamo ad ascoltare, annunciare e sostenere la Terra Santa, perché ciò che qui è nato – il Vangelo della vita – continui a illuminare ogni popolo e ogni nazione”.
Fonte: Custodia di Terra Santa e ACI Stampa.




























