La statua della Madonna Addolorata, compatrona di Lecce, portata a casa dai Carabinieri dopo il furto

Addolorata
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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 28.11.2025 – Vik van Brantegem] – Il 21 novembre 2025, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari hanno riconsegnato al Priore Claudio Selleri dell’Arciconfraternita di Maria Santissima Addolorata di Lecce la statua della Madonna Addolorata che lo scorso 18 marzo era stata trafugata da una teca nella cappella dell’Arciconfraternita Maria Santissima Addolorata nel cimitero monumentale di Lecce e messa in vendita sul web. Così la statua della Madonna dell’Addolorata, capelli veri, volto in ceramica e alta un metro e trenta, ha rischiato di sparire per sempre. Dopo qualche settimana dalla denuncia, a seguito dell’indagine coordinata dalla pm Donatina Buffelli della Procura di Lecce, la statua era stata individuata a Malta dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari, dopo aver riconosciuto la sua immagine su un sito di e-commerce. Sono stati denunciati ricettazione quattro persone del leccese e del brindisino. Concluse l’indagine, i Carabinieri si sono recati a Malta per riportarla a casa.

Lunedì 1° dicembre 2025 alle ore 18.00 avrà luogo una solenne Celebrazione Eucaristica, in ringraziamento per il ritrovamento della statua della Madonna Addolorata, presieduta dall’Arcivescovo metropolita di Lecce, Mons. Angelo Raffale Panzetta, alla presenza delle autorità civili e militari della Città, nell’antica chiesa di Sant’Angelo-santuario mariano dell’Addolorata, sede dell’Arciconfraternita nel centro storico di Lecce, alla presenza delle Autorità civili e militari, dove rimarrà per essere di nuovo ammirata nella sua bellezza e venerata dai devoti. Il Sacro Rito si concluderà con il canto polifonico dello Stabat Mater.

Il recupero della statua dell’Addolorata di Lecce dimostra, che il lavoro dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale non coinvolge soltanto grandi capolavori dell’arte antica, ma anche opere della devozione popolare di un valore materiale contenuto (peraltro, la statua dell’Addolorata di Lecce era stata messa in vendita online ad un prezzo molto più basso del suo effettivo valore artistico), però fortemente centrali nella memoria, nella pietà popolare e nell’identità delle comunità che le custodiscono e davanti alle quale pregano.

La devozione
per Maria Santissima Addolorata

La devozione per l’Addolorata, sebbene esistente da secoli, si diffuse nella Cristianità soprattutto grazie alla predicazione dei Padri Serviti, fondati a Firenze nel XIV secolo. I Servi di Maria erano particolarmente devoti alla Vergine e nel 1668 ottennero di poter celebrare una festa in onore dell’Addolorata. Il 18 agosto 1714 la Congregazione dei Riti approvò per tutta la Chiesa universale una celebrazione liturgica dei Sette Dolori della Vergine, il venerdì dopo la Domenica di Passione, cioè il venerdì che precede la Domenica delle Palme.

La devozione all’Addolorata nella Città di Lecce è antichissima. Ben prima che la Congregazione della Santa Sede estendesse il culto dei Sette dolori della Vergine, esisteva in Lecce una piccola cappella della Madonna della Pietà, nella chiesa di San Sebastiano, nei pressi della cattedrale. Fin dal XVII secolo, presso la cappella di Santa Maria di Costantinopoli, ogni martedì il popolo concorreva con grande devozione e il primo martedì del mese di marzo si faceva una festa solenne.

Il culto si diffuse maggiormente nel XVIII secolo.

Il 15 settembre 1709 presso porta San Biagio sorse una piccola chiesa, chiamata Oratorio della Vergine dei Sette dolori, che era attaccata alla parrocchia della Madonna della Luce.

Nel 1725 i gesuiti leccesi costituirono all’interno del loro collegio la Congregazione della Vergine Santissima dei Sette Dolori.

Con la soppressione degli ordini religiosi, la continuità del culto fu assicurata dall’Arciconfraternita di Maria Santissima Addolorata, tuttora molto attiva, che ha sede nella chiesa di Sant’Angelo del soppresso monastero degli Agostiniani. Nacque a Lecce nel 1828 non appena il Re delle Due Sicilie Francesco I concesse la riapertura della chiesa e stabilì la possibilità che i devoti confratelli potessero riunirci.
La regola dell’Arciconfraternita vennero approvate il 10 gennaio del 1831. Fu affiliata all’Arciconfraternita romana detta Compagnia dei Sette dolori, e legata ai Padri Serviti, approvata fin dal 1645.

L’Arciconfraternita nel 1852 ottenne che l’Addolorata venisse proclamata compatrona di Lecce. In processione veniva portata la statua di Antonio Maccagnani, realizzata nel 1832. Stando ai racconti dell’epoca, il noto cartapestaio leccese, a cui fu commissionata la statua, non riusciva a realizzare il volto della Vergine, perché non si sentiva ispirato. Una notte, dopo essersi ubriacato, ritornò a casa e vide il volto di suo madre che lo stava aspettando sulla porta. Il giorno seguente, l’artista si ricordò dell’espressivo volto di sua madre, rattristata per averlo visto conciato in quel modo, e così realizzò il volto dell’Addolorata.

Di seguito, la devozione ai Sette Dolori della Madonna si radicò nell’intera popolazione salentina e la statua dell’Addolorata, accompagnata dai confratelli dell’Arciconfraternita, usciva dalla chiesa di Sant’Angelo in processione il giovedì successivo alla domenica di Passione, visto che il venerdì si festeggiava l’Addolorata con solennità nella chiesa. L’itinerario prevedeva il passaggio della statua presso il vicino monastero delle Benedettine, le quali eccezionalmente uscivano per ammirare la processione e far suonare a festa le campane.

Foto di Arturo Caprioli/Portalecce.it-Testata giornalistica dell’Arcidiocesi di Lecce.

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