Giusi, la forza di un sorriso che sfida la disabilità

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Giusi Randazzo, siciliana di 55 anni, sposata da 10 anni con Angelo Abbraccianeto, pugliese di 53 anni. Vivono a Partanna di Trapani. Giusi è nata con una tetraparesi spastica. Cara Giusi, la tua nascita è stato un vero miracolo! Ci racconti?

«Io dovevo nascere ad ottobre, invece sono nata prematuramente ad agosto per un errore medico. A mia madre si sono rotte le acque e, invece di farmi nascere entro 24 ore, sono venuta alla luce dopo una settimana. Questo mi ha causato un’asfissia prenatale (mancanza di ossigeno al cervello) che ha danneggiato alcune cellule del cervello. Potevo rimanere un vegetale, invece sono nata con tutte le capacità intellettive, ma con degli importanti problemi motori: sono affetta da tetraparesi spastica.

Fino all’età di 9 anni non camminavo. A scuola sono andata a 7 anni, in ritardo perché la mia famiglia era impossibilitata ad accompagnarmi, e così veniva a prendermi un insegnante. A 5 anni ho cominciato la fisioterapia; un medico, Nicolas Zimas, specializzato, mi ha dato speranza. È stato proprio lui a operarmi in America a 9 anni e dopo l’intervento ho cominciato a camminare con delle protesi. Dopo tre anni, tolte le protesi, utilizzavo le stampelle, ma sempre per tratti brevi. Anche le braccia hanno delle limitazioni, in particolare il braccio sinistro».

Mi colpisce che tu sei sempre sorridente, come mai?

«Il Signore mi ha donato questo sorriso; qualsiasi cosa mi succederà non devo perderlo mai, perché è un dono di Dio. Questo mi hanno detto due grandi sacerdoti: mons. Calogero Russo e padre Matteo La Grua. Fino ai 23 anni ero molto arrabbiata con Gesù perché non comprendevo il motivo della mia disabilità e perché la mia famiglia mi facesse sentire sbagliata.

Dicevano che ero così a causa di alcuni peccati che avevo commesso, tanto che i miei genitori mi portarono da un guaritore-occultista che mi fece bere una pozione magica. Successivamente ho voluto partecipare a un ritiro spirituale, dove un sacerdote esorcista che mi ha incontrata ha riscontrato che ero posseduta da un demone muto. Questa possessione è durata tre anni, dal 1993 al 1996, durante i quali ebbi sofferenze atroci: in tante occasioni vomitavo di tutto, un vero calvario.

Il 3 dicembre del 1996 ebbi la mia liberazione definitiva con un altro esorcista, Don Matteo La Grua. La mia conversione è nata durante il percorso della liberazione e in me è esplosa la gioia piena».

La tua vita quindi prende la strada giusta?

«Ho cominciato ad andare tutti i giorni a messa; a 36 anni però ho avuto una caduta, un periodo difficile, durato fino ai miei 43 anni. Non accettavo me stessa e ho cercato conforto nel sesso: volevo essere amata, una donna vera. Ho fatto molti incontri negativi che mi lasciavano sempre più vuota».

Poi c’è stato l’incontro con Angelo, che diventa tuo marito. Come è andata?

«Dopo tanti fallimenti amorosi, non volevo più impegnarmi con nessuno, volevo restare da sola. Ma tramite un amico su Facebook ho conosciuto Angelo, che poi è diventato mio marito».

A questo punto prende la parola Angelo, che racconta: «Ci siamo conosciuti telefonicamente il 20 gennaio del 2014 alle 17:24; siamo stati al telefono 22 minuti e 50 secondi. Ci siamo raccontati le nostre vicissitudini e ferite: da parte mia era già nata una scintilla, o meglio, un vero e proprio colpo di fulmine! In Giusi invece no, ma ho continuato a corteggiarla e il 14 agosto del 2014 ci siamo visti e io l’ho baciata senza pensarci due volte (dentro di me ho detto: o mi dà uno schiaffo o si innamorerà). Poco dopo Giusi mi ha detto: “Ora vai e sappiamo che siamo fidanzati”».

Riprende la parola Giusi: «Angelo, nel settembre del 2014, è venuto dalla Puglia a Palermo e da allora ha abitato con me in Sicilia. Nel dicembre dello stesso anno mi ha portato in Puglia per farmi conoscere la sua famiglia e i suoi amici. Ci siamo sposati a Partanna di Trapani, nella chiesa Madonna delle Grazie, il 12 agosto del 2015».

Leggi i volumi ‘Libro di Cielo’ vergati dalla Serva di Dio Luisa Piccarreta, in cui vengono riportati i dialoghi tra Luisa e Gesù. Come è cambiata la tua vita con queste letture?

«La gioia è diventata ancora più piena, e di quella pace di cui parla Gesù, niente ci fa uscire dal Volere Divino. Quando ho letto un passo del libro ‘Le 24 Ore della Passione di nostro Signore Gesù Cristo’ vergato da Luisa Piccarreta, che dice: “La fermezza è quella virtù che fa conoscere se Dio regna veramente in noi. Se è vera virtù la nostra, saremo fermi nella prova con una fermezza che non ha periodi, ma sempre uguale a sé stessa, ed è questa sola fermezza che ci dà la pace. Come più ci rendiamo fermi nel bene, nel patire e nell’operare, così veniamo ad allargare il campo intorno a noi, dove Gesù allargherà le sue grazie”.

È come se parlasse a me. Quindi, con parole mie, ripeto: “Gesù, riparo con la tua volontà, amo con la tua volontà per tutte le creature, passate, presenti e future”. Sento come se mi chiedesse riparazione per i peccati; ora il mio handicap — le mie sofferenze mentre cammino — è diventato uno strumento per riparare e consolare Gesù».

(Tratto da l’altroparlante)