“Rispetto. Generare relazioni autentiche”. V Giornata Nazionale di Preghiera per gli Abusi sui Minori e i Sopravvissuti
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 17.11.2025 – Ivo Pincara] – Martedì 18 novembre 2025 la Chiesa in Italia con il Servizio Nazionale Tutela Minori invita a celebrare la V Giornata nazionale di preghiera per gli abusi sui minori e i sopravvissuti agli abusi nella Chiesa. Un momento intenso e di profonda solidarietà e vicinanza a chi ha vissuto una tale sofferenza, con il tema Rispetto. Generare relazioni autentiche e il versetto della Scrittura che guida i testi dei materiali di accompagnamento è tra i più noti del Vangelo: “Lasciate che i piccoli vengano a me” (Mc 10,14).
Il Vescovo di Noto, S.E.R. Mons. Salvatore Rumeo, ha invitato le comunità parrocchiali, le associazioni, i movimenti e le aggregazioni laicali a unirsi in preghiera per la V Giornata di Preghiera, e a creare intensi momenti di preghiera in un costante impegno a tutela dei minori e delle persone vulnerabili. In questa occasione, l’Ufficio Fragilità-Servizio diocesano Tutela minori della Diocesi di Noto e l’Associazione Meter promuovono per il pomeriggio del 18 novembre la preghiera del Santo Rosario per gli abusati e le vittime e a seguire la Santa Messa alle ore 18.00 presieduta da Don Fortunato Di Noto, Direttore dell’Ufficio Fragilità e Presidente di Meter, a tutela dei minori nella Parrocchia Madonna del Carmine di Avola.
“È il rispetto la sostanza etica a cui ancorare le nostre relazioni ecclesiali, quelle verticali come quelle orizzontali, affinché l’altro sia riconosciuto come tale: altro da me, differente. Di fronte all’altro non solo ci è chiesto di toglierci i sandali per rispettarne la sacralità e l’originalità di cui ciascuno è portatore, ma imparare a “chiedere permesso”, per incontrarne la vulnerabilità come tratto dell’umano da integrare e custodire, sempre e ovunque- scrive Chiara Griffini, Presidente del Servizio Nazionale per la Tutela dei Minori e Adulti Vulnerabili della Conferenza Episcopale Italiana, nell’Introduzione dei materiali di accompagnamento -. E il limite, se valicato, diventa non solo violazione, ma perdita per tutti di quella essenza che ci accomuna al di là di ogni gerarchia verticale e prossimità orizzontale: la dignità che ci appartiene come esseri umani. Quella dignità inviolabile che Gesù per primo ha riconosciuto ai bambini”.
Proseguendo sulla linea tracciata per l’edizione 2024, anche quest’anno il materiale è stato elaborato in collaborazione con persone toccate da vicino dalla drammatica realtà dell’abuso. Le riflessioni proposte per questa V Giornata di Preghiera sono infatti offerte da un gruppo del Settore Apostolato Biblico (SAB) di una Diocesi italiana, dove, attraverso l’ascolto della Parola, è stato possibile condividere e intraprendere percorsi di verità e giustizia su abusi generati dalla violazione del mandato evangelico “Lasciate che i piccoli vengano a me”, le cui conseguenze ricadono non solo sulle vittime, ma anche sulle generazioni familiari successive. Il gruppo ha elaborato il commento biblico e ha curato anche due testimonianze: quella di una vittima, che ha trovato dopo molti anni la forza di raccontare e quella della figlia di una vittima, che ripercorre tensioni familiari inspiegate derivanti dall’abuso subito dalla madre e sempre taciuto.
Tra il materiale offerti per questa giornata vi è una cartolina: “Essa potrà essere utilizzata per l’animazione pastorale della medesima giornata, come indicato nei testi per le veglie, e divulgandola anche in parrocchie, movimenti, gruppi per stimolare l’attivazione di quella responsabilizzazione comunitaria, quale terzo principio delle Linee Guida – ha spiegato la Presidente Griffini –. In questa prospettiva la cartolina sia utilizzata anche in ulteriori momenti formativi condotti nel corso dell’anno, affinché ciascuno possa e debba fare la sua parte nella fedeltà al mandato evangelico Lasciate che i piccoli vengano a me e nell’essere attore di tutela per una Chiesa sempre più fattivamente casa sicura, che genera ed educa a relazioni rispettose e autentiche per tutti e tutte”.
Come sperimentato fruttuosamente con la IV Giornata Nazionale di Preghiera (il tema era Ritessere fiducia), si rinnova l’invito ad utilizzare i testi non solo nel momento celebrativo del 18 novembre, ma anche come occasione di riflessione, di approfondimento, di dialogo e di preghiera lungo tutto l’anno, all’interno della pastorale ordinaria.
Nella sua Introduzione all’Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana ad Assisi, 17-20 novembre 2025, il Presidente, S.Em.R. il Signor Cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna, sul tema La cultura della prevenzione e della tutela ha detto: «Pensando a un mondo ferito, non possiamo non parlare della drammatica realtà degli abusi su cui non dobbiamo cessare di mantenere alta la guardia. Le Rilevazioni già pubblicate e le analisi che ci arriveranno dallo studio-pilota ci restituiscono un quadro articolato e significativo del cammino compiuto e delle sfide ancora aperte e rappresentano uno strumento concreto per continuare a migliorare, a interrogarsi, a camminare insieme. È stata fatta molta strada in questi anni, e non abbiamo avuto paura né di iniziarla né di continuare a percorrerla. Possiamo contare su una Rete efficace e radicata sul territorio, dove il presidio dei Servizi diocesani e interdiocesani, insieme ai Centri di ascolto, riflettono una presenza accogliente e solida della Chiesa che sa chinarsi con umiltà ad ascoltare il dolore delle vittime. Domani, 18 novembre, ricorre la V Giornata nazionale di preghiera, convintamente istituita dall’Episcopato italiano per riconoscere gli errori compiuti e impegnarsi per ricucire le ferite di chi ha sofferto e soffre, a causa di abusi, e anche noi, insieme, celebreremo questa preghiera durante i Vespri. Sempre domani porterà il suo saluto Mons. Thibault Verny, Presidente della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, a cui va la nostra gratitudine.
Mi sia permesso poi un ringraziamento – mio personale e della Presidenza –alle nostre Diocesi, che sono attivamente coinvolte in una nutrita serie di iniziative sul territorio finalizzate alla prevenzione: dalla sensibilizzazione alla formazione, esse vedono la partecipazione attiva di laici, chierici, religiosi e religiose. In particolare, la formazione resta un impegno rigoroso e costante: numeri alla mano, nel biennio 2023-2024 sono state raggiunte e formate circa 43mila persone. Certo, non mancano le zone d’ombra e le resistenze, ma abbiamo la concreta consapevolezza di un movimento costante, teso a rinsaldare la fiducia, ad amplificare il rispetto, ad accogliere e ascoltare le vittime, a custodire la dignità di ciascun membro del popolo di Dio».


























