Papa Leone XIV riceve in Udienza l’ordinario dell’Amministrazione Apostolico Personale di rito romano usus antiquior in Brasile

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 15.11.2025 – Vik van Brantegem] – Il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto questa mattina in Udienza S.E.R. Mons. Fernando Arêas Rifan, Vescovo titolare di Cedamusa, Amministratore Apostolico dell’Amministrazione Apostolica Personale San Giovanni Maria Vianney.

L’Amministrazione Apostolica Personale San Giovanni Maria Vianney è immediatamente soggetta alla Santa Sede, con sede a Campos dos Goytacazes in Brasile. Ha le funzioni simili di una Prelatura Personale per i fedeli della Diocesi di Campos che liberamente decidono di aderirvi. Nel 2023 contava 30.000 battezzati, 33 religiose e 32 sacerdoti, che celebrano la Santa Messa esclusivamente secondo il rito romano usus antiquior, con il messale promulgato da Papa Giovanni XXIII nel 1962. Ha 12 parrocchie, 2 quasi-parrocchie e 3 rettorie, con 115 chiese e 11 altre comunità in tutto il resto del Brasile nelle quali operano i sacerdoti dell’Amministrazione, su richiesta dei loro fedeli. Ha anche diverse associazioni pubbliche di fedeli tra cui si distinguono la Congregazione Mariana, l’Apostolato della preghiera, la Lega cattolica Gesù, Maria e Giuseppe e la Crociata eucaristica. Gestisce 2 asili, 2 orfanotrofi e 15 scuole. Fornisce anche assistenza alle famiglie bisognose nelle favelas e nella zona rurale di Campos dos Goytacazes, oltre a offrire corsi professionali gratuiti. Gestisce una casa editrice e di grafica, nota come Editore Dom Licinio.

L’Amministrazione Apostolica Personale San Giovanni Maria Vianney si differenzia da altri istituti cattolici tradizionali che utilizzano il Messale precedente la riforma liturgica (come la Fraternità Sacerdotale San Pietro, l’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote e altri) per l’essere soggetto esclusivamente e direttamente al Papa. Le altre società sono soggette al controllo della Congregazione per la Dottrina della Fede e della Congregazione per il Clero che sovrintendono i gruppi legati al rito romano antico.

Un’Amministrazione Apostolica, secondo il Codice di Diritto Canonico, è una circoscrizione ecclesiastica, equivalente a una diocesi, che è governata da un Amministratore Apostolico, che è vescovo, che la gestisce per conto del Papa al quale risponde in via esclusiva. Nella maggior parte dei casi, viene creata un’Amministrazione Apostolica nelle aree di missione, dove le infrastrutture per una diocesi non esistono ancora.

L’Amministrazione Apostolica in questione è di natura personale e non territoriale, quindi la sua giurisdizione benché circoscritta al territorio della Diocesi di Campos, riguarda i sacerdoti e i fedeli che seguono il rito romano nella forma antica, avendo il potere di incardinare sacerdoti e diaconi. È un caso unico al mondo. In questo modo, è simile ad una Prelatura Personale, con curia, seminario, parrocchie, chiese, sacerdoti, istituti di vita consacrata, catechisti e fedeli in generale con il privilegio di seguire il rito romana usus antiquior, con la sua disciplina e le sue usanze.

L’Amministrazione Apostolica San Giovanni Maria Vianney ha origine dall’Unione Sacerdotale San Giovanni Maria Vianney fondata da Mons. Antonio de Castro Mayer, già Vescovo di Campos, molto vicino alle posizioni dell’Arcivescovo Marcel Lefebvre, tanto che fu scomunicato per aver partecipato alla consacrazione illecita di quattro vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X.

Il 29 agosto 1981, Mons. de Castro Mayer lasciò la guida della Diocesi di Campos, nella quale aveva impedito l’attuazione della riforma liturgica, permettendo solo il rito antico. Alla sua morte, avvenuta nel 1991, alcuni presuli consacrati illecitamente da monsignor Lefebvre ordinarono vescovo il suo successore, Mons. Licínio Rangel.

Il 15 agosto 2001, Mons. Rangel e tutti i membri dell’Unione sacerdotale San Giovanni Maria Vianney inviarono a Papa Giovanni Paolo II la richiesta di essere nuovamente ammessi alla comunione con la Santa Sede. Il successivo 25 dicembre Giovanni Paolo II accettò la richiesta dell’Unione e annunciò l’erezione dell’Amministrazione Apostolica San Giovanni Maria Vianney, che sarebbe stata affidata allo guida dello stesso Mons. Rangel al quale sarebbe stato assicurato un successore.

L’Erezione dell’Amministrazione Apostolica San Giovanni Maria Vianney ebbe luogo il 18 gennaio 2002 con il Decreto Animarum bonum della Congregazione per i Vescovi e la nomina ad Amministratore Apostolico di Mons. Rangel al quale fu assegnata la sede titolare di Zarna. Il successivo 28 giugno fu nominato quale Vescovo coadiutore con diritto di successione Mons. Fernando Arêas Rifan che si trova alla guida dell’Amministrazione Apostolica San Giovanni Maria Vianney dal giorno della morte di Mons. Rangel avvenuta il 16 dicembre 2002.

L’Animarum bonum concesse la facoltà di celebrare, di usare il breviario, di amministrare i sacramenti, di usare il calendario liturgico, così come di osservare l’intera disciplina liturgica come stabilito da Papa Pio V nel 1570 nell’ultima versione aggiornata da Papa Giovanni XXIII nel 1962. Questo costituisce il “rito proprio” dell’Amministrazione.

Sebbene sia elencato tra le Udienze ordinarie, l’incontro del Vescovo Rifan con Papa Leone XIV ha un significato che va oltre il breve annuncio. Il Vescovo Rifan, che si avvicina ai 75 anni, occupa una posizione unica nel mondo Cattolico. Mentre diversi gruppi e istituti in unione con la Santa Sede, celebrano secondo il Rito Antico, il Vescovo Rifan rimane l’unico vescovo il cui intero ministero pastorale è incentrato sul rito Vetus Ordo. Per molti fedeli Sudamericani legati alla Messa tradizionale, il Vescovo Rifan è diventato un rappresentante importante in un momento in cui il futuro del rito tradizionale rimane oggetto di un acceso dibattito.

Dopo l’udienza, il Vescovo Rifan ha diffuso un breve video in cui ha descritto l’incontro come eccezionalmente incoraggiante: «Oggi ho avuto la grande grazia di avere un’Udienza privata con il nostro Papa Leone XIV per manifestargli la nostra adesione, la nostra obbedienza filiale, la nostra gratitudine per tutto ciò che ha fatto per la Chiesa e soprattutto per la nostra amministrazione apostolica». Riflettendo sull’incontro, il Vescovo Rifan ha affermato di aver colto l’occasione per giurare fedeltà al Papa e per spiegare chiaramente come la comunità tradizionale vive la sua missione all’interno della Chiesa. «Gli abbiamo chiesto di continuare a sostenerci, a darci forza, e gli abbiamo dimostrato che preserviamo la liturgia nella sua forma antica, ma in piena comunione con la Chiesa. È stato molto contento», ha affermato il vescovo Rifan. «Il nostro incontro è stato molto positivo: la nostra conversazione e tutto il sostegno che abbiamo ricevuto da lui. Continuiamo con la grazia di Dio. Preghiamo sempre per il Santo Padre, Papa Leone XIV». L’Udienza è seguita alle dichiarazioni di Papa Leone XIV a Crux lo scorso 18 settembre, in cui ammetteva di «non aver avuto l’opportunità di incontrare veramente un gruppo di persone che sostengono il rito tridentino», ma che si aspettava di farlo presto. Nell’intervista a Crux, il Papa ha lamentato la polarizzazione che circonda la questione, affermando che «le persone non sono disposte ad ascoltarsi a vicenda… Questo è un problema in sé. Significa che ora siamo nell’ideologia, non siamo più nell’esperienza della comunione ecclesiale». L’Udienza con il Vescovo Rifan sembra essere il primo passo concreto verso quell’impegno promesso.

Foto di copertina: stemma dell’Amministrazione Apostolica San Giovanni Maria Vianney.
Lo stemma ha aspetti dell’araldica ecclesiastica che riflettono la devozione dei suoi sacerdoti alla Madonna e a San Giovanni Maria Vianney. Il campo dello scudo ecclesiastico è di colore blu, associato alla Madonna, a significare che l’Amministrazione Apostolica le è stata consacrata. La croce che porta la stola è un elemento in riferimento a San Giovanni Maria Vianney, patrono dei sacerdoti, forse alludendo a una frase che il santo avrebbe detto alla fine della vita: “Come è bello morire quando si è vissuti sotto la croce!”. San Giovanni Maria Vianney non aveva qualità intellettuali o amministrative. Questo allude forse al fatto che i sacerdoti dell’amministrazione, simboleggiati dalla stola, un paramento che simboleggia la dignità sacerdotale, devono depositare la loro fiducia e la condotta della pastorale e dell’apostolato nell’Amministrazione prima in Cristo e nella sua grazia che nelle loro stesse capacità umane, e che quindi i sacerdoti dovrebbero essere docili alla volontà di Dio, essere i loro strumenti efficaci. Gli ornamenti esterni dello stemma esprimono il potere della giurisdizione e dell’ordinario dell’Amministratore Apostolico che è vescovo, essendo gli stessi delle diocesi, ovvero mitra e pastorale, simboli del potere della giurisdizione episcopale, e la croce processionale, simbolo del potere episcopale dell’ordine.

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