I capolavori della musica sacra: il Miserere di Gregorio Allegri. Conferenza del Maestro Aurelio Porfiri a Roma
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 14.11.2025 – Jan van Elzen] – Domenica 16 novembre 2025 alle ore 16.00, nella storica chiesa di Santa Maria in Cappella in via Pietro Peretti 6 a Roma, zona Trastevere, il maestro Aurelio Porfiri, musicista, compositore, direttore di coro e studioso riconosciuto della tradizione liturgico-musicale romana, terrà una Conferenza per esplorare in tutta la sua profondità il capolavoro di Gregorio Allegri (1582-1652) il Miserere (Abbi pietà), senza dubbio uno dei brani più emblematici della musica sacra occidentale, circondato da un’aura di mistero, devozione e fascino storico.
Nel corso dell’incontro, il Maestro Porfiri condurrà il pubblico in un viaggio attraverso la genesi e la storia del Miserere, dalla sua funzione all’interno dell’Ufficio delle Tenebre nella Cappella Sistina alla sua straordinaria diffusione in tutta Europa. Saranno messi in luce i caratteri musicali dell’opera, la struttura polifonica che alterna la purezza del canto gregoriano alle preziose linee rinascimentali, così come le leggende e i miti che nei secoli hanno avvolto questa composizione.
La conferenza offrirà inoltre un approfondimento sul significato spirituale del Salmo 51, un salmo penitenziale, noto anche come Miserere, testo che esprime il pentimento con la confessione del peccato e la supplica di perdono, che ha ispirato generazioni di fedeli e artisti.
Grazie alla competenza storica e liturgica del Maestro Porfiri, i partecipanti saranno guidati a comprendere come il Miserere non sia soltanto un capolavoro musicale, ma un’espressione intensa della Fede Cristiana e della sua visione della misericordia divina.
Un’occasione preziosa per riscoprire uno dei tesori più luminosi della scuola romana.
Il Miserere
di Gregorio Allegri
Miserere mei, Deus: secundum magnam misericordiam tuam.
Et secundum multitudinem miserationum tuarum, dele iniquitatem meam.
Amplius lava me ab iniquitate mea: et a peccato meo munda me.
Quoniam iniquitatem meam ego cognosco: et peccatum meum contra me est semper.
Tibi soli peccavi, et malum coram te feci: ut iustificeris in sermonibus tuis, et vincas cum iudicaris.
Ecce enim in iniquitatibus conceptus sum: et in peccatis concepit me mater mea.
Ecce enim veritatem dilexisti: incerta et occulta sapientiae tuae manifestasti mihi.
Asperges me, hyssopo, et mundabor: lavabis me, et super nivem dealbabor.
Auditui meo dabis gaudium et laetitiam: et exsultabunt ossa humiliata.
Averte faciem tuam a peccatis meis: et omnes iniquitates meas dele.
Cor mundum crea in me, Deus: et spiritum rectum innova in visceribus meis.
Ne proiicias me a facie tua: et spiritum sanctum tuum ne auferas a me.
Redde mihi laetitiam salutaris tui: et spiritu principali confirma me.
Docebo iniquos vias tuas: et impii ad te convertentur.
Libera me de sanguinibus, Deus, Deus salutis meae: et exsultabit lingua mea iustitiam tuam.
Domine, labia mea aperies: et os meum annuntiabit laudem tuam.
Quoniam si voluisses sacrificium, dedissem utique: holocaustis non delectaberis.
Sacrificium Deo spiritus contribulatus: cor contritum, et humiliatum, Deus, non despicies.
Benigne fac, Domine, in bona voluntate tua Sion: ut aedificentur muri Ierusalem.
Tunc acceptabis sacrificium iustitiae, oblationes, et holocausta: tunc imponent super altare tuum vitulos.
Questa opera a cappella, basata sul Salmo 50, era da eseguire a luci spente nella Cappella Sistina durante il mattutino come parte dell’Ufficio delle Tenebre della Settimana Santa. È l’ultimo dei dodici Miserere composti e cantati in Sistina dal 1514 ed è anche il più famoso. Il brano era considerato così sacro che il Papa, per preservarne l’unicità, proibì che fosse trascritto e proibì che le eventuali copie uscissero dalla Cappella Sistina, tanto che l’esecuzione altrove era punita con la scomunica.
Il Miserere di Allegri è una composizione a nove voci per due cori, uno di cinque voci e uno di quattro, ed è generalmente riconosciuto come uno dei migliori esempi di polifonia rinascimentale. Il suo spartito originale, vergato dalla mano del compositore, non è mai stato trovato. Tre copie autorizzate della partitura vennero distribuite fuori dalla Cappella Sistina prima del 1770: una a Leopoldo I d’Asburgo, una al Re del Portogallo e una a Giovanni Battista Martini. Nessuno di loro, tuttavia, riuscì a riprodurre la bellezza del miserere così come veniva cantato nella Sistina.
Il quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart, in visita a Roma, ascoltò il Miserere di Allegri l’11 aprile 1770 durante l’Ufficio delle Tenebre del Giovedì Santo, la sera del Mercoledì Santo. Il Giovedì Santo lo trascrisse interamente a memoria, ritornando nella Cappella Sistina il venerdì successivo, 13 aprile, per fare piccole correzioni. Leopold Mozart, padre di Wolfgang, in una lettera alla moglie Anna Maria Pertl del 14 aprile 1770 comunicò: «A Roma si sente spesso parlare del famoso Miserere, tenuto in tanta considerazione che ai musicisti della cappella è stato proibito, sotto minaccia di scomunica, di portarne fuori anche una sola parte, copiarlo o darlo a chicchessia. Noi però l’abbiamo già, Wolfgang l’ha trascritto a memoria, e, se non fosse necessaria la nostra presenza al momento dell’esecuzione, noi l’avremmo già inviato a Salisburgo. Infatti la maniera di eseguirla conta più della composizione stessa, e quindi provvederemo noi stessi a portarla a casa». Quando Pertl rispose preoccupata, Leopold precisò in una lettera del 19 maggio successivo: «Non c’è la minima ragione di essere in ansia […] Tutta Roma e persino il Papa stesso sa che l’ha trascritto. Non c’è assolutamente niente da temere, al contrario, l’impresa gli ha fruttato un grande credito».
Dopo la trascrizione di Mozart, la minaccia della scomunica venne tolta.
Il Miserere di Allegri venne eseguito nella Cappella Sistina, pressoché senza interruzioni, fino al 1870. Per la prima volta dopo 141 anni, il 9 marzo 2011, la composizione è stata nuovamente eseguita inserita nella liturgia, celebrata dal Papa Benedetto XVI, nella basilica di Santa Sabina in Roma durante la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri.
Salmo 51
Abbi pietà di me, o Dio, per la tua bontà; nella tua grande misericordia cancella i miei misfatti.
Lavami da tutte le mie iniquità e purificami dal mio peccato;
poiché riconosco le mie colpe, il mio peccato è sempre davanti a me.
Ho peccato contro te, contro te solo, ho fatto ciò che è male agli occhi tuoi. Perciò sei giusto quando parli e irreprensibile quando giudichi.
Ecco, io sono stato generato nell’iniquità, mia madre mi ha concepito nel peccato.
Ma tu desideri che la verità risieda nell’intimo; insegnami dunque la sapienza nel segreto del cuore.
Purificami con issopo, e sarò puro; lavami, e sarò più bianco della neve.
Fammi di nuovo udire canti di gioia e di letizia, ed esulteranno quelle ossa che hai spezzate.
Distogli lo sguardo dai miei peccati e cancella tutte le mie colpe.
O Dio, crea in me un cuore puro e rinnova dentro di me uno spirito ben saldo.
Non respingermi dalla tua presenza e non togliermi il tuo santo Spirito.
Rendimi la gioia della tua salvezza e uno spirito volenteroso mi sostenga.
Insegnerò le tue vie ai colpevoli, e i peccatori si convertiranno a te.
Liberami dal sangue versato, o Dio, Dio della mia salvezza, e la mia lingua celebrerà la tua giustizia.
Signore, apri tu le mie labbra, e la mia bocca proclamerà la tua lode.
Tu infatti non desideri sacrifici, altrimenti li offrirei, né gradisci olocausto.
Sacrificio gradito a Dio è uno spirito afflitto; tu, Dio, non disprezzi un cuore abbattuto e umiliato.
Fa’ del bene a Sion, nella tua grazia; edifica le mura di Gerusalemme.
Allora gradirai sacrifici di giustizia, olocausti e vittime arse per intero; allora si offriranno tori sul tuo altare.




























