“Daria”: il 54° libretto della collana #VoltiDiSperanza a conclusione del 68° Viaggio di solidarietà e speranza in Siberia di Don Gigi

Copertina libro
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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 10.11.2025 – Jan van Elzen] – Sabato 8 novembre 2025 è stato pubblicato Daria, il 54° libretto della collana #VoltiDiSperanza della Fondazione Santina Onlus, a seguito dal 68° Viaggio di solidarietà e speranza dal tema La speranza vede l’invisibile, sente l’intangibile e realizza l’impossibile, che Mons. Luigi (Don Gigi) Ginami, Presidente della Fondazione Santina e dell’Associazione Amici di Santina Zucchinelli, ha effettuato in Siberia dal 24 al 28 ottobre 2025. Sono 148 pagine, che si possono leggere gratuitamente in formato elettronico oppure acquistare in formato cartacea al prezzo di 5,50 Euro su AMAZON, sostenendo le opere di beneficenza della Fondazione Santina Onlus nel mondo.

Il contenuto

Il libretto Daria apre con l’Introduzione Un filo rosso al femminile, a firma di della giornalista RAI Vania De Luca, di cui riportiamo di seguito il testo.

Poi seguono i sette report di Don Gigi, che abbiamo pubblicato in anteprima su questo Blog dell’Editore:

  • Un viaggio con due donne e tre autori
  • In viaggio con tre amici: Pavel, Aleksander, Fedor
  • Un viaggio complicato
  • Daria
  • Un nuovo refettorio in Siberia
  • Padre Alfredo Fecondo
  • Gulag

Poi, il libretto chiude con due appendici. La prima dal titolo Il crimine inizia con l’indifferenza, scritto su richiesta di Don Gigi appositamente per questo libretto da Vik van Brantegem. Nella seconda appendice, Don Gigi racconta che la collana #VoltiDiSperanza consolida il suo mercato su Amazon.

Introduzione
Un filo rosso al femminile
Di Vania De Luca

Sorride serena Daria, con lo sguardo profondo e dolce, furbo e insieme complice, la forza della giovinezza e il velo della consacrata.

È lei il Volto di Speranza di questo 54esimo viaggio di don Gigi Ginami, che dopo l’Africa e l’Iraq, il Messico e il Perù, e tanti altri paesi del mondo, arriva questa volta tra i paesaggi innevati della Siberia.

Daria bambina nella Russia degli anni ’90, come tanti cresciuta “da sola” mentre gli adulti erano impegnati a sopravvivere.

Daria dal cuore sempre inquieto, che scopre il senso religioso che è in ogni persona, e che incuriosita dai colloqui con un’insegnante all’università trova una direzione, una strada, e infine la fede. E sceglie, lei ortodossa, prima il battesimo, poi il convento.

Daria che della solitudine dell’infanzia non ricorda alcuna sofferenza quanto piuttosto la libertà vertiginosa dei bambini come lei.

Daria che è un po’ speciale, perché solo una persona un po’ speciale può dire che Gesù è come la giraffa. Non basta averla vista in fotografia, averne letto o sentito parlare. La devi incontrare. Di persona. Allora sì… Eppure Daria, che ci sorride dalla copertina del volume, non è l’unica protagonista di questo viaggio di don Gigi, che si lascia accompagnare intellettualmente da tre autori del calibro di Florensky, Solženicyn e Dostoevskij, e preparare da due donne che conoscono bene il significato delle parole “bambini”, “emigrazione” e “povertà”: Blanca, ecuadoregna, e Galina, originaria della Russia. Nata a fine anni ‘60, ma poi tragicamente e prematuramente morta poco più che quarantenne. E’ per lei, nuora di una donna molto vicina alla fondazione Santina Zucchinelli, e madre di uno splendido ragazzo che don Gigi va in Siberia a inaugurare un refettorio per bambini che a Galina è dedicato. C’è un filo rosso femminile in questo volumetto, che parte da lontano, da Santina, e dal vuoto e pieno che ha lasciato nel cuore di don Gigi, che anche questa volta parte con il desiderio “che questo viaggio mi curasse dentro, mi curasse l’anima”. Non è un caso che il momento più emozionante è quello in cui viene ‘svelata’ la targa di Fondazione Santina, con la dedica – in cirillico – a Galina. Ci sono poi altri personaggi, appena tratteggiati, come Olga, con quattro figli di cui tre disabili, e don Alfredo, sacerdote abruzzese che di sabato mattina si mette in viaggio per villaggi, macinando chilometri su neve e ghiaccio per celebrare l’eucaristia. C’è il dramma dei gulag comunisti e la natura incantevole dei panorami di Siberia, terra di martiri e di sofferenza, ma insieme di freschezza e di rinascita, dove quando meno te l’aspetti sgorga una sorgente d’acqua miracolosa, che lava e che risana.

Sono fatte di acqua anche le lacrime. E don Gigi lo sa. Lui che continua ostinatamente a cercare a ogni latitudine lacrime da consolare, ma non solo. Lui cerca il perché di ogni lacrima e chi un giorno le asciugherà. Tutte. Una per una. A volte si continua a cercare chi si conosce già, avendolo incontrato, magari in fondo a un abisso di vuoto e di dolore, di privazione e di morte. È come per la giraffa, che solo se l’hai vista sei sopraffatto dalle emozioni. E lì dove l’hai già incontrato continui a cercarlo. “La Siberia – scrive l’autore – sta curando il mio cuore”.

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