Leone XIV e la Chiesa che verrà
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 10.11.2025 – Andrea Gagliarducci] – Il documento, che definisce “inappropriato” il titolo di Maria di corredentrice [*], non è l’unica notizia emersa la scorsa settimana. Alla conferenza stampa di presentazione della Nota dottrinale, tenutasi presso la Curia dei Gesuiti, anziché presso la Sala Stampa della Santa Sede, come sarebbe più appropriato per un documento di tale importanza, il Cardinale Víctor Manuel Fernández ha annunciato, che anche il documento sulla monogamia sarebbe stato pubblicato a breve.
Il documento sulla monogamia, così come quello sui titoli della Vergine Maria, erano stati ampiamente annunciati dal Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede nel gennaio di quest’anno, poco prima che Papa Francesco iniziasse il suo ricovero in ospedale e il suo ultimo viaggio. Restava da vedere se Leone XIV intendesse pubblicare questi documenti. Quindi, ora sembra che Leone XIV non intenda lasciare nulla di incompiuto o sprecato del lavoro già iniziato dal suo predecessore. Lo fece pubblicando Dilexi te, l’Esortazione sulla povertà, che porta la firma di Leone XIV, ma che in realtà reca una profonda impronta di Papa Francesco. Lo fece, accettando un discorso ai movimenti popolari, con cui continuò ad incontrarsi, che avanzava una serie di preoccupazioni care al pontefice argentino, con l’idea di un Cristianesimo sociale in qualche modo in contrasto con la centralità di Cristo, che Leone XIV ha sostenuto fin dall’inizio del suo pontificato. E lo fece pubblicando i “documenti sospesi”, che forse subiscono qualche ritocco, ma che in realtà portano con sé lo spirito del loro iniziatore, il predecessore di Papa Leone XIV.
In effetti, il documento sui titoli di Maria sembra divergere significativamente dall’idea di unità e riconciliazione nella Chiesa, che permeava la scelta di Prevosto come Papa e i primi passi di Leone XIV. Per sua stessa natura, il documento del Dicastero per la Dottrina della Fede era destinato a dividere, in qualche modo. Non solo ha definito il titolo di corredentrice “inappropriato”, ma è stato anche freddo nei confronti del titolo di Maria Mediatrice. Ci si chiede, che ne sarà delle parrocchie intitolate a Maria Mediatrice (anche una a Siracusa – quella a cui sto pensando è in Sicilia, non nello stato di New York – intitolata a Maria Mediatrice di tutte le Grazie, cosa specificamente ed esplicitamente sconsigliata nel documento del Dicastero per la Dottrina della Fede)?
In breve: questo documento apre un nuovo fronte nel dibattito intra-ecclesiale, che forse non era necessario aprire.
Leone XIII aveva persino parlato di corredentrice, e Giovanni Paolo II amava chiamare così la Vergine Maria, tanto da farlo sette volte durante il suo pontificato. Benedetto XVI, tuttavia, che insisteva sulla precisione – era un teologo, ovviamente – ha evitato il titolo, sottolineando le potenziali difficoltà di comprensione.
Ma è proprio questo il punto. Se un titolo è difficile da comprendere, etichettarlo come inappropriato, anche in un documento di 21 pagine, per quanto chiaro e scorrevole, non è sufficiente. Ciò che serve è uno studio teologico approfondito, un dibattito che in ultima analisi consenta a tutti, se non di accettare, almeno di comprendere le conclusioni raggiunte. Ed è questo che è mancato.
Il documento ha avuto la stessa gestazione del documento sulla benedizione delle coppie irregolari, che Fernández aveva affermato essere stato sottoposto al dicastero per la revisione. Alla fine, è emerso che si era discusso solo in generale di un documento sull’argomento, ma che il risultato finale non era stato discusso in dettaglio durante la feria quarta, la riunione del mercoledì di tutti i funzionari del dicastero, che serve a discutere le questioni con un approccio interdisciplinare.
Questo documento incarna lo stesso paradosso, che ha accompagnato il pontificato di Papa Francesco: “sinodale” nel suo linguaggio, di fatto accentratore. Non sorprende, in questo senso, che il documento sia stato contestato anche durante la sua presentazione, persino dai laici. Supponiamo tuttavia, che la sinodalità venga assimilata a un processo democratico, in cui tutti possono e devono avere voce in capitolo e in cui la voce di ciascuno conta equamente. In tal caso, ci ritroveremmo con queste distorsioni, con laici che cercano di sostituire gli organismi dottrinali e con dibattiti che diventano validi, semplicemente perché vengono dibattuti.
Questo documento era necessario? Probabilmente no, così come non c’era bisogno del documento che benediceva le coppie irregolari – quando mai i sacerdoti hanno negato a qualcuno un semplice segno di croce sulla fronte? – né c’era bisogno della Traditionis custodes, che limitava severamente la celebrazione della Messa e di altri riti liturgici secondo l’uso antico. Questi sono tutti documenti divisivi, che non aggiungono né sottraggono nulla al dibattito, ma tendono tutti a troncare la discussione attraverso l’esercizio di un potere di governo grezzo. Questo, in breve, è il motivo per cui hanno l’effetto di alienare le persone dalla Fede.
Nella sua omelia per la festa della Dedicazione della Basilica Lateranense, domenica 9 novembre 2025, Papa Leone XIV ha parlato della Chiesa come di un cantiere. A questo punto, deve decidere che tipo di Chiesa vuole costruire. Non è chiaro se intenda prima recepire tutte le decisioni di Francesco e poi procedere con i suoi adattamenti o nuove scelte. Se questa fosse la strategia, si troverebbe ancora a dover gestire un’eredità ingombrante e un pontificato che deve ancora iniziare.
È stata diffusa la notizia che il Papa convocherà un Concistoro straordinario di cardinali il 7 e 8 gennaio 2026. Non è stato fornito alcun ordine del giorno per l’incontro. Quindi, sembra che il Papa concluderà tutto il lavoro di Papa Francesco entro la fine del Giubileo, il 6 gennaio.
Se Leone XIV inizierà a formare la sua squadra di governo, potrebbe allora essere possibile valutare accuratamente il suo operato da pontefice. Tuttavia, affinché il governo sia efficace, deve essere composto da persone impegnate per il suo successo. Saranno necessari degli aggiustamenti alle riforme di Francesco, così come un linguaggio chiaro su alcune questioni significative. Il documento sulla monogamia sarà un caso di prova.
Nel frattempo, ci chiediamo che fine abbia fatto il documento sulla schiavitù, annunciato da Fernández. Quello era il documento più a rischio di controversia, se non altro per la particolare visione di Fernández – molto latinoamericana – sull’atteggiamento della Chiesa nei confronti della schiavitù.
Ogni documento, tuttavia, è un banco di prova per il nuovo Papa. Accetterà passivamente le decisioni prese? O reagirà ai Guardiani della Rivoluzione di Francesco, che lo hanno circondato fin dal primo giorno del suo pontificato?
Siamo di fronte ad un lungo pontificato, che non può ancora essere completamente decifrato. Eppure, queste domande sono scottanti oggi.
Questo articolo nella nostra traduzione italiana è stato pubblicato dall’autore in inglese sul suo blog Monday Vatican.
[*] Articoli sulla questione:
- Maria Santissima è Corredentrice, Mediatrice di tutte le grazie e Avvocata per il Popolo di Dio. I termini Mediatrice e Corredentrice senza confusione si illuminano a vicenda nell’unica Mediazione e Redenzione di Cristo – 9 novembre 2025
- La Vergine Santissima Corredentrice del genere umano ha cooperato con il Redentore divino Gesù all’opera grandiosa della redenzione degli uomini – 6 novembre 2025
- Maria Santissima, Madre di Dio, della Chiesa e degli uomini, Corredentrice, Mediatrice di tutte le grazie e Avvocata per il Popolo di Dio – 5 novembre 2025




























