La Vergine Santissima Corredentrice del genere umano ha cooperato con il Redentore divino Gesù all’opera grandiosa della redenzione degli uomini
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 06.11.2025 – Vik van Brantegem] – A seguito dell’articolo di ieri, Maria Santissima, Madre di Dio, della Chiesa e degli uomini, Corredentrice, Mediatrice di tutte le grazie e Avvocata per il Popolo di Dio, ritorno sulla confusione creata dal Dicastero per la Dottrina della Fede con la “Nota dottrinale Mater Populi fidelis su alcuni titoli mariani riferiti alla cooperazione di Maria all’opera della salvezza”, ribadendo innanzitutto che questa Nota non nega, né vieta i titoli per Maria Santissima di Corredentrice o Mediatrice di tutte le grazie. Inoltre, osservando che, linguisticamente, il termine Corredentrice non crea confusione: il prefisso “co” deriva dal latino “cum”, che significa “con” e non “uguale a, pari a”.
Per primo, per comprendere la questione, che è molto semplice e che viene complicata con la Nota dottrinale, di seguito riporto quanto scritto da Padre Gabriele Maria Roschini, O.S.M. (1900-1977), nel suo libro Istruzioni mariane (Edizioni Paoline 1951, 318 pagine), non un denso trattato di teologia, ma un testo semplice e abbastanza breve, senza profonde disquisizioni, che espone le principali verità di fede sulla Madre di Dio in modo chiaro e divulgativo. L’autore, un religioso dell’Ordine dei Servi di Maria, fu un professore e mariologo di fama mondiale, fondatore della Facoltà Teologica Pontificia Marianum di Roma nel 1950 sotto il pontificato di Papa Pio XII, docente alla Pontificia Università Lateranense e consulente del Sant’Uffizio. Egli è considerato come il più grande mariologo del XX secolo, molto apprezzato da tutti i Papi nel corso della sua vita sacerdotale (soprattutto da Papa Pio XII), ed è stato spesso definito da Papa San Giovanni Paolo II come uno dei più grandi esperti mariani che sia mai vissuto.
«Il titolo di CORREDENTRICE del genere umano che noi tributiamo con tanto entusiasmo alla Vergine SS. è un titolo relativamente nuovo e nel medesimo tempo antichissimo: nuovo quanto al termine, poiché non lo vediamo apparire se non nel Medio Evo, e specialmente agli albori del sec. XIV; antichissimo quanto alla dignità da esso significata. Esso corrisponde ed assomma tanti altri titoli equivalenti dati alla Vergine SS. dai SS. Padri e Dottori della Chiesa. Un pio autore, per es., ha trovato che il solo titolo di «Riparatrice del genere umano» equivalente a quello di Corredentrice, si trova in ben 21 Ss. Padri e Dottori della Chiesa. Si tratta, quindi, di cosa assai antica espressa con termine relativamente nuovo.
Però, essendo questo termine in uso da più secoli presso il popolo cristiano, senza che la Chiesa lo abbia mai contraddetto, meritamente incorrerebbe la taccia di temerario quel cattolico che osasse dubitare della sua legittimità. Dobbiamo anzi aggiungere che la Chiesa non solo non l’ha mai contraddetto, ma l’ha ormai fatto suo in vari decreti emanati dalle Ss. Congregazioni Romane.
Ma che cosa intendiamo dire chiamando la Vergine SS. Corredentrice del genere umano?… Nient’altro che questo: che Essa ha cooperato realmente ed immediatamente con Gesù, Redentore divino, all’opera grandiosa della redenzione degli uomini, soddisfacendo con Lui alla giustizia divina, offesa dal peccato di Adamo, e meritandoci con Lui tutte le grazie della redenzione.
Bisogna guardarsi bene però dalle esagerazioni. Così, sarebbe esagerazione considerare la cooperazione di Maria come una cooperazione collaterale, quale è quella che ha luogo, per esempio, negli sforzi di due o più uomini nel sollevare un peso. Gesù è l’unico Redentore: ipse est propitiatio pro peccatis nostris. Maria coopera con Gesù, ma dipendentemente da Lui, ma subordinatamente a Lui. Essa, dunque, è causa secondaria, subordinata, benché vera, reale, efficace, della nostra redenzione» (Padre Gabriele Maria Roschini, O.S.M.).
In secondo luogo, ricordo i Papi che hanno promossi il titolo di Corredentrice per la Madonna:
- Papa Pio IX: Costituzione apostolica Ineffabilis Deus, 1854.
- Papa Leone XIII: Enciclica Supremi apostolatus officio, 1883; Enciclica Jucunda semper, 1894; Costituzione apostolica Ubi primum, 1898; Enciclica Adjutricem populi, 1895.
- Papa Pio X: Enciclica Ad diem illum, 1904; durante il suo pontificato, un decreto del Sant’Uffizio (predecessore dall’attuale Dicastero per la Dottrina della Fede) del 26 giugno 1913 elogiava “l’uso di aggiungere dopo il nome di Gesù quello di Sua Madre, la nostra Corredentrice, la Beata Vergine Maria”; la stessa Sacra Congregazione concesse l’indulgenza per la recita della preghiera in cui Maria è chiamata “corredentrice del genere umano” il 22 gennaio 1914.
- Papa Benedetto XV: Lettera apostolica Inter Sodalicia, 22 marzo 1918.
- Papa Pio XI: Lettera apostolica Explorata res, 2 febbraio 1923; Discorso ai pellegrini di Vicenza (30 novembre 1933); la preghiera nel suo Messaggio ai pellegrini di Lourdes per il Giubileo della Redenzione, 29 aprile 1935: “O Madre di pietà e di misericordia, che come Corredentrice sei stata accanto al tuo dolcissimo Figlio soffrendo con Lui quando ha consumato la redenzione del genere umano sull’altare della croce… conserva in noi, ti preghiamo, giorno per giorno, i frutti preziosi della Redenzione e della tua compassione”.
- Pio XII: Enciclica Mystici corporis, 1943; Enciclica Ad caeli Reginam, 1954.
- Di Papa San Giovanni Paolo II abbiamo riferito ieri.

Ma, certo! Cosa ne sapevano i Romani Pontefici, rispetto all’autore del librettino Guariscimi con la tua bocca. L’arte del bacio (Lumen 1995, 80 pagine), l’esperto di baci Víctor Manuel (Tucho) Fernández, che crea confusione e divisione tra i fedeli da quando è stato nominato prefetto del dicastero che fu di giganti come Carafa, Ghisleri, Rebiba, Merry del Val, Ottaviani, Ratzinger, Müller, ecc., e diffonde una Nota dottrinale, perché è preoccupato che il titolo Corredentrice per la Madre di Dio causi “confusione tra i fedeli”, perché “sminuirebbe l’unico valore redentivo di Gesù Cristo”. Sì, certo! Che va a leggere il libro di un esperto di fama mondiale – non di baci, ma di mariologia – come Padre Gabriele Maria Roschini, O.S.M.
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- L’«esperto di baci» Tucho nominato Prefetto del dicastero che fu di giganti come Carafa, Ghisleri, Rebiba, Merry del Val, Ottaviani, Ratzinger, Müller – 2 luglio 2023

Secondo la tradizione, nel 1091, nella piana di Donnalucata, nei pressi di Scicli, sarebbe avvenuta una miracolosa apparizione della Vergine. L’Emiro Belcane, a capo delle forze musulmane, tentò di invadere la Sicilia, allora sotto il controllo Normanno. Di fronte alla minaccia nemica, gli abitanti di Scicli invocarono l’aiuto della Vergine Maria, che apparve su un cavallo bianco in veste di gloriosa guerriera, sconfiggendo i Saraceni e liberando la Città.
La festa in onore della Madonna delle Milizie è una delle più antiche celebrazioni religiose della Sicilia. Inizialmente si teneva nei giorni precedenti la Pasqua. Il 10 marzo 1736 la Sacra Congregazione dei Riti, sotto il pontificato di Papa Clemente XII, stabilì che dovesse essere celebrata il sabato prima della Domenica di Passione. Successivamente, la ricorrenza fu spostata all’ultimo sabato di maggio.
Il simulacro della Madonna delle Milizie, raffigurante la Vergine armata e a cavallo, è custodito nella Chiesa Madre di San Guglielmo.
La Madonna delle Milizie rappresenta un simbolo identitario per la Città di Scicli. L’iconografia della Vergine guerriera, inizialmente considerata inusuale rispetto alla tradizione cristiana, richiama il concetto biblico di “Dio degli eserciti”, che protegge i fedeli in momenti di pericolo. Il culto e la festa, oltre alla loro dimensione religiosa, hanno assunto nel tempo un forte valore storico, sociale e culturale. La sacra rappresentazione dell’evento non è solo una rievocazione folcloristica, ma è considerata una memoria collettiva, un racconto in cui la Città riconosce le proprie radici e la propria identità. Don Ignazio La China, Vicario foraneo di Scicli, ha interpretato l’episodio in chiave teologica e metastorica, vedendovi una rappresentazione del duello tra il Bene e il Male, simile alla vittoria biblica di Dio contro il serpente dell’Eden e il drago dell’Apocalisse.
In terzo luogo, condivido l’articolo Il Dicastero torna “sul luogo del delitto” a firma di Marco Lepore, pubblicato oggi su Il blog di Sabino Paciolla-Oltre il giardino:
Martedì 4 novembre, il Dicastero per la Dottrina della Fede ha pubblicato una Nota dottrinale di 80 paragrafi, firmata da Papa Leone XIV, nella quale ci viene spiegato che «considerata la necessità di spiegare il ruolo subordinato di Maria a Cristo nell’opera della Redenzione, è sempre inappropriato usare il titolo di Corredentrice per definire la cooperazione di Maria». Come prevedibile, la Nota ha suscitato un mare di polemiche e non poco dolore fra tanti fedeli, che faticano a comprenderne le reali motivazioni.
Del resto, come affermava San Bernardo di Chiaravalle, “De Maria numquam satis” (“Di Maria non si dirà mai abbastanza”), a sostegno della certezza che le virtù e la figura di Maria, madre di Gesù, siano così grandi da non poter mai essere esaurite o descritte completamente. Che problema c’è, allora, se per tanti cristiani cattolici Maria è anche Corredentrice, considerato che anche dal punto di vista linguistico il termine è in sé assolutamente chiaro, dato che Il prefisso “co” deriva dal Latino “cum”, che significa “con” e non “uguale a, pari a”?
Tra l’altro, onorando la missione della Madre celeste al servizio del divin Figlio e Redentore, da secoli già moltissimi servi di Dio, venerabili, beati e santi hanno chiamato la Vergine «Corredentrice»: Veronica Giuliani, Padre Pio, Gabriele dell’Addolorata, Madre Teresa, Bartolo Longo, Massimiliano Kolbe, Edith Stein, Suor Lucia di Fatima, Pio X, Giovanni Paolo II, e tanti altri. Riprendiamo, solo a titolo esemplificativo, alcune affermazioni al riguardo:
- San Massimiliano Maria Kolbe: “Maria non è la Redentrice, ma la Corredentrice: Ella ci ha dato Gesù, la fonte di ogni grazia, e continua a distribuirla come Mediatrice di tutte le grazie”
- Papa Pio XI: “La Vergine Santissima fu associata all’opera del Redentore, e per questo la invochiamo come Corredentrice”
- Papa Pio X (Enciclica Ad diem illum, 1904): “Maria, unita a Cristo nella dolorosa opera della Redenzione, meritò veramente di essere chiamata Corredentrice”
- Papa Giovanni Paolo II (omelia del 31 gennaio 1985) disse che la Madonna era stata «spiritualmente crocifissa con il Figlio crocifisso» e aggiunto che «il ruolo corredentore di Maria non cessò con la glorificazione del Figlio», ma continua «nella Chiesa di tutti i tempi»
- San Pio da Pietrelcina: “Maria è la nostra Corredentrice, perché ci ha dato il Redentore e ha offerto al Padre il Figlio suo sul Calvario”
- Santa Teresa di Calcutta (in una risposta autografa del 14 agosto 1993): «La definizione papale di Maria come “Mediatrice, Corredentrice e Avvocata” porterà grandi grazie alla Chiesa»
- San Josemarίa Escrivá spiegava mirabilmente il nuovo titolo legandolo allo “stare” della Madre iuxta crucem e ai suoi dolori per il sacrificio del Figlio
- San Leopoldo Mandic fece un atto di offerta di tutto sé stesso per la ricomposizione dello scisma con l’Oriente «in ossequio alla Corredentrice del genere umano»
- Suor Lucia di Fatima, per almeno otto volte, nei suoi scritti, usò il termine Corredentrice, spiegando tra l’altro che chiamiamo la Santa Vergine «Nostra Signora dei dolori, perché nel suo cuore ha sofferto il martirio di Cristo, con Lui e accanto a Lui»…
E tanti, tanti altri!
Insomma, parrebbe proprio che questo titolo faccia parte di quel sensus fidei del popolo di Dio che in tante altre occasioni ha portato alla definizione di un dogma. Per quale motivo, allora – e proprio in questo momento – il Dicastero per la Dottrina della Fede ha deciso, a fronte di ben altri problemi che travagliano la Chiesa e l’umanità intera, di uscire con questo documento, gettando sale sulla ferita della divisione che lacera la Chiesa Cattolica in questi tempi drammatici?
A pensar male si fa peccato, è vero, ma sorge il sospetto che il Prefetto Fernández abbia voluto portare a compimento una battaglia già intrapresa da Francesco, il quale, nell’omelia tenuta durante la Santa Messa in occasione della festa liturgica della Beata Vergine Maria di Guadalupe (12 dicembre 2019), parlando a braccio in spagnolo, aveva voluto sottolineare che Maria “è una donna”, “una signora” e “una discepola”, e che nulla dunque può indurre ad applicare a Maria “qualche altro dogma”, esortando pertanto a non perdersi “en tonterias”, ovvero in sciocchezze.
Fin qui la parte destruens, che appare come la più scontata e banale; c’è però, a mio parere, un aspetto di grande interesse in questa problematica iniziativa del Prefetto Fernández, che potrebbe invece aprire a prospettive molto positive.
Se, come si dice comunemente, l’assassino torna sempre sul luogo del delitto, ci troviamo di fronte proprio alla medesima dinamica. Ricordiamo infatti che è stata la Madonna stessa a chiedere – nelle presunte apparizioni di Amsterdam alla veggente Ida Peerdeman – la proclamazione di un quinto dogma mariano, quale «Corredentrice, Mediatrice e Avvocata». Nei messaggi che si accompagnarono alle apparizioni (1945-1959), riconosciute nel 2002 dal Vescovo Joseph Punt, la Madonna chiese di lavorare e pregare per il dogma, profetizzando che tra quelli a Lei riferiti sarà «l’ultimo» e il «più grande» [*].
Questa malcelata ostilità nei confronti della Madonna (da quando c’è il prefetto argentino, Maria è sotto la lente dell’ex Sant’Uffizio) e in particolare verso la possibile proclamazione di un nuovo Dogma a suo favore, potrebbe rivelare proprio che i tempi sono ormai maturi, e che il tempo nuovo promesso da Maria è alle porte. Per questo la battaglia infuria e il nemico cerca di rafforzare il più possibile il fronte più critico, quello che, se sfondato, farebbe capitolare l’intero esercito.
Grazie, allora, al Dicastero per la Dottrina della Fede, che suo malgrado ci fa comprendere meglio i tempi che stiamo vivendo, e la necessità, dunque, di rivolgerci con ancora più forza alla Madonna, intensificando la preghiera del Rosario e la partecipazione ai Sacramenti, perché ci tenga sotto il Suo Manto e ci dia la forza di combattere nel suo piccolo esercito degli “apostoli degli ultimi tempi” per il trionfo del Suo Cuore Immacolato.
[*] La Signora di tutti i Popoli – 22 luglio 2024




























