Altro colpo di scena nella giustizia vaticana. Papa Leone XIV nomina il Cardinal Artime alla Corte di Cassazione dello Stato della Città del Vaticano

Cardinal Artime
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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 24.10.2025 – Ivo Pincara] – Il Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede oggi informa, che ha nominato un Giudice Applicato della Corte di Cassazione dello Stato della Città del Vaticano: «Il Santo Padre ha nominato, con decorrenza 13 ottobre 2025, Giudice Applicato della Corte di Cassazione dello Stato della Città del Vaticano l’Eminentissimo Signor Cardinale Ángel Fernández Artime, S.D.B., Pro-Prefetto del Dicastero per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica». La Cassazione vaticana è composta da quattro cardinali, nominati da Papa Francesco: il Camerlengo di Santa Romana Chiesa, Kevin Joseph Farrell, Presidente; l’Arcivescovo metropolita di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Matteo Maria Zuppi; l’Arciprete della Basilica di San Pietro e Vicario per la Città del Vaticano, Mauro Gambetti, OFM Conv; l’Arcivescovo metropolita di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, Augusto Paolo Lojudice.

Inoltre, c’erano già due Giudici Applicati: Prof.ssa Antonia Antonella Marandola e Prof.ssa Chiara Minelli, a cui si aggiunge adesso il Cardinal Artime, che non è specializzato in diritto, come non lo sono neanche i giudici effettivi: ha conseguito la laurea in teologia pastorale e le licenze in filosofia e in pedagogia.

Storicamente, fino alla nomina del Cardinal Farrell da parte di Papa Francesco, il ruolo di Presidente della Corte di cassazione era ricoperto dal Presidente del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

«Una nomina di non poco conto – commenta il vaticanista Francesco Capozza su Il Tempo -, considerate le pendenze attualmente all’ordine del giorno della Suprema corte vaticana. Su tutte spicca la decisione in merito alla richiesta di ricusazione del Promotore di Giustizia vaticano, Alessandro Diddi, presentata dai legali del Cardinale Angelo Becciu e di altri imputati (…). Secondo fonti interne alla Santa Sede, la nomina odierna del Cardinale Artime in qualità di Giudice Applicato si contestualizzerebbe proprio con la necessità di rafforzare l’autonomia dell’organo giudicante in merito alla questione del Promotore Alessandro Diddi, anche se non è ancora chiaro quale collega di porpora andrà a sostituire. Un “giudice applicato”, infatti, anche nell’ordinamento italiano, non è un titolo specifico, ma indica un magistrato (sia togato che onorario) che viene temporaneamente assegnato a un ufficio giudiziario diverso da quello di titolare per far fronte a necessità di servizio o sostituire temporaneamente un collega effettivo. Alcune voci incontrollate riportano che il Cardinale Artime potrebbe essere stato chiamato a sostituire Lojudice proprio in occasione della decisione sulla richiesta di ricusazione di Diddi, ma essendo il comunicato odierno privo d’informazioni in tal senso, queste considerazioni restano al momento mere supposizioni prive di fondamento».

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