A Roma il giubileo dei Movimenti Popolari
Presentati gli appuntamenti che scandiranno il quinto incontro dei Movimenti Popolari (21-24 ottobre) e il Pellegrinaggio Giubilare (25-26 ottobre): tra questi, l’udienza con papa Leone XIV ed un evento nel palazzo Spin Lab; sono intervenuti il card. Michael Czerny, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, don Mattia Ferrari, cappellano della ong Mediterranea e coordinatore di EMMP (Encuentro Mundial de Movimientos Populares), piattaforma nata dai quattro incontri romani dei Movimenti Popolari che riunisce 6 Paesi e si pone ‘al servizio delle relazioni dei Movimenti’ tra loro, con la Chiesa e i diversi attori sociali. Al banco dei relatori anche Micheline Mwendike Kamate, membro dei Movimenti popolari dell’Africa, che ha condiviso la sua testimonianza da uno dei luoghi maggiormente piagati della terra: Goma, al nord della Repubblica Democratica del Congo.
L’udienza con papa Leone XVI sarà giovedì 23 ottobre, a cui seguiranno i dialoghi con la città e i cittadini, il festival a Piazza Vittorio, organizzato con il supporto del Comune di Roma, il pellegrinaggio a San Pietro e la Messa del Giubileo delle équipe sinodali, iniziando con un evento pomeridiano nello Spin Time, il palazzo nel quartiere romano dell’Esquilino occupato a scopo abitativo e sociale da circa 400 persone in emergenza, ‘casa’ di molti movimenti popolari a Roma.
Introducendo la presentazione il card. Czerny ha fatto riferimento alla prima enciclica del papa: “La settimana scorsa ci siamo incontrati a parlare della Chiesa e del grido dei poveri: ‘Ti ho ascoltato, ti ho amato – Dilexi te’. Oggi ci incontriamo a parlare dei poveri che rispondono alle loro enormi sfide e della Chiesa che li accompagna: i Movimenti Popolari.
Cosa vogliono i poveri? Papa Leone risponde con limpida semplicità: ‘condurre una vita più dignitosa, sviluppando le proprie capacità e dando il proprio contributo’. Ma molti sono ben lontani da questo nobile ideale. Si stima che tra il 78% e l’85% della popolazione mondiale viva con meno di 20 dollari al giorno”.
Nel contempo il prefetto del dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale ha denunciato il fallimento di molti modelli di sviluppo: “Finora, molti sforzi di sviluppo sono falliti perché gli esterni, anche quelli molto qualificati, sembrano pensare che lo sviluppo possa realizzarsi senza il coinvolgimento diretto dei poveri. Se alla grande maggioranza viene impedito di svilupparsi adeguatamente, allora nessuno dei problemi davvero enormi del pianeta ha alcuna speranza di essere risolto”.
Mentre don Mattia Ferrari ha illustrato le giornate: “L’incontro è una tappa di un processo iniziato in tante parti del mondo, dove i movimenti sociali formati dagli esclusi che si organizzano per lottare per l’abitare, il lavoro, la terra, il cibo e per costruire solidarietà e fraternità, hanno iniziato a camminare con la Chiesa.
Papa Francesco ha avviato gli incontri per promuovere l’accompagnamento e la collaborazione tra la Chiesa e i movimenti popolari. Nei quattro incontri mondiali, il papa ha spiegato l’importanza dei movimenti popolari e il significato della loro relazione con la Chiesa”.
E dagli incontri è sorta una piattaforma: “Da quegli incontri è nata una piattaforma, ‘Encuentro Mundial de Movimientos Populares’ (EMMP), promossa da sei movimenti popolari di tutto il mondo, al servizio delle relazioni dei movimenti tra loro e con la Chiesa. I primi dieci anni avevano il compito di aiutare i movimenti popolari ad essere riconosciuti dalle istituzioni, dalla società, dalla Chiesa, come soggetti, come protagonisti della storia insieme agli altri attori sociali”.
Inoltre ha sottolineato l’importanza dei movimenti popolari: “In questo momento storico aumentano le ingiustizie, si intensificano le violenze contro le persone migranti, si aggrava la dittatura di un’economia che uccide, si investe nell’economia di guerra, la crisi ecologica peggiora. I movimenti popolari e la Chiesa costituiscono la speranza di un altro mondo possibile, fondato non sull’individualismo ma sulla giustizia, sulla solidarietà e la fraternità. I movimenti popolari sono chiamati oggi soprattutto a promuovere le relazioni tra di loro, con gli altri attori sociali, e con le Chiese locali”.
Infine Micheline Mwendike Kamate ha raccontato la situazione nella Republica Democratica del Congo: “Il mio Paese esporta minerali essenziali per la transizione energetica mondiale e produce materie prime per prodotti di lusso, ma migliaia di congolesi soffrono di insicurezza alimentare e di altre forme di povertà. L’ingiustizia che i nostri popoli subiscono è il frutto di violenze strutturali che si sono accumulate nei secoli: la colonizzazione, il neocolonialismo, la dittatura di un’economia che uccide. Ho iniziato a far parte dei movimenti popolari perché ho sentito che dovevo fare la mia parte, insieme alle altre persone che subiscono le ingiustizie”.
Comunque il cammino intrapreso non è facile: “Noi, movimenti popolari, lottiamo per la giustizia e pratichiamo la solidarietà come forma di vita. Insieme continuiamo a costruire, con umiltà e perseveranza, una società fraterna e un’economia solidale. Il cammino è difficile, ma continuiamo a camminare mano nella mano, sapendo che quello che viviamo è più bello e più grande delle difficoltà che incontriamo”.
Però ecco la speranza: “Sono qui perché, alla fine della giornata, quando mi rendo conto della grandezza del problema del mio popolo e della piccolezza del mio contributo e della mia persona, mi affido a Dio, che è e sarà sempre dalla parte dei poveri. Ed è Lui che ci dà la forza di lottare contro le ingiustizie… Con la gioia di saperci accompagnati dalla Chiesa ci presenteremo a papa Leone, per ringraziarlo e chiedere a lui e alla Chiesa di continuare a camminare insieme, prendendoci per mano, perché ci sia veramente una grande fraternità, secondo il sogno di Gesù”.
(Foto: Vatican Media)





























