“Gaudium”. Il presepe pro-vita costaricano che illuminerà le celebrazioni del Natale 2025 in Vaticano
[Korazym.org/Blog dell’Editore, 30.09.2025 – Vik van Brantegem] – Per questo Natale 2025 verrà esposto nell’Aula Paolo VI in Vaticano sotto l’egida dell’Ambasciata del Costa Rica presso la Santa Sede un presepe pro-vita. L’opera monumentale che misura cinque metri di lunghezza, tre di profondità e due e mezzo di altezza, intitolata Gaudium (Gioia), è dell’artista sacra costaricana Paula Sáenz Soto, conosciuta per suo studio Paula en el Bosque, che l’ha annunciato sulla sua pagina Facebook. Come da tradizione, la scena includerà San Giuseppe, i Re Magi, pastori e animali, con un dettaglio inedito: due immagini intercambiabili della Vergine Maria. Durante l’Avvento, verrà presentata un’immagine della Vergine Maria incinta, simbolo di “dolce attesa” e di speranza. Nella notte di Natale, questa immagine lascerà il posto a un’altra Vergine Maria in “stato di adorazione” quando il Bambino Gesù verrà deposto nella culla. I pezzi originali sono stati dipinti con olio su legno. Le opere che saranno esposte in Vaticano sono una riproduzione speciale utilizzata nei musei, realizzate su larga scala in carta 100% cotone, con l’utilizzo di foglie d’oro.
«Con profonda gratitudine,
offro quest’opera come testimonianza
che unisce tradizione e contemporaneità,
Oriente e Occidente,
e che, dalla nostra patria costaricana,
proclama l’Emmanuele: Dio con noi»
(Paula Sáenz Soto).
Il progetto del presepe Gaudium – che richiama l’essenza del Natale, non solo con la rappresentazione della nascita di Gesù, ma anche con l’invito a proteggere e custodire ogni vita nascente – recentemente è stato presentato da S.E. Federico Zamora, Ambasciatore di Costa Rica presso la Santa Sede, che l’ha ideata – al Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, che prontamente ha accolto l’installazione. Nel dare la notizia a Metanoia Costa Rica Medios, spiegando gli sforzi compiuti dalla missione diplomatica costaricana, l’Ambasciatore ha detto che il progetto inizialmente era previsto per il 2027, ma «a causa di questioni prioritarie», è stato anticipato a questo Natale.

Il presepe pro-vita costaricano verrà inaugurato il 15 dicembre 2025, lunedì della III settimana di Avvento, e rimarrà esposto nell’Aula Paolo VI e rimarrà lì fino alla fine del periodo natalizio, con la festa del Battesimo del Signore, che si celebrerà domenica 11 gennaio 2026. Una bella iniziativa, che fonde la tradizione natalizia con un messaggio di vita e di speranza. Per Paola Sáenz, è un evento provvidenziale che la sua opera venga esposta durante la chiusura dell’Anno Giubilare della Speranza che non delude, poiché non era prevista nei piani recenti.
L’opera è stata realizzata grazie alla collaborazione tra l’Ambasciata di Costa Rica presso la Santa Sede e l’Instituto Femenino de Salud Integral (IFEMSI) di Costa Rica, che aiuta le donne incinte in situazioni di vulnerabilità che scelgono la vita, nonostante le difficoltà e le innumerevoli sirene del mondo che invitano a fare il contrario in nome della libertà (la loro, ma non quella di chi non è ancora nato).
L’annuncio di Sáenz: «Cari fratelli e sorelle, vi condivido questa meravigliosa notizia per il Natale 2025: il primo presepe pro-vita in Vaticano. Sarà il primo presepe nella storia del Costa Rica esposto ufficialmente in Vaticano durante la solennità del Natale. Un evento unico che ci riempie di fede, gioia e profondo orgoglio nazionale. Grazie all’impegno dell’Ambasciata del Costa Rica presso la Santa Sede. Vi ringrazio per aver condiviso questo post, così da poter raccogliere fondi per l’installazione di questo presepe in Vaticano. Sarà il primo presepe benedetto da Papa Leone XIV durante il suo pontificato e a conclusione del Giubileo della Speranza. Grazie all’Università Autonoma dell’America Centrale e alla sua fondazione per aver aperto i conti per la raccolta fondi».
Sotto la paglia e il muschio della mangiatoia, verranno posti 28.000 nastri, a rappresentare le vite salvate dall’aborto grazie alla preghiera e al sostegno di “40 Giorni per la Vita”, un’iniziativa internazionale che organizza campagne di preghiera e digiuno davanti ai centri per l’aborto per chiedere la fine di questa pratica, a cui aderisce anche l’Instituto Femenino de Salud Integral (IFEMSI).
Insieme a questo gesto, la culla in cui verrà deposto il Bambino Gesù porterà 400 nastri con intenzioni di preghiera scritte dai bambini ricoverati presso l’Ospedale Pediatrico Nazionale Dr. Carlos Sáenz Herrera. Per l’artista, «la sofferenza di questi bambini è ciò che riscalderà il presepe di Gesù Bambino». Ha sottolineato che questo gesto è inteso come un modo per ricordare e pregare, soprattutto durante il Natale, «per le persone in ospedale, soprattutto i bambini, che sono malati cronici o terminali», ha affermato Paola Sáenz, intervistata da ACI Prensa.
Tra gli animali che saranno presente nel presepe monumentale, ci sarà una grande pecora e l’artista ne ha realizzato delle riproduzioni in miniatura, come ha annunciato su Instagram:
«Cari fratelli e sorelle, ognuna di queste pecorelle ha un significato molto speciale: è una riproduzione in miniatura della grande pecora che farà parte del presepe che la Costa Rica presenterà in Vaticano nel dicembre 2025. Lì, nell’Aula Paolo VI, Papa Leone XIV la benedirà solennemente, grazie al patrocinio dell’Ambasciata della Costa Rica presso la Santa Sede. La pecora sarà pronta per la consegna, a Dio piacendo, a partire dalla fine della prossima settimana. Portando a casa una di queste pecorelle, non solo avrete un ricordo autentico di questo storico presepe pro-vita, ma ne sosterrete anche direttamente la costruzione a Roma. Il suo prezzo è di 15.000 colones e include un certificato di autenticità. Potete appenderla sul vostro albero di Natale o sul vostro comodino, ricordando che siamo noi quelle pecorelle che Gesù ama e protegge teneramente. Nota importante: la pecorella nella fotografia è l’originale ed è decorata con foglia d’oro. Le pecorelle disponibili per la collaborazione sono su tela su legno senza pane».
Nell’intervista con ACI Prensa, Paula Sáenz ha spiegato, che il suo presepe pro-vita vuole essere «un grido dal cielo: salviamo, prendiamoci cura della vita fin dal grembo materno» e ha osservato, che attualmente «si nega che ci sia un essere umano dentro l’utero, quindi [il suo lavoro] è come renderlo visibile attraverso il Vaticano».
«In questi tempi, ho visto, attraverso molti eventi accaduti, che siamo caduti in quella cultura dell’egoismo: ciò che conta è ciò che voglio. Non abbiamo nemmeno quell’empatia per gli altri, o forse nemmeno pensiamo agli altri. Questa cultura dell’immediato è diventata quella del vivere il momento», ha spiegato. Pertanto, spera che il suo lavoro «raggiungerà il cuore dei giovani e che capiscano l’importanza del fatto che Gesù era anche nel grembo materno».
Gaudium non è solo un altro presepe, si basa quindi sull’abbraccio tra Oriente e Occidente. Come spiega l’artista stessa, nasce da ispirazioni sia orientali che occidentali: «La tradizione bizantina ha plasmato il mio percorso artistico attraverso la potenza del suo linguaggio: la serenità dei suoi volti, i colori intensi che suggeriscono l’eternità, la sobrietà delle sue linee che invitano al silenzio interiore. Sebbene le mie opere non seguano rigorosamente i canoni dell’iconografia bizantina, dialogano con quel linguaggio e lo reinterpretano. Il presepe Gaudium nasce proprio da questo dialogo, traendo ispirazione dall’Oriente e dall’Occidente. Dall’Oriente trae la profondità dell’icona, che non è semplice rappresentazione, ma rivelazione dell’eterno mistero dell’Incarnazione. Dall’Occidente attinge alla tradizione del presepe figurato, in cui il vuoto della culla fino alla Vigilia di Natale diventa segno di attesa e speranza. Entrambe le tradizioni si intrecciano qui, dando vita a un’opera in cui la contemplazione dell’icona e l’esperienza familiare della nascita si abbracciano nello stesso linguaggio di fede, capace di annunciare con l’arte e il silenzio l’arrivo di Cristo nel mondo».
La storia di Paula Sáenz Soto è segnata da un “miracolo” personale. Per anni, lei e suo marito hanno desiderato avere un figlio, così ha chiesto a Dio questo dono. Oggi, suo figlio ha 22 anni. Sebbene confessi che, pur essendo Cattolica, «non ho vissuto quella vita di pietà», dopo aver ricevuto ciò per cui aveva pregato a lungo, la sua fede si è approfondita.
«Quello che so è disegnare, fare arte. Come posso metterlo nelle tue mani, cioè offrirlo, darlo in offerta?», ha chiesto a Dio. È così che ha deciso di lasciare il suo lavoro di grafica pubblicitaria in un’azienda e ha iniziato a creare arte sacra.
Il suo percorso l’ha portata a realizzare opere sia in Costa Rica che all’estero, tra cui una scultura della Vergine degli Angeli, patrona della Costa Rica, per l’Ambasciata della Costa Rica presso la Santa Sede un mosaico raffigurante la Vergine, conosciuta anche come “La Negrita”, intronizzata nel 2021 nei Giardini Vaticani.
Per Sáenz, sebbene il presepe Gaudium rappresenti una sfida, ha sentito «quell’abbraccio di Dio, quel grande amore per Lui. Dio ci usa come strumenti per certe cose. Quindi questo è ciò che ho sentito, il grande amore di Dio. Ho detto: “Mio Dio, sta davvero accadendo”. Portarlo avanti ora è davvero un miracolo».
Specialista di arte bizantina e coloniale, spiega che nel suo mestiere non si dipinge: si scrive. «In realtà, le icone che realizzo sono scritture; è così che si chiama l’arte sacra. Come artista di arte sacra, non si dipinge, ma si scrive, si scrive una preghiera attraverso i simboli, attraverso i colori».
L’artista ha commentato, che prima di iniziare un’opera, di solito «digiuna e prega. Devo essere in silenzio per poter iniziare a scrivere l’icona che sto realizzando». E raccomanda alle famiglie di fare lo stesso, quando accolgono un’immagine sacra nelle loro case: riservarle un posto speciale, benedirla e pregare davanti ad essa. «So che Dio rivela qualcosa di diverso a ognuno di noi. È come una lettera d’amore scritta per ognuno di noi. Quindi, ecco, aprite il vostro cuore, restate in silenzio e piangete davanti ad essa. Vedrete, ripeterete, vedrete, contemplerete, e poi Dio entrerà nel vostro cuore», ha concluso.




























