“Custodire voci e volti umani”: il tema scelto da Papa Leone XIV per la prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali

Comunicazione
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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 29.09.2025 – Vik van Brantegem] – Il Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede ha comunicato il tema che il Santo Padre Leone XIV ha scelto il tema per la 60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che si celebra domenica 17 maggio 2026: Custodire voci e volti umani.

La Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali – istituita nel 1967 da Papa Paolo VI, in seguito alle indicazioni del Concilio Vaticano II (nel Decreto conciliare sugli strumenti di comunicazione sociale Inter Mirifica), che già aveva sottolineato l’importanza dei nuovi mezzi di comunicazione – è un’occasione annuale di riflessione sull’uso dei mezzi di comunicazione e sul loro impatto, soprattutto con l’emergere di nuove tecnologie come i social media. La giornata è nata per richiamare l’attenzione della Chiesa e del mondo sull’importanza degli strumenti di comunicazione e il Papa propone ogni anno un Messaggio – pubblicato il 24 gennaio, memoria di San Francesco di Sales – su un tema attuale da lui scelto, legato al settore, che invita a comunicare con spirito di speranza e apertura.

Riportiamo di seguito l’illustrazione della scelta del tema per il 2026 da parte del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede.

Negli ecosistemi comunicativi odierni, la tecnologia influenza le interazioni in modo mai conosciuto prima – dagli algoritmi che selezionano i contenuti nei feed di notizie fino all’Intelligenza Artificiale che redige interi testi e conversazioni. Il genere umano ha oggi possibilità impensabili solo pochi anni fa. Ma sebbene questi strumenti offrano efficienza e ampia portata, non possono sostituire le capacità unicamente umane di empatia, etica e responsabilità morale. La comunicazione pubblica richiede giudizio umano, non solo schemi di dati. La sfida è garantire che sia l’umanità a restare l’agente guida. Il futuro della comunicazione deve assicurare che le macchine siano strumenti al servizio e al collegamento della vita umana, e non forze che erodono la voce umana.

Abbiamo grandi opportunità. Allo stesso tempo, i rischi sono reali. L’Intelligenza Artificiale può generare contenuti accattivanti ma fuorvianti, manipolatori e dannosi, replicare pregiudizi e stereotipi presenti nei dati di addestramento, e amplificare la disinformazione simulando voci e volti umani. Può anche invadere la privacy e l’intimità delle persone senza il loro consenso. Un’eccessiva dipendenza dall’IA indebolisce il pensiero critico e le capacità creative, mentre il controllo monopolistico di questi sistemi solleva preoccupazioni circa la centralizzazione del potere e le disuguaglianze.

È sempre più urgente introdurre nei sistemi educativi l’alfabetizzazione mediatica, alla quale si aggiunge anche l’alfabetizzazione nel campo di IA (MAIL ovvero Media and Artificial Intelligence Literacy). Come Cattolici possiamo e dobbiamo dare il nostro contributo, affinché le persone – soprattutto i giovani – acquisiscano la capacità di pensiero critico e crescano nella libertà dello spirito.

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